Dominati significa anche sottomessi.
In effetti nel nostro DNA c’è la spinta ad essere sottomessi, ma a Dio e non alle passioni, alle cose materiali, a chi vuole sottomettere gli altri per la propria gloria o a chi ci sottomettiamo noi per cercare il nostro spazio di gloria, per far parte di quelli “che contano” e essere annoverati tra i primi, che sono tutte cose demoniache.
Mettiamoci sotto il suo dominio, facciamo si che sia lui a condurre la nostra vita, doniamoci completamente a lui.
E come si fa? Ci si avvicina piano piano, si comincia col riconoscere i nostri peccati, gli si affidano le passioni e tutto ciò che di terreno ci tiene schiavi e lontani da lui, gli si chiede che venga ad aiutarci, ci si confessa, si segue la messa domenicale e si attende con pazienza e fiducia la sua manifestazione nella nostra vita, senza avere fretta e soprattutto in atteggiamento di umiltà e non di sfida.

Fatto questo, le nostre passioni, l’attaccamento alle cose materiali e tutta la nostra vita, l’abbiamo messo in mani sicure. A questo punto non resta che attendere, le nostre vie non sono le sue vie.
Siete riusciti a farlo? Non insuperbitevi, è Lui che vi ha cercato per prima e ha permesso che voi abbiate fatto quello che avete fatto, non avete alcun merito. Chiedete che mandi lo Spirito Santo su di voi, ascoltate la coscienza e lasciatevi guidare, esattamente come fa un bambino piccolo con i suoi genitori. Non abbiate fretta, occorre pazienza e perseveranza, anche questi sono doni da chiedere al Signore.
Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà lontano da voi. Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi.
Peccatori purificate le vostre mani; uomini dall’animo indeciso, santificate i vostri cuori. Riconoscete la vostra miseria, fate lutto e piangete; le vostre risa si cambino in lutto e la vostra allegria in tristezza. Umiliatevi davanti al Signore ed egli vi esalterà. Dio resiste ai superbi, agli umili invece dà la grazia.

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Il Signore parla al cuore di ciascuno di noi, ascoltarlo significa valutare bene le situazioni in cui ci troviamo e, se lo desideriamo, viverle nella sua volontà, non dimentichiamo ciò che ci disse nel Vangelo di Giovanni…

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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto, sempre se lo desideriamo.

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(Le foto eventuali, dei personaggi, sono state prese su Google / Immagini, per cui, anche se le loro azioni sono in sintonia con l’argomento trattato, non necessariamente debbono corrispondere ai personaggi stessi di questo articolo).

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