(Cammino Neocatecumenale)* 18 – Approvazione dello Statuto da parte della Santa Sede

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Approvazione dello Statuto da parte della Santa Sede

All’inizio del 1997 Giovanni Paolo II chiese ai responsabili del Cammino una regolazione statutaria.

Una prima versione degli Statuti del Cammino neocatecumenale fu respinta all’inizio del 1999.

Il giurista neocatecumenale padre Javier Sotil, rettore del  Redemptoris Mater di Brasilia, nel maggio 1999, durante una convivenza al Centro Neocatecumenale internazionale di Porto San Giorgio con Kiko Argüello e Carmen Hernández, annunciò che la bocciatura era stata «provvidenziale» perché aveva dato modo di «pensare e ripensare, consultare tante persone per preparare una seconda bozza che è qui pronta».

Il 29 giugno 2002 (Solennità di San Pietro e Paolo), lo statuto del Cammino neocatecumenale fu approvato ad experimentum  dal Pontificio Consiglio per i Laici.

Il decreto di approvazione  del Pontificio Consiglio per i Laici  recitava: «Tenuto conto dei numerosi frutti spirituali apportati alla nuova evangelizzazione dalla prassi del Cammino neocatecumenale – accolto e valorizzato nei suoi oltre trent’anni di vita in molte Chiese locali – segnalati al Pontificio Consiglio per il Laici da numerose lettere raccomandatizie di cardinali, patriarchi e vescovi; dopo attento esame del testo degli Statuti, frutto di un laborioso processo di collaborazione tra gli iniziatori del Cammino neocatecumenale e il Pontificio Consiglio per i Laici, che si è avvalso del contributo apportato nell’ambito delle competenze loro proprie da diversi dicasteri della Curia Romana ( […] ) il Pontificio Consiglio per i Laici DECRETA l’approvazione “ad experimentum” per un periodo di cinque anni degli Statuti del Cammino neocatecumenale.».

L’intervento di Kiko Argüello alla consegna dello Statuto del Cammino neocatecumenale il 29 giugno 2002 cominciò con: «siamo contentissimi che dopo tutto il travaglio di questi anni si sia potuti arrivare alla approvazione dello Statuto».

Nei discorsi e nelle omelie di Giovanni Paolo II del 29 giugno 2002 e dei giorni successivi, non appare alcuna menzione dell’approvazione degli Statuti, nonostante Kiko Argüello avesse ringraziato personalmente il Papa per aver «voluto in prima persona questa approvazione».

Il 21 settembre 2002, Giovanni Paolo II ricevette in udienza a Castel Gandolfo gli iniziatori del Cammino e, commentando l’approvazione dello Statuto ad experimentum, volle nuovamente esprimere il suo incoraggiamento:

«Come non ringraziare il Signore per i frutti portati dal Cammino neocatecumenale nei suoi oltre trent’anni di esistenza […] In una società secolarizzata come la nostra, dove dilaga l’indifferenza religiosa e molte persone vivono come se Dio non ci fosse, sono in tanti ad aver bisogno di una nuova scoperta dei Sacramenti dell’iniziazione cristiana; specialmente di quello del Battesimo. Il Cammino è senz’altro una delle risposte provvidenziali a questa urgente necessità.

Desidero sottolineare l’importanza degli Statuti appena approvati per la vita presente e futura del Cammino neocatecumenale che, come ho già avuto modo di dire alcuni anni fa, costituisce “un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni”. Gli Statuti costituiscono altresì, un importante aiuto per tutti i pastori della Chiesa, particolarmente per i Vescovi diocesani, ai quali è affidata dal Signore, la cura pastorale e, in particolare, l’iniziazione cristiana delle persone nella Diocesi […] Gli Ordinari Diocesani potranno trovare negli Statuti i principi base di attuazione del Cammino neocatecumenale in fedeltà al suo progetto originario»

Giovanni Paolo II confermò che «…gli Statuti devono costituire per il Cammino neocatecumenale una “chiara e sicura regola di vita”, un punto di riferimento fondamentale affinché questo processo di formazione, che ha come obiettivo di portare i fedeli ad una fede matura, possa essere realizzato in un modo confacente alla dottrina e alla disciplina della Chiesa».

Lo Statuto rinviava a un Direttorio Catechetico che raccoglie la tradizione orale e indica la prassi del Cammino. Giovanni Paolo II precisò che «spetta ora ai Dicasteri competenti della Santa Sede esaminare il Direttorio catechetico e tutta la prassi catechetica nonché liturgica del Cammino stesso. Sono certo che i suoi membri non mancheranno di assecondare con generosa disponibilità le indicazioni che loro verranno da tali autorevoli fonti».

