(Cristianesimo Cattolico)* 79 – Ricerca di Dio nel silenzio

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Cristo dice: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati” (Giovanni 15,12). 

Abbiamo bisogno di silenzio per accogliere queste parole e metterle in pratica. Quando siamo agitati e irrequieti , abbiamo così tanti argomenti e ragioni per non perdonare e per non amare. Ma quando “abbiamo calmato e reso quieta la nostra anima”, queste ragioni ci paiono insignificanti.

Forse qualche volta   rifuggiamo il silenzio, preferendo qualunque rumore, parola o distrazione, perché la pace interiore è una cosa rischiosa: ci rende vuoti e poveri, disintegra le amarezze e ci conduce al dono di noi stessi. Silenziosi e poveri i nostri cuori sono ricolmati dello Spirito Santo, riempiti con un amore incondizionato. Il silenzio è un umile ma sicuro cammino verso l’amore.

Senza il “Silenzio” non può esserci vera “Comunicazione”Il silenzio è sempre presente anche tra le paroleRimanere in silenzio davanti a Dio, per renderci conto dell’oscurità psicologica e spirituale, nella quale ci dibattiamo, quando siamo lontani da Lui. Rimanere silenziosi di fronte a Dio, non significa rimanere silenziosi dinanzi agli uomini, con coloro che operano il male è giusto protestare, sia come uomini che come credenti in un Dio di giustizia. 

Il silenzio ci porta ad avere un rapporto diretto con lo Spirito di Dio. A volte la preghiera diventa silenziosa. Una tranquilla comunione con Dio si può trovare senza parole. “Io sono tranquillo e sereno come un bimbo svezzato in braccio a sua madre”. Come un bambino soddisfatto che ha smesso di piangere ed è nelle braccia della madre, così può “stare la mia anima” in presenza di Dio. 

La preghiera allora non ha bisogno di parole, forse neppure di pensieri.

 Com’è possibile raggiungere un silenzio interiore ?

Il tumulto dei nostri pensieri può essere paragonato alla tempesta, che colpisce la barca dei discepoli sul mare di Galilea, mentre Gesù stava dormendo. Come loro possiamo sentirci senza aiuto, pieni di ansietà ed incapaci di calmarci. Ma Cristo è abile nel venire in nostro aiuto. Come rimprovera il vento e il mare e “ci fu una grande calma”, egli può anche donare calma al nostro cuore, quando è agitato dalla paura e dalle preoccupazioni.

Silenzio significa riconoscere che le mie preoccupazioni non possono fare molto. Silenzio significa lasciare a Dio ciò che è oltre la mia portata e le mie capacità. Un momento di silenzio, anche molto breve, è come una sosta santa, un riposo sabbatico, una tregua dalle preoccupazioni. Quando le parole ed i pensieri si fermano, Dio è lodato in un silenzio di stupore e ammirazione.

Il famoso filosofo Louis Lavelle scriveva : E’ soltanto nel silenzio che l’amore prende coscienza della sua essenza miracolosa, della sua libertà e della sua potenza d’intimità. Le parole distruggono la sua fragile delicatezza e la sua grazia sempre nascente…. Se la parola è come un fiume che porta la verità da un’anima verso l’altra, il silenzio è come un lago che la riflette e nel quale tutti gli sguardi vanno a incontrarsi.

R. Guardini scriveva : “Solo il silenzio apre il nostro orecchio alla voce che risuona nell’intimo di tutte le cose, animali, piante, monti, nuvole. La natura è muta per chi parla sempre. Del resto anche nelle parole dei nostri simili ci è dato di coglierne il senso profondo solo se sappiamo tacere”.

Viviamo in un mondo immerso nel rumore assordante di una cultura che cerca di fuggire da se stessa per dimenticare i problemi di ogni giorno. Tuttavia, il silenzio è necessario per il nostro equilibrio e, soprattutto, per incontrarci con Dio e con noi stessi.

Il mondo in cui viviamo oggi, circondato da suoni e rumori rende molto difficile l’esperienza del silenzio. Lo confermano le persone che condividono le loro case con vicini chiassosi e la nostra pratica di star sempre ad ascoltare uno o più dispositivi elettronici allo stesso tempo non pensare troppo alla vita e distrarci così dalle amarezze della vita quotidiana. Siamo spinti dalla ricerca incessante di denaro; corriamo senza sosta ad accumulare beni, e in questa ricerca siamo immersi nel rumore di auto, macchine, fax, campanelli, clacson, radio, TV, telefoni cellulari, musiche stridenti, agitazioni e grida.  Nei giorni successivi al “black-out” in gran parte del Brasile, molti si sono trovati a non saper cosa fare, come perduti, per il fatto che non potevano avere accesso a internet, vedere la televisione e far uso del cellulare.

