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I H S

ESERCIZI SPIRITUALI
DI
S. IGNAZIO DI LOYOLA


Traduzione, note e lessico
a cura del Centro Ignaziano di Spiritualità
Napoli

 

 


INDICE

Anima di Cristo
Annotazioni [1-20]
Titolo-Presupposto [21-22]
Prima Settimana [23-90]

Addizioni della settimana I (73-90)
Principio e Fondamento [23]
Seconda Settimana [91-189]

Addizioni della settimana II (127-131)
Scelte [169-189]
Terza Settimana [190-209]
Regole sul mangiare [210-217]
Quarta Settimana [218-229]
Ad Amorem [230-237]
Modi di pregare [238-260]
Misteri della vita di Gesù[261-312]
Regole:
Discernimento 1ª settimana [313-327]
Discernimento 2ª settimana [328-336]
Distribuzione delle elemosine [337-344]
Scrupoli [345-351]
Sentire nella Chiesa [352-370]

ANIMA DI CRISTO *

Anima di Cristo, santificami.
Corpo di Cristo, salvami.
Sangue di Cristo, inebriami.
Acqua del costato di Cristo, lavami.
Passione di Cristo, confortami.
O buon Gesù, esaudiscimi.
Nelle tue piaghe, nascondimi.
Non permettere che io mi separi da te.
Dal nemico maligno difendimi.
Nell’ora della mia morte chiamami
e comandami di venire a te
a lodarti con i tuoi santi
nei secoli dei secoli.
Amen!
________________________________

*”Tale orazione così devota e propria di nostra Compagnia” non fa parte del testo degli Esercizi, ma – scrive il P. Fabiano Quadrantino alla fine del secolo XVI – è bene “collocarla integralmente in qualche posto, affinché col passare del tempo non scompaia” (MHSI, MI, Directoria 760, 15).

<BJHS< b>

[1] 1 ANNOTAZIONI
PER AVERE QUALCHE IDEA
DEGLI ESERCIZI SPIRITUALI CHE SEGUONO
E PER AIUTARE
SIA CHI DEVE DARLI SIA CHI DEVE RICEVERLI

2 La prima annotazione è che con questo termine “esercizi spirituali” si intende ogni modo di esaminare la coscienza, meditare, contemplare, pregare vocalmente e mentalmente, e altre attività spirituali, come si dirà più avanti.
3 Come infatti il passeggiare, il camminare e il correre sono esercizi corporali, così tutti i modi di preparare e disporre
a l’anima a liberarsi da tutti gli affetti disordinatib
4 e, una volta che se ne è liberata, a cercare e trovare la volontà divina
c nell’organizzare la propria vita per la salvezza dell’animad, si chiamano esercizi spirituali.
a 7; b 16,2. 21. 150,2. 169,5. 172; c 15,3. 135,4; d 23,2. 169,6. 177,2. 179,3. 185. 189,5.

[2] 1 La seconda è che chi dà a un altro modo e ordinea, per meditare o contemplare, deve narrare fedelmente la storia della contemplazione o meditazione, scorrendone soltanto i punti con breve o sommaria spiegazione;
2 perché la persona che contempla, cogliendo il vero fondamento della storia, riflettendo e ragionando da sola, e trovando qualcosa che gliela faccia un po’ più chiarire o sentire,
3 o con il proprio ragionamento o perché l’intelligenza è illuminata dalla divina potenza
b, ricava maggior gusto e frutto spiritualec di quanto non ne troverebbe se chi dà gli esercizi avesse molto spiegato e sviluppato il senso della storia;
4 infatti, non il molto sapere sazia e soddisfa l’anima
d, ma il sentiree e gustare le cose internamente.
a 162,3. 228. 238,2. 261; b 363,4; c 254; d 12,2. 76; e 62. 63. 65,4. 89,5. 109,1. 79,3. 179. 184,3. 313. 334,1. 345. 352.

[3] 1 La terza. Siccome in tutti gli esercizi spirituali che seguono ci serviamo degli atti dell’intelligenza per ragionare e di quelli della volontà per muovere gli affettia,
2 avvertiamo che negli atti della volontà, quando parliamo vocalmente o mentalmente con Dio nostro Signore o con i suoi santi,
3 si richiede da parte nostra maggiore riverenza di quando ci serviamo dell’intelligenza per capire.
a 89,5. 363,1.

[4] 1 La quarta. Per gli esercizi che seguono occorrono quattro settimane, corrispondenti alle quattro parti in cui essi si dividono.
2 Precisamente: la prima riguarda la considerazione e contemplazione dei peccati; la seconda, la vita di Cristo nostro Signore fino al giorno delle Palme incluso;
3 la terza, la passione di Cristo nostro Signore; la quarta, la risurrezione e ascensione, aggiungendo i tre modi di pregare.
4 Con tutto ciò , non si deve pensare che ogni settimana debba necessariamente durare sette od otto giorni.
5 Come infatti capita che nella prima settimana alcuni sono più lenti nel trovare quello che cercano
a, cioè contrizione, dolore, lacrime per i propri peccatib,
6 similmente alcuni sono più diligenti
c di altri, e più agitati o provati da diversi spiriti,
7 alcune volte è necessario abbreviare la settimana e altre volte allungarla
d. Lo stesso vale per tutte le successive settimane, cercando le cose secondo la materia trattata .
8 In ogni modo, gli esercizi si concluderanno, più o meno, in trenta giorni.
a 11. 89. 130. 133,1; b 89,1; c 18,1. 72; d 17,3. 162,1. 209,6. 226,5.