Ciononostante, sulla stampa anche cattolica, è stato talvolta scritto erroneamente che era stato approvato anche il Direttorio Catechetico; per esempio da Saverio Gaeta, caporedattore di Famiglia Cristiana: «insieme con lo Statuto viene di fatto ratificato il testo degli “Orientamenti alle équipe di catechisti”, che rappresenteranno le linee guida della catechesi neocatecumenale».

La consegna dei testi degli Orientamenti alle Congregazioni vaticane cominciò nel 1977. Si trattava perciò di un’approvazione parziale (oltre che ad experimentum), poiché durante l’arco di validità dello Statuto ad experimentum il Direttorio contenente le catechesi e la prassi del Cammino (non scindibili dal Cammino stesso) non fu pubblicato.

Lo Statuto del Cammino neocatecumenale fu approvato in forma definitiva l’11 maggio 2008 (Solennità di Pentecoste), con Decreto del Pontificio Consiglio per i Laici, il quale sancisce

«L’approvazione definitiva dello statuto del Cammino neocatecumenale debitamente autenticato dal Dicastero e depositato in copia nei suoi archivi. Ciò nella fiducia che queste norme statutarie costituiscano linee guida ferme e sicure per la vita del Cammino e che esse siano di aiuto ai Pastori nel loro paterno e vigile accompagnamento delle comunità neocatecumenali nelle Chiese particolari.»

Il Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, cardinale Stanisław Rylko, consegnò il nuovo testo agli iniziatori del Cammino neocatecumenale, Kiko Argüello e Carmen Hernández, il 13 giugno 2008.

Queste le parole del cardinal Rylko, alla domanda su quale significato abbia questa approvazione, per la Chiesa e per il Cammino stesso: «Significa la conferma da parte della Chiesa dell’autenticità, della genuinità del carisma che sta alla loro origine nella vita e nella missione della Chiesa. In modo particolare, questo riguarda il Cammino che ha ormai lunga storia nella Chiesa, più di 40 anni, e porta nella vita della Chiesa tanti frutti, tante vite cambiate in profondità, tante famiglie ricostruite, tante vocazioni religiose, sacerdotali e tanto impegno a favore della nuova evangelizzazione. Quindi, è un momento di grande gioia per la Chiesa, un momento di grande gioia per la realtà ecclesiale che riceve questo riconoscimento».

Il 10 gennaio 2009, papa Benedetto XVI, incontrando le comunità neocatecumenali di Roma, nella basilica di S. Pietro in occasione dei 40 anni dalla nascita della prima comunità di Roma nella parrocchia dei SS. Martiri Canadesi, ha avuto parole di conferma e di elogio:

«Come non benedire il Signore per i frutti spirituali che, attraverso il metodo di evangelizzazione da voi attuato, si sono potuti raccogliere in questi anni? Quante fresche energie apostoliche sono state suscitate sia tra i sacerdoti che tra i laici! Quanti uomini e donne, e quante famiglie, che si erano allontanate dalla comunità ecclesiale o avevano abbandonato la pratica della vita cristiana, attraverso l’annuncio del kerigma e l’itinerario di riscoperta del Battesimo sono state aiutate a ritrovare la gioia della fede e l’entusiasmo della testimonianza evangelica! […] La recente approvazione degli Statuti del Cammino è venuta a suggellare la stima e la benevolenza con cui la Santa Sede segue l’opera che il Signore ha suscitato attraverso i vostri Iniziatori.»

Il 13 maggio 2009 il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, con sede presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, ha consegnato a Kiko Argüello il dottorato honoris causa in Sacra Teologia del Matrimonio e Famiglia per la «piena valorizzazione della famiglia come soggetto ecclesiale e sociale, in piena consonanza con l’ideologia di Giovanni Paolo II».

Con questo riconoscimento, l’Istituto, fondato da papa Giovanni Paolo II, riconosce il contributo teologico e pastorale del Cammino Neocatecumenale nell’opera di difesa della famiglia, attaccata oggi da una cultura “antifamiliare”.

Benedetto XVI nominò, il 19 maggio 2011, Kiko Argüello come consultore del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

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Il Signore parla al cuore di ciascuno di noi, ascoltarlo significa valutare bene le situazioni in cui ci troviamo e, se lo desideriamo, viverle nella sua volontà, non dimentichiamo ciò che ci disse nel Vangelo di Giovanni…

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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto, sempre se lo desideriamo.

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(Le foto eventuali, dei personaggi, sono state prese su Google / Immagini, per cui, anche se le loro azioni sono in sintonia con l’argomento trattato, non necessariamente debbono corrispondere ai personaggi stessi di questo articolo).

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