Abbiamo disimparato a conversare in famiglia e molto più ancora siamo più abituati al silenzio. Interessante osservare come ci rendiamo schiavi dei suoni e come le persone sembrano aver necessità del rumore.Quanti sono coloro che rimangono quasi anestetizzati dal rumore di percussioni, chitarre, grida e agitazioni che li assorbono corpo e anima ?

DIO si manifesta nella tranquillità. Si teme che, continuando in questa direzione, cominceremo il nostro cammino verso la sordità sempre prima. Che lo vogliamo o no, il silenzio è necessario per il nostro equilibrio e principalmente per incontrare Dio e noi stessi.

Tutti conosciamo il passaggio di Dio nella vita del Profeta Elia (I Re 19, 11-14): passò un vento impetuoso e Dio non c’era; dopo ci furono terremoti e Dio non c’era; venne il fuoco e Dio non c’era, e dopo “si udì” il mormorio di una brezza lieve e soave e Dio si manifestò al Profeta, il quale, di fronte alla presenza del Signore, si coprì il volto. Gesù è molto chiaro quando ci insegna la necessità della preghiera interiore : “Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate” (cfr. Mt 6, 6-8).

Queste sono parole divine che sottolineano l’importanza del silenzio affinché la figura del Padre possa risplendere in noi, e, proprio per questo, Gesù consiglia: chiudere le porte della camera, dire poche parole, ossia, in silenzio in sua presenza.
Il silenzio è essenziale affinché Dio risplenda. Fra Ignazio Larrañaga (iniziatore delle Officine di Preghiera e che è stato recentemente in Brasile), nel suo libro Adorare Dio in Spirito e Verità (Paoline, 1983, pag. 190), dice a questo proposito:

“Restare col Padre vuol dire stabilire una corrente affettiva e di attenzione con Lui, un’apertura mentale nella fede e nell’amore. Le mie energie mentali (quello che io sono come coscienza, come persona) escono da me, si proiettano in Lui e restano con Lui. Tutto il mio essere permane quieto, concentrato, compenetrato, paralizzato in Lui e con Lui.

Questo stare con il Padre non è niente più che la preghiera di quiete, nella quale c’è piena gioia solamente per il fatto di stare di fronte al nostro Dio e Padre.

I grandi mistici, come San Giovanni della Croce, Sant’Ignazio di Loyola, Santa Teresa d’Avila, sostengono che il silenzio è essenziale perché Dio risplenda.

San Benedetto, patriarca dei monaci dell’Occidente, nella sua Regola, colloca il silenzio come una realtà normale nella comunità monastica che, insieme con la Lectio Divina, vita in comunità, la Liturgia, unità nella comunità e con l’Abate porta alla pace interiore e crea un clima orante nella comunità. Anche San Bernardo intraprende un cammino identico, malgrado le sue faccende fuori del Monastero.

Il silenzio esteriore aiuta a entrare nel silenzio interiore. Una delle raccomandazioni dei predicatori di ritiri è sempre di approfittare di questo tempo affinché il silenzio esteriore aiuti ad entrare nel silenzio interiore e il silenzio interiore aiuti a vivere esternamente nel silenzio, cercando di parlare solo di quello che edifica ed è di utilità per la vita in Cristo e la fraternità tra di noi in queste due settimane, nelle quali due gruppi del nostro clero arcidiocesano si “ritirano” per questo tempo di revisione di vita, preghiera e condivisione all’interno dell’ Anno Sacerdotale, uno dei passi importanti sarà, senza dubbio, questo incontro con Dio nel silenzio dei nostri cuori.

Allo stesso modo potrebbero essere anche le nostre vite che necessitano di questo equilibrio di silenzio, che grida la pace e la fraternità e ci rende ancor più animati nella missione di discepoli missionari. Il silenzio cristiano è pieno della Parola di Dio e illumina le nostre vite.

 È tanto importante che, proprio nella Liturgia, quando maturiamo nelle celebrazioni, capiamo che i momenti di silenzio sono importanti per accogliere la presenza di Cristo nei vari momenti della celebrazione.
La ricerca del silenzio cristiano che ci porta alla contemplazione delle verità eterne e nella ricerca del volto di Dio dobbiamo prendere coscienza dell’importanza del silenzio per la preghiera e per la vita. 

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Il Signore parla al cuore di ciascuno di noi, ascoltarlo significa valutare bene le situazioni in cui ci troviamo e, se lo desideriamo, viverle nella sua volontà, non dimentichiamo ciò che ci disse nel Vangelo di Giovanni…

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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto, sempre se lo desideriamo.

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(Le foto eventuali, dei personaggi, sono state prese su Google / Immagini, per cui, anche se le loro azioni sono in sintonia con l’argomento trattato, non necessariamente debbono corrispondere ai personaggi stessi di questo articolo).

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