[5] 1 La quinta. Giova molto a chi riceve gli esercizi entrare in essi con magnanimità e liberalitàa verso il suo Creatore e Signore, offrendogli tutto il proprio volere e libertà,
2 perché sua divina maestà si serva
b, tanto di lui quanto di tutto quello che possiede, secondo la sua santissima volontàc.
a 91,4. 234,3; b 135,4; c 180,2. 234,5.

[6] 1 La sesta. Chi dà gli esercizi, quando sente che chi si esercita non prova nell’anima mozione spiritualea alcuna, come consolazioni o desolazioni, né è agitato da diversi spiritib,
2 deve interrogarlo molto circa gli esercizi: se li fa nei tempi stabiliti e come;
3 così pure circa le note complementari : se le fa con diligenza, chiedendo conto dettagliato di ciascuna di queste cose
c.
4 Della consolazione e della desolazione si parla al foglio 53 [316-317], delle note complementari al foglio 14 [73-90].
a 62,2. 118,3. 227,3. 313ss; b 17,2. 314. 315. 335; c 73. 77. 90. 130. 131. 160. 206. 207. 229.

[7] 1 La settima. Chi dà gli esercizi, se vede che chi li riceve è desolato e tentato, non sia con lui duro né aspro, ma dolce e soave,
2 infondendogli coraggio e forza per andare avanti
a, e scoprendogli le astuzie del nemico della natura umanab, e facendo in modo che si prepari e si dispongac alla consolazione che verràd.
a 321. 324; b 10,1. 325-327. 332-336; c 1; d 321,2.

[8] 1 L’ottava. Chi dà gli esercizi, secondo le necessità che sentirà in chi li ricevea, circa le desolazioni e astuzie del nemico, come pure circa le consolazioni,
2 potrà spiegargli le regole della prima e seconda settimana, che servono per conoscere i vari spiriti, fogli 53 [313-327] e 56 [328-336].
a 14,5. 17,3. 18.

[9] 1 La nona. Bisogna fare attenzione che quando chi sta facendo gli esercizi della prima settimana è persona inesperta di cose spirituali, ed è tentata in modo grossolano e palesea,
2 presentando, per esempio, difficoltà per andare avanti nel servizio di Dio nostro Signore
b, come fatiche, vergogna e timore per l’onore mondanoc, ecc.,
3 chi dà gli esercizi non gli spieghi le regole dei vari spiriti della seconda settimana
d;
4 perché quanto gli gioveranno quelle della prima settimana
e, tanto lo danneggeranno quelle della seconda, trattandosi di materia più sottile e più alta di quanto egli possa comprenderef.
a 314,2; b 315; c 63. 97; d 328-336; e 313-327; f 8. 14,1. 18.

[10] 1 La decima. Quando chi dà gli esercizi sente che chi li riceve è combattuto e tentato sotto apparenza di bene, proprio allora deve spiegargli le regole della seconda settimana sopra menzionatea.
2 Comunemente, infatti, il nemico della natura umana
b tenta maggiormente sotto apparenza di benec quando la persona si esercita nella vita illuminativa, che corrisponde agli esercizi della seconda settimana,
3 e non tanto nella vita purificativa, che corrisponde agli esercizi della prima settimana.
a 328-336; b 7. 325-327. 332-336; c 332.

[11] 1 L’undicesima. A chi fa gli esercizi della prima settimana giova che non sappia cosa alcuna di quanto dovrà fare nella seconda settimanaa;
2 ma che così lavori nella prima, per ottenere quello che cerca
b, come se nella seconda non sperasse di trovare nulla di buono.
a 127; b 4,5. 89,1. 130. 133,1.

[12] 1 La dodicesima. Chi dà gli esercizi deve avvertire con insistenza chi li riceve che, come deve fermarsi per un’ora in ciascuno dei cinque esercizi o contemplazioni, che si faranno ogni giornoa,
2 così deve sempre procurare che l’animo rimanga soddisfatto
b nel pensare che è rimasto un’ora intera nell’esercizio, e piuttosto più che meno.
3 Il nemico infatti suole adoperarsi non poco per fare abbreviare l’ora della contemplazione, meditazione o preghiera.
a 72. 128. 205.227; b 2,4. 76.

[13] 1 La tredicesima. Ugualmente bisogna fare attenzione che, come nel tempo della consolazione è facile e agevolea perseverare nella contemplazione per l’ora intera, così nel tempo della desolazione è molto difficile completarlab.
2 Perciò la persona che si esercita, per reagire contro la desolazione e vincere le tentazioni
c, deve sempre restare un poco più di un’ora completad, perché non solo si abitui a resistere all’avversario, ma anche a sbaragliarlo.
a 316; b 317-322; c 16,2. 97. 157. 168. 199. 217,3. 319. 325,5. 350. 351; d 168. 199. 217,3. 319. 325,5. 350-351.

[14] 1 La quattordicesima. Chi dà gli esercizi, se vede che chi li riceve procede consolato e con molto fervore, deve prevenirlo perché non faccia promessa né voto alcuno sconsiderato e affrettato;
2 e quanto più si renderà conto che è di indole
a volubile, tanto più lo deve prevenire e ammonire.
3 Perché, sebbene giustamente uno può esortare un altro a entrare nella vita religiosa, con l’intenzione di fare voto di obbedienza, povertà e castità
b,
4 e sebbene l’opera buona che si fa con voto sia più meritoria
c di quella che si fa senza di esso,
5 tuttavia deve prestare molta attenzione alla particolare condizione e capacità del soggetto
d e a quanto aiuto o difficoltà potrà trovare nell’adempiere la cosa che volesse promettere.
a 72,2; b 356. 357; c 15,2; d 8-10. 17,3. 18.72. 162.

