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Siracide 29,1-13

1 Chi pratica la misericordia concede prestiti al prossimo, chi lo soccorre di propria mano osserva i comandamenti.

2 Da’ in prestito al prossimo nel tempo del bisogno, e a tua volta restituisci al prossimo nel momento fissato.

3 Mantieni la parola e sii leale con lui, così troverai in ogni momento quanto ti occorre.

4 Molti considerano il prestito come cosa trovata e causano fastidi a coloro che li hanno aiutati.  5  Prima di ricevere, ognuno bacia le mani del creditore, parla con tono umile per ottenere gli averi dell’amico; ma alla scadenza cerca di guadagnare tempo, restituisce piagnistei e incolpa le circostanze. 6 Se riesce a pagare il creditore riceverà appena la metà, e dovrà considerarla come una cosa trovata. In caso contrario, il creditore sarà frodato dei suoi averi e avrà senza motivo un nuovo nemico; maledizioni e ingiurie gli restituirà, renderà insulti invece dell’onore dovuto. 7 Molti perciò, per tale cattiveria, rifiutan di prestare: hanno paura di perdere i beni senza ragione.

8 Tuttavia sii longanime con il misero, e non fargli attender troppo l’elemosina.

9 Per il comandamento soccorri il povero, secondo la sua necessità non rimandarlo a mani vuote.

10 Perdi pure denaro per un fratello e amico, non si arrugginisca inutilmente sotto una pietra.

11 Sfrutta le ricchezze secondo i comandi dell’Altissimo; ti saranno più utili dell’oro.

12 Rinserra l’elemosina nei tuoi scrigni ed essa ti libererà da ogni disgrazia.

13 Meglio di uno scudo resistente e di una lancia pesante, combatterà per te di fronte al nemico.

Siracide 31,1-4

1 L’insonnia per la ricchezza logora il corpo, l’affanno per essa distoglie il sonno.

2 L’affanno della veglia tien lontano l’assopirsi, come una grave malattia bandisce il sonno.

3 Un ricco fatica nell’accumulare ricchezze e se smette, si ingolfa nei piaceri.

4 Un povero fatica nelle privazioni della vita e se smette, cade nell’indigenza.

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Il Signore parla al cuore di ciascuno di noi, ascoltarlo significa valutare bene le situazioni in cui ci troviamo e, se lo desideriamo, viverle nella sua volontà, non dimentichiamo ciò che ci disse nel Vangelo di Giovanni…

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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto, sempre se lo desideriamo.

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(Le foto eventuali, dei personaggi, sono state prese su Google / Immagini, per cui, anche se le loro azioni sono in sintonia con l’argomento trattato, non necessariamente debbono corrispondere ai personaggi stessi di questo articolo).

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