Gesù ti chiede solo 5 minuti, vuole parlarti. Ascoltalo! Liberati ...

Il Signore e Salvatore nostro, desiderando che noi giungiamo alla felicità del regno celeste, c’insegnò a chiedergli quelle gioie, e ci promise che ce le avrebbe date se gliele avessimo chieste.

«Chiedete – disse – e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto» (Lc 11,9).

Queste parole del Signore, fratelli carissimi, devono essere da noi meditate profondamente e con la massima attenzione, poiché affermano che il regno dei cieli non sarà per gli oziosi e gli sfaccendatila sarà dato,fatto trovare e aperto a quelli che chiedono, che cercano e che bussano.

Dobbiamo dunque chiedere nella preghiera che ci venga aperta la porta del regno, cercarla con una vita retta e bussarvi con la perseveranza.
Ma non basta pregare soltanto con le parole, se non cerchiamo anche con molta diligenza in che maniera dobbiamo vivere per essere degni di ottenere ciò che domandiamo, secondo l’affermazione di colui che dice:

«Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli» (Mt 7,21).

Perciò è necessario, fratelli miei, chiedere assiduamente, senza interruzione domandare: «prostrati adoriamo in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati» (Sal 94,6).

E per meritare di essere esauditi, riflettiamo diligentemente come desidera che viviamo e che cosa ci ha comandato di fare colui che ci ha creati. Cerchiamo il Signore e siamo fiduciosi, cerchiamo sempre il suo volto. E per meritare di trovarlo e di vederlo, «purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito» (2 Cor 7,1), perché nel giorno della risurrezione saliranno in cielo soltanto coloro che avranno custodito la castità del corpo, e soltanto i puri di cuore potranno contemplare la gloria della divina maestà.

Se poi desideriamo conoscere ciò che egli vuole che domandiamo, ascoltiamo il testo evangelico:

«Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta» (Mt 6,33).

Cercare il regno di Dio e la sua giustizia significa desiderare i doni della patria celeste e indagare incessantemente con quali azioni sante si giunga a possederli, affinché non avvenga che deviando dal retto cammino non riusciamo a giungere dove tendiamo.

Questi sono, fratelli carissimi, i beni che soprattutto dobbiamo chiedere a Dio; questa giustizia del regno di Dio dobbiamo cercare prima di tutte le altre cose, cioè la fede, la speranza e la carità, come sta scritto:

«Il giusto vivrà in virtù della fede» (Gal 3,11); «la grazia circonda chi confida nel Signore» (Sal 31,10) e «pieno compimento della legge è l’amore» (Rm 13,10). «Tutta la legge infatti trova la sua
pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso» (Gal 5,14).

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Il Signore parla al cuore di ciascuno di noi, ascoltarlo significa valutare bene le situazioni in cui ci troviamo e, se lo desideriamo, viverle nella sua volontà, non dimentichiamo ciò che ci disse nel Vangelo di Giovanni…

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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto, sempre se lo desideriamo.

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(Le foto eventuali, dei personaggi, sono state prese su Google / Immagini, per cui, anche se le loro azioni sono in sintonia con l’argomento trattato, non necessariamente debbono corrispondere ai personaggi stessi di questo articolo).

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