[15] 1 La quindicesima. Chi dà gli esercizi non deve spingere chi li riceve a povertà né a promessa più che ai loro contrari, né a uno stato o modo di vivere piuttosto che a un altro.
2 Perché, sebbene fuori degli esercizi possiamo, lecitamente e meritoriamente
a, esortare tutte le persone probabilmente idonee a scegliere continenza, verginità, vita religiosa e ogni tipo di perfezione evangelicab;
3 tuttavia , in questi esercizi spirituali, è più conveniente e molto meglio, nel cercare la divina volontà
c, che lo stesso Creatore e Signore si comunichi alla sua anima devota
4 abbracciandola nel suo amore
d e lode e disponendola per la via nella quale potrà meglio servirlo in futuro.
5 Di modo che chi li dà non propenda né si inclini verso l’una o l’altra parte; ma, stando nel mezzo, come una bilancia
e,
6 lasci immediatamente operare il Creatore con la creatura e la creatura con il suo Creatore e Signore.
a 14,4; b 357; c 1,3. 135,4; d 20,9. 155,2. 180,1. 184. 316,1. 330,1; e 179,3.

[16] 1 La sedicesima. Per questo, cioè, affinché il Creatore e Signore operi più efficacemente nella sua creatura,
2 se per caso la tale anima è disordinatamente
a affezionata e incline verso una cosa, è molto conveniente muoversi, impegnando tutte le proprie forze, per arrivare al contrariob di ciò a cui è male affezionata.
3 Se, per esempio, è propensa a cercare e a ottenere un ufficio o un beneficio, non per l’onore e la gloria di Dio nostro Signore né per la salute spirituale delle anime, ma per i propri vantaggi e interessi temporali
c,
4 deve affezionarsi al contrario
d, insistendo nelle preghiere e altri esercizi spirituali e chiedendo l’oppostoe a Dio nostro Signore:
5 cioè, di non volere quell’ufficio o beneficio
f, né qualsiasi altra cosa, se sua divina maestà, riordinando i suoi desideri, non gli cambi la sua prima affezione;
6 di modo che il motivo per desiderare o tenere una cosa o l’altra sia solo il servizio, l’onore e la gloria di sua divina maestà
g.
a 1,3. 21. 150,2. 169,5. 172,3; b 13,2. 97. 157. 168. 199,4. 217,3. 319. 325,5. 350,1. 351,3; c 189,10; dvedi testi citati in b; e 157; f 169,3-7. 171; g 46. 155,3. 184.

[17] 1 La diciassettesima. Giova molto che chi dà gli esercizi, senza voler chiedere né conoscere i pensieri e i peccati personali di chi li riceve,
2 sia fedelmente informato
a delle varie agitazioni e pensieri che i diversi spiriti suscitano in luib;
3 affinché, secondo il maggiore o minore profitto, possa dargli alcuni esercizi spirituali convenienti e conformi alle necessità dell’anima così agitata
c.
a 326,4-6; b 6. 32. 314. 315. 317,4. 318,2. 335. 336; c 4,5-7. 162,1. 209,6. 226,5.

[18] 1 La diciottesima. Questi esercizi si devono adattare alle disposizioni delle persone che vogliono fare gli esercizi spiritualia, cioè alla loro età, istruzione o intelligenzab;
2 affinché a chi è poco colto o debole di fisico non si diano cose che non possa portare agevolmente e dalle quali non possa trarre profitto.
3 Allo stesso modo, si deve dare a ciascuno secondo la misura in cui vorrà rendersi disponibile, perché possa trarne più aiuto e vantaggio.
4 Pertanto, a chi vuole aiutarsi per istruirsi e giungere a soddisfare la sua anima fino a un certo grado, si può dare l’esame particolare [24-31] e, dopo, l’esame generale [32-43];
5 e insieme il modo di pregare, per mezz’ora, al mattino, sui comandamenti, i vizi capitali [238-248], ecc.,
6 raccomandandogli anche la confessione dei propri peccati ogni otto giorni e, se può, di fare la comunione ogni quindici giorni, e ancor meglio, se lo desidera, ogni otto giorni
c.
7 Questo metodo è più adatto alle persone più semplici o senza istruzione: si spieghino loro i singoli comandamenti, come pure i vizi capitali, i precetti della Chiesa, i cinque sensi e le opere di misericordia
d.
8 Ugualmente, se chi dà gli esercizi vedesse che chi li riceve è di debole costituzione o di poca capacità naturale, per cui non ci si può attendere molto frutto,
9 è più conveniente dargli alcuni di questi esercizi meno impegnativi , fino a che si confessi dei suoi peccati;
10 e dopo avergli dato alcuni esami di coscienza e indicazioni per confessarsi più spesso del solito, per conservare quello che ha conseguito,
11 non proceda oltre in materia di elezione, né in altri esercizi, che sono fuori della prima settimana;
12 soprattutto quando si può ricavare maggior frutto con altri, e manca il tempo per fare tutto.
a 7-10. 14,5. 17,3. 72. 162; b 4,5-7. 72. 205; c 354; d 238-248.

[19] 1 La diciannovesima. A chi fosse occupato in cose pubbliche o in affari che non è possibile tralasciare,
2 se è persona istruita o d’ingegno, e può dedicare un’ora e mezzo per esercitarsi, dopo avergli spiegato per qual fine l’uomo è creato [23],
3 gli si può dare ugualmente, per lo spazio di mezz’ora, l’esame particolare [24-31], e poi anche il generale [32-43], e il modo di confessarsi e di ricevere il sacramento [44];
4 faccia per tre giorni ogni mattina, per lo spazio di un’ora, la meditazione del primo, secondo, terzo peccato [45-54];
5 poi, per altri tre giorni, alla stessa ora, la meditazione del processo dei peccati [55-64];
6 dopo, per altri tre giorni, alla stessa ora, mediti sulle pene che corrispondono ai peccati [65-71];
7 e gli si diano in tutte e tre le meditazioni [73-90] le dieci note complementari.
8 Si segua lo stesso criterio per i misteri di Cristo nostro Signore, come più avanti e diffusamente si spiega negli stessi esercizi.

[20] 1 La ventesima. A chi è più libero e desidera progredire al massimo possibile, si diano per intero gli esercizi spirituali secondo lo stesso ordine con cui procedono.
2 In essi, ordinariamente, tanto maggiore profitto trarrà quanto più si separerà da tutti gli amici e i conoscenti e da ogni preoccupazione terrena,
3 cambiando, per esempio, la casa dove abitava, e prendendo un’altra casa o camera, per abitarvi il più segretamente possibile,
4 in modo che possa andare ogni giorno a messa e ai vespri
a, senza timore che quelli che lo conoscono glielo impediscano.
5 Da questo isolamento derivano, tra molti altri, tre vantaggi principali:
6 il primo è che nel separarsi da molti amici e conoscenti, come pure da molte occupazioni non bene ordinate, per servire e lodare Dio nostro Signore, merita non poco davanti a sua divina maestà;
7 il secondo, stando così appartato, senza aver la mente divisa in molte cose ma ponendo tutta l’attenzione in una sola, nel servire cioè il suo Creatore e giovare alla propria anima,
8 usa più liberamente le sue facoltà naturali
b, per cercare con diligenza quello che tanto desidera;
9 il terzo, quanto più la nostra anima si trova sola e isolata, tanto più diventa capace di avvicinarsi e unirsi al suo Creatore e Signore;
10 e quanto più così si unisce, tanto più si dispone a ricevere grazie e doni dalla sua divina e somma bontà
c.
a 79. 128. 133. 148,1. 159,1. 204,2. 355; b 177,3; c 15,3. 361. 330,1.

[21] ESERCIZI SPIRITUALI
PER VINCERE SE STESSO
E ORDINARE LA PROPRIA VITA
SENZA PRENDERE DECISIONI
IN BASE AD ALCUN AFFETTO DISORDINATOa
a 1,3. 16,2. 150,2. 169,5. 172.

[22] PRESUPPOSTO

1 Affinché tanto chi dà gli esercizi come chi li riceve traggano maggior aiuto e vantaggio,
2 bisogna presupporre che ogni buon cristiano dev’essere più pronto a salvare una affermazione del prossimo che a condannarla;
3 e se non può salvarla, cerchi di sapere in che senso l’intenda, e se l’intendesse in modo sbagliato, lo corregga con amore;
4 e se non basta, cerchi tutti i mezzi convenienti perché, intendendola rettamente, si salvi .

[PRIMA SETTIMANA]

[23] 1 PRINCIPIO E FONDAMENTO

2 L’uomo è creato per lodare, riverire e servire Dio nostro Signore, e, mediante questo, salvare la propria animaa;
3 e le altre cose sulla faccia della terra
b sono create per l’uomo, e perché lo aiutino a conseguire il fine per cui è creatoc.
4 Ne segue che l’uomo tanto deve usare di esse, quanto lo aiutano per il suo fine, e tanto deve liberarsene, quanto glielo impediscono
d.
5 È perciò necessario renderci liberi
e rispetto a tutte le cose create , in tutto quello che è lasciato al nostro libero arbitrio e non gli è proibito;
6 in modo che, da parte nostra, non vogliamo più salute che malattia, ricchezza che povertà, onore che disonore, vita lunga che breve, e così via in tutto il resto
f;
7 solamente desiderando e scegliendo
g quello che piùh ci conduce al fine per cui siamo creatii.
a1,3. 20,6. 39. 46. 50,4. 98,2. 150,2. 152. 153. 155,2. 157,3. 166. 167,1. 168,2. 169,2-7. 177,1-2. 179,1.3. 180,1. 181. 183,2. 185. 188. 189,5.9. 233. 240,2. 316,3. 322,2. 339. 351. 363. 367. 369. 370; b 39. 60. 106-108. 235. 236; c 169. 179. 181. 185; d 130. 229; e 179,2: f 16. 155. 157. 166. 170. 179; g 98,2; h 97. 109,2. 147. 152. 155,4. 315,1. 331,2. 335,1; i 97. 151. 169,6.

[24] 1 ESAME PARTICOLARE E QUOTIDIANOa

COMPRENDE TRE TEMPI E RICHIEDE DI ESAMINARSI DUE VOLTE

2 Il primo tempo: al mattino. Appena alzati si deve fare il proposito di guardarsi con diligenza da quel particolare peccato o difettob che si vuole correggere ed emendare.
a 90; b 245.

[25] 1 Il secondo: dopo pranzo. Chiedere a Dio nostro Signore quello che si vuolea, cioè, la grazia di ricordare quante volte si è caduti in quel particolare peccato o difetto, e di emendarsi per l’avvenireb;
2 fare di seguito il primo esame, chiedendo conto alla propria anima di quella cosa proposta e particolare
c da cui ci si vuole correggere ed emendare,
3 passando in rassegna ora per ora, o tempo per tempo, a cominciare dall’ora in cui ci si è alzati fino all’ora e al momento dell’esame presente;
4 si segnino sulla prima linea della g === tanti punti quante volte si è caduti in quel particolare peccato o difetto;
5 e dopo ci si proponga di nuovo di emendarsi fino al secondo esame.
a 48,1; b 43. 53 61; c 98,2.

[26] 1 Il terzo tempo: dopo cena. Si farà il secondo esame, allo stesso modo di ora in ora, cominciando dal primo esame fino al secondo attuale
2 e si segni sulla seconda linea della stessa g === tanti punti quante volte si è caduti in quel particolare peccato o difetto.

[27] 1 Seguono quattro note complementari per eliminare più presto quel peccato o difetto particolare.
2 Prima nota. Ogni volta che si cade in quel peccato o difetto particolare, si porti la mano al petto, dolendosi di essere caduti;
3 gesto che si può fare anche in presenza di molti, senza che se ne accorgano
a.
a 88,2.

[28] Seconda. Dato che la prima linea della g === indica il primo esame e la seconda linea il secondo esame, si osservi la sera se c’è miglioramento dalla prima linea alla seconda, cioè dal primo al secondo esame.

[29] Terza. Confrontare il secondo giorno con il primo, cioè, i due esami del giorno presente con gli altri due esami del giorno precedente, e osservare se da un giorno all’altro c’è stato miglioramento.

[30] Quarta. Confrontare una settimana con l’altra e osservare se nella settimana presente c’è stato miglioramento rispetto alla settimana passata .

[31] 1 Si noti che la prima g === grande, che segue, indica la domenica; la seconda, più piccola, il lunedì; la terza, il martedì; e così via.
2 g ===========================================
g ============================================
g ============================================
g ============================================
g ============================================
g ============================================

[32] 1 ESAME GENERALE DI COSCIENZA
PER PURIFICARSI E PER MEGLIO CONFESSARSI

2 Presuppongo che in me esistono tre tipi di pensieria: uno mio proprio, che proviene unicamente dalla mia libertà e volontà;
3 e altri due che vengono dall’esterno: uno dallo spirito buono e l’altro dal cattivo
b.
a 17,2. 314. 315. 36,4-5; b 6. 17,2. 314. 315. 335. 336. 347. 351.

[33] 1 DEL PENSIERO

2 Ci sono due modi di meritare in caso di cattivo pensiero che viene dall’esterno.
3 Il primo modo quando viene – per esempio- un pensiero di commettere un peccato mortale, al quale pensiero resisto prontamente ed esso resta vinto.

[34] 1 Il secondo modo di meritare è quando mi viene quel medesimo cattivo pensiero e io gli resisto, e mi torna un’altra volta e poi ancora, e io sempre resisto fino a che il pensiero viene vinto;
2 e questo secondo modo è più meritorio del primo.

[35] 1 Si pecca venialmente quando viene il medesimo pensiero di peccare mortalmente, e chi l’ha avuto gli dà ascolto soffermandosi un pochino,
2 oppure provando qualche compiacimento sensualea, oppure quando ci sia stata qualche negligenza nel respingere tale pensiero.
a 314.

[36] Ci sono due modi di peccare mortalmente.
Il primo è quando si acconsente al cattivo pensiero per fare in seguito così come si è acconsentito, o per metterlo in atto se si potesse.

[37] 1 Il secondo modo di peccare mortalmente è quando si mette in atto quel peccato; ed è più grave per tre motivi:
2 il primo, per la maggior durata; il secondo, per la maggiore intensità; il terzo, per il maggior danno delle due persone.

[38] 1 DELLA PAROLA

2 Non giurare, né per il Creatore né per la creatura, se non con verità, per necessità e con riverenza .
3 Per necessità intendo non quando si afferma con giuramento una qualsiasi verità, ma quando è di una certa importanza per il progresso dell’anima o del corpo o dei beni temporali.
4 Per riverenza intendo quando, nel nominare il proprio Creatore e Signore, si è attenti a rendergli l’onore e la riverenza dovuti.

[39] 1 Dato che nel giurare alla leggera, pecchiamo più giurando per il Creatore che per la creatura, bisogna fare attenzione che
2 è più difficile giurare come si deve – con verità, necessità e riverenza -, per la creatura che per il Creatore, per i seguenti motivi:
3 Il primo: quando vogliamo giurare per qualche creatura, proprio il voler nominare la creatura non ci fa essere così attenti e prudenti nel dire la verità, o affermarla con necessità, come quando vogliamo nominare il Creatore e Signore di tutte le cose.
4
Il secondo: nel giurare per la creatura, non è tanto facile prestare riverenza e onore al Creatore, come quando si giura o si nomina lo stesso Creatore e Signore; perché il voler nominare Dio nostro Signore implica maggior rispetto e riverenzaa che il voler nominare la cosa creata.
5 Pertanto giurare per la creatura è consentito più ai perfetti che agli imperfetti;
6 perché i perfetti, per l’assidua contemplazione e illuminazione della mente
b, considerano, meditano e contemplano maggiormente Dio nostro Signore presente in ogni creatura secondo la sua propria essenza, presenza e potenzac;
7 e così, nel giurare per la creatura, sono più preparati e disposti a prestare onore e riverenza al loro Creatore e Signore, che non gli imperfetti.
8
Il terzo: nel giurare frequentemente la creatura si deve temere l’idolatria più negli imperfetti che nei perfetti.
a 83; b 2,3; c 235.

[40] 1 Non dire parola oziosa ; con ciò intendo, quando non giova né a me né a un altro, e neppure è diretta a tale scopo.
2 Per cui non è mai ozioso parlare di tutto ciò che giova, o si ha intenzione di giovare all’anima propria o degli altri, al corpo o ai beni temporalia;
3 neanche quando qualcuno parla di cose estranee al suo stato, come quando un religioso parla di guerra o di commerci.
4 Ma in tutto quello che è stato detto c’è merito se è bene ordinato, e peccato se è male indirizzato o inutilmente detto.
a 38,3.

[41] 1 Non dire cosa che costituisca diffamazione o mormorazione ; perché se rivelo un peccato mortale che non sia pubblico, pecco mortalmente ; se un peccato veniale, venialmente; se un difetto, manifesto il mio difetto.
2 Se l’intenzione è retta, si può parlare del peccato o difetto altrui in due maniere:
3 La prima: quando il peccato è pubblico, come quello di una pubblica meretrice o di una sentenza data in tribunale, o di un errore pubblico che contamina coloro con cui si conversa.
4
La seconda: quando il peccato occulto viene manifestato a qualche persona perché aiuti chi è in peccato a rialzarsia, quando però si abbiano indizi o motivi che probabilmente egli lo potrà essergli di aiuto .
a 362,4.

[42] 1 DELLE OPERE

2 Prendendo come oggetto i dieci comandamenti e i precetti della Chiesa e le disposizioni dei superioria, tutto quello che si fa contro qualcuno di questi tre punti, secondo la maggiore o minore entità è peccato più o meno grave.
3 Per disposizioni dei superiori intendo, per esempio, bolle delle crociate e altre indulgenze
b, come quelle concesse per le rappacificazioni, dopo essersi confessati e avere ricevuto il santissimo sacramento.
4 Si pecca infatti non poco quando si provoca o si fa un’azione contro così pie esortazioni e disposizioni dei nostri superiori.
a 238. 362; b 358.

[43] 1 MODO DI FARE L’ESAME GENERALE
COMPRENDE CINQUE PUNTI

2 Il primo punto è rendere grazie a Dio nostro Signore per i benefici ricevutia.
3
Il secondo, chiedere grazia di conoscere i peccati, e di eliminarlib.
4.
Il terzo, chiedere conto all’anima, dall’ora della levata fino al presente esame, di ora in ora o di tempo in tempo,
5 e prima dei pensieri
c e poi delle paroled e poi delle operee, con lo stesso ordine che è stato indicato nell’esame particolaref.
6
Il quarto, chiedere perdono a Dio nostro Signore per le mancanzeg.
7
Il quinto, proporre di emendarsi con la sua graziah. Pater noster.
a 234,1-2; b 63; c 33. 37; d 38-41; e 42, f 24-26, g 54. 241; h 25,1. 53. 61. 240,2. 241. 243.

[44] 1 CONFESSIONE GENERALE E COMUNIONE

2 Chi volesse farla volontariamente, troverà nella confessione generale, tra i molti altri, questi tre vantaggi.
3 Il primo. Sebbene chi si confessa ogni anno non sia obbligato a fare la confessione generale,
4 facendola ricava maggiore giovamento e merito, per il maggiore dolore attuale di tutti i peccati e cattiverie dell’intera sua vita
a.
5
Il secondo. Siccome in questi esercizi spirituali i peccati e la loro maliziab si conoscono più intimamente che nel tempo in cui uno non si dedicava così alle cose interiori,
6 raggiungendo ora maggiore conoscenza e dolore di essi
c, ricaverà maggiore giovamento e merito di prima.
7
Il terzo. Conseguentemente, essendosi meglio confessato e disposto, si trova più idoneo e più preparato a ricevere il santissimo sacramento;
8 riceverlo non solo aiuta a non cadere in peccato, ma anche a conservarsi e crescere in grazia .
9 Questa confessione generale si farà meglio immediatamente dopo gli esercizi della prima settimana.
a 56; b 52. 57; c 63.

[45] 1 PRIMO ESERCIZIO
MEDITAZIONE CON LE TRE FACOLTÀ
SOPRA IL PRIMO, IL SECONDO E IL TERZO PECCATO
2. COMPRENDE
DOPO UNA PREGHIERA PREPARATORIA E DUE PRELUDI
TRE PUNTI PRINCIPALI E UN COLLOQUIO

[46] La preghiera preparatoria consiste nel chiedere grazia a Dio nostro Signore perché tutte le mie intenzioni, azioni e attività siano puramente ordinatea a servizio e lode di sua divina maestàb.
a 16,5. 155,3. 169,2. 184; b1,3. 20,6. 39. 46. 50,4. 98,2. 150,2. 152. 153. 155,2. 157,3. 166. 167,1. 168,2. 169,2-7. 177,1-2. 179,1.3. 180,1. 181. 183,2. 185. 188. 189,5.9. 233. 240,2. 316,3. 322,2. 339. 351. 363. 367. 369. 370.

[47] 1 Il primo preludio: composizione vedendo il luogoa.
2 Qui è da notare che nella contemplazione o meditazione visiva, com’è contemplare Cristo nostro Signore che è visibile,
3 la composizione sarà vedere con la vista dell’immaginazione il luogo fisico, dove si trova la cosa che voglio contemplare.
4 Per luogo fisico intendo per esempio un tempio o un monte dove si trova Gesù Cristo o nostra Signora, secondo quello che voglio contemplare.
5 Nella non visiva, come questa dei peccati, la composizione consisterà nel vedere con la vista immaginativa e nel considerare la mia anima imprigionata in questo corpo corruttibile,
6 e tutto il composto in questa valle, come esiliato, tra bruti animali. Per composto si intende anima e corpo.
a 91. 103. 112. 151. 232.

[48] 1 Il secondo: chiedere a Dio nostro Signore quello che voglio e desideroa.
2 La domanda dev’essere conforme alla materia trattata ; cioè, se la contemplazione è sulla risurrezione, domandare gioia con Cristo gioioso
b;
3 se è sulla passione, domandare pena, lacrime e tormento con Cristo tormentato
c.
4 Qui sarà domandare vergogna e confusione
d di me stesso, vedendo quanti sono stati condannati per un solo peccato mortale
5 e quante volte io avrei meritato di essere condannato per sempre per i miei tanti peccati
e.
a 25,1; b 221. 229; c 87. 89. 193. 203. 221. 316,3; d 50,2. 74. 193; e 50,2. 52,1.

[49] Nota. Prima di tutte le contemplazioni o meditazioni si devono fare sempre la preghiera preparatoria, senza cambiarla, e i due preludi già detti, cambiandoli alcune volte secondo la materia trattataa.
a 105. 159,2

[50] 1 Il primo punto sarà portare applicare la memoria al primo peccato, che fu quello degli angeli, poi l’intelligenza sul medesimo peccato, ragionando,
2 e infine la volontà, con l’intento di ricordare e capire tutto questo per vergognarmi e confondermi
a sempre di più,
3 mettendo a confronto l’unico peccato degli angeli con i miei tanti peccati
b: e mentre essi per un solo peccato andarono all’inferno, quante volte io l’ho meritato per tanti!c.
4 Dico applicare la memoria al peccato degli angeli: come essi, essendo stati creati in grazia, non volendosi aiutare con la loro libertà per riverire e obbedire al loro Creatore e Signore,
5 divenendo superbi, passarono dallo stato di grazia a quello di malizia e furono cacciati dal cielo nell’inferno.
6 Di conseguenza , discorrere più in particolare con l’intelligenza, e quindi muovere di più gli affetti con la volontà
d.
a 48,4-5. 74; b 48,4-5; c 71,3; d 3. 51,6. 52,3. 363.

[51] 1 Il secondo. Fare altrettanto, cioè esercitare le tre potenze facoltà sopra il peccato di Adamo ed Eva,
2 richiamando alla memoria come per tale peccato fecero penitenza tanto tempo, e quanta corruzione dilagò nel genere umano, e tanta gente andò all’inferno
a.
3 Dico richiamare alla memoria il secondo peccato dei nostri progenitori, come dopo che Adamo fu creato nel campo damasceno , e posto nel paradiso terrestre, e dopo che Eva fu creata dalla sua costola,
4 essendo stato loro vietato di mangiare dell’albero della scienza, ed avendo essi mangiato e così peccato,
5 vestiti poi di tuniche di pelle e cacciati dal paradiso, vissero tutta la vita tra molti travagli e molta penitenza senza la giustizia originale che avevano perduto.
6 Di conseguenza discorrere con l’intelligenza più dettagliatamente, usando la volontà come è stato detto
b.
a 71; b 3. 89,5. 52,3. 363.

[52] 1 Il terzo. Ugualmente fare altrettanto sul terzo: il peccato particolare di uno che per un peccato mortale sia andato all’inferno , e molti altri innumerevoli che vi sono andati per meno peccati di quanti ne ho fatto ioa.
2 Dico fare altrettanto sul terzo peccato particolare: richiamare alla memoria la gravità e malizia del peccato
b contro il proprio Creatore e Signore;
3 discorrere con l’intelligenza come giustamente è stato condannato per sempre chi ha peccato e agito contro la bontà infinita
c; concludere con la volontà, come sta dettod.
a 48,4-5. 50,2; b 44. 57. 58; c 59; d 3. 50,2. 363.

[53] 1 Colloquio. Immaginando Cristo nostro Signore davanti a me e posto in croce, fare un colloquio: come da Creatorea è venuto a farsi uomo, e da vita eterna a morte temporale, e così a morire per i miei peccati.
2 Alla stessa maniera guardare a me stesso: cosa ho fatto per Cristo, cosa faccio per Cristo, cosa devo fare per Cristo.
3 Vedendolo poi in quello stato, così appeso alla croce, discorrere su quello che mi verrà .
a 43. 61. 197. 236.

[54] 1 Propriamente parlando, il colloquio si fa così come un amico parla a un altro o un servo al suo padrone,
2 ora chiedendo qualche grazia, ora incolpandosi di qualche malefattaa, ora comunicando le proprie cose e chiedendo consiglio su di esseb. E dire un Pater noster.
a 43; b 61. 63. 109. 157. 199. 225.

[55] 1 SECONDO ESERCIZIO
MEDITAZIONE DEI PECCATI
COMPRENDE
DOPO LA PREGHIERA PREPARATORIA E DUE PRELUDI
CINQUE PUNTI E UN COLLOQUIO.

2 La preghiera preparatoria sia la stessaa.
3
Il primo preludio sarà la medesima composizioneb.
4
Il secondo: domandare quello che voglio. Qui sarà chiedere grande e intenso dolore e lacrime per i miei peccatic.
a 46; b 47; c 87. 89. 193. 203 .316,3.

[56] 1 Il primo punto: il susseguirsia dei peccati. Richiamare cioè alla memoria tutti i peccati della vita considerandoli anno per anno, o periodo per periodo. A questo proposito sono utili tre cose:
2 la prima, considerare il luogo e la casa dove ho abitato; la seconda, i rapporti avuti con altri; la terza, gli incarichi ricoperti
b.
a 74. 234,1-2; b 44.

[57] Il secondo punto: ponderare i peccati, considerando la bruttura e la maliziaa che ogni peccato mortale commesso ha in sé, anche se non fosse proibito.
a 44. 52. 58.

[58] 1 Il terzo punto: considerare chi sono io, ridimensionandomi con esempi: primo, che cosa sono io in confronto a tutti gli uomini;
2 secondo, che cosa sono gli uomini a confronto di tutti gli angeli e santi del paradiso
a;
3 terzo, considerare che cosa è tutto il creato a confronto di Dio: ebbene io solo, che posso essere ? ;
4 quarto, considerare tutta la mia corruzione e bruttura corporea
b;
5 quinto, considerarmi come una piaga e ascesso da cui sono usciti tanti peccati e tante malvagità
c e tanto turpissimo veleno.
a 60,2; b 47,5; c 44. 52. 57.

[59] 1 Il quarto punto: considerare chi è Dio contro cui ho peccato, confrontando i suoi attributi con i contrari che sono in me:
2 la sua sapienza con la mia ignoranza, la sua onnipotenza con la mia debolezza, la sua giustizia con la mia iniquità, la sua bontà
a con la mia maliziab.
a 52,2; b 289.

[60] 1 Il quinto punto: esclamazione di ammirazione con grande affetto , passando in rassegna tutte le creature, come mi hanno lasciato in vita e conservato in essa:
2 gli angeli
a, che sono la spada della giustizia divina, come mi hanno sopportato e custodito e pregato per me;
3 i santi, come hanno continuato a intercedere e pregare per me; e i cieli, il sole, la luna, le stelle, e gli elementi, i frutti, gli uccelli, i pesci e gli animali;
4 e la terra, come non si è aperta per inghiottirmi, creando nuovi inferni perché io soffra in essi per sempre.
a 58.

[61] Colloquio. Terminare con un colloquio di misericordiaa, ragionando e ringraziando Dio nostro Signore, perché mi ha dato vita sino a ora, proponendo di emendarmi con la sua grazia per l’avvenireb. Pater noster.
a 71,3; b 25,1. 43. 53. 197. 315,3.

[62] 1 TERZO ESERCIZIO
RIPETIZIONE DEL PRIMO E SECONDO ESERCIZIO
FACENDO TRE COLLOQUI

2 Dopo la preghiera preparatoria e due preludi, ripetere il primo e secondo esercizio, notando e facendo pausa sui punti in cui ho sentito maggiore consolazione o desolazione o maggior sentimento spiritualea;
3 dopo di ciò farò tre colloqui
b, nel modo seguente:
a 2,4. 6,1. 63. 65,4. 89,5. 109. 118,3. 179,3. 184. 227,3. 254. 313. 345; b 147. 148. 156. 159,3. 168. 199,4.

[63] 1 Il primo colloquio a nostra Signora perché mi ottenga grazia dal suo Figlio e Signore per tre cose:
2 la prima, perché senta
a interna conoscenza dei miei peccatib e li aborrisca;
3 la seconda, perché senta il disordine
c delle mie attività, affinché, aborrendolo, mi corregga e mi riordini;
4 la terza, chiedere conoscenza del mondo, perché, aborrendolo, allontani da me le cose mondane e vane
d; e con questo un’Ave Maria.
5
Il secondo, nello stesso modo al Figlio, perché me l’ottenga dal Padre; e con questo l’Anima Christie.
6 Il terzo, nello stesso modo al Padre, perché lo stesso Signore eterno me lo conceda; e con questo un
Pater noster.
a 2,4. 62. 65,4. 89,5. 109. 179,3. 184. 313. 345; b 43. 44; c 169; d 9. 97; e 64. 147. 156. 168. 199. 253.

[64] 1 QUARTO ESERCIZIO
RIASSUMERE QUESTO MEDESIMO TERZO ESERCIZIOa

2 Ho detto riassumendo, perché l’intelligenza, facendone reminiscenza, senza divagare ripercorra assiduamente le cose contemplate negli esercizi precedenti; e fare gli stessi tre colloqui.
a 120.128.

[65] 1 QUINTO ESERCIZIO
MEDITAZIONE DELL’INFERNO
COMPRENDE
DOPO LA PREGHIERA PREPARATORIA E DUE PRELUDI
CINQUE PUNTI E UN COLLOQUIO

2 La preghiera preparatoria sia la solita.
3
Primo preludio, la composizione: qui è vedere con la vista dell’immaginazione la lunghezza, larghezza e profondità dell’inferno.
4
Secondo, domandare quello che voglio: qui sarà chiedere sentimento interiorea della pena che soffrono i dannati,
5 perché, se per le mie colpe mi dimenticassi dell’amore del Signore eterno, almeno il timore delle pene mi aiuti a non cