(Cammino Neocatecumenale)* 16 – Terminologia tipica del Cammino

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Terminologia tipica del Cammino

Tra i componenti del Cammino si è formata da tempo una terminologia tipica, spesso legata alle catechesi e ai discorsi del fondatore, o a particolari celebrazioni o eventi.

* Il termine fratello o sorella è l’appellativo che i neocatecumeni si scambiano fra loro, poiché tutti i cristiani sono fratelli essendo figli di Dio.

  • Il termine sperimentare indica l’avere una esperienza palpabile dell’azione di Dio nella propria vita, nel contesto di una situazione vissuta. Gran parte del Cammino si basa sulla esperienza personale del fedele rapportata a Dio. Spesso questo è indicato come la storia che Dio fa con te, il progetto e la relazione che intercorre tra l’esistenza di un uomo e Dio.
  • Il termine lontani si riferisce a chi non ha ancora conosciuto l’amore di Dio, apostata o pagano, non necessariamente estraneo alla chiesa stessa.
  • Il termine convivenza indica un ritiro spirituale di uno o più giorni, nel quale i partecipanti con-vivono, cioè stanno insieme in un clima di preghiera e di condivisione allo scopo di alimentare la comunione fraterna nella propria comunità, condividere l’esperienza di vita alla luce della Parola di Dio e, mediamente una volta l’anno, incontrare i propri catechisti nelle tappe che caratterizzano lo svolgersi del catecumenato post-battesimale.
  • Il termine alzarsi viene utilizzato per indicare gli individui o la famiglia quando sentono il desiderio di offrire la propria vita per il Vangelo e quindi, in occasione di opportuni incontri fatti con gli iniziatori del cammino, con i propri catechisti o in comunità, a seguito di un appello generale si alzano rendendosi visibili ai fratelli mostrando apertamente la propria disponibilità in risposta alla chiamata di Dio. Questa disponibilità sarà poi vagliata dalla Chiesa in opportuni incontri vocazionali.

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Il Signore parla al cuore di ciascuno di noi, ascoltarlo significa valutare bene le situazioni in cui ci troviamo e, se lo desideriamo, viverle nella sua volontà, non dimentichiamo ciò che ci disse nel Vangelo di Giovanni…

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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto, sempre se lo desideriamo.

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(Le foto eventuali, dei personaggi, sono state prese su Google / Immagini, per cui, anche se le loro azioni sono in sintonia con l’argomento trattato, non necessariamente debbono corrispondere ai personaggi stessi di questo articolo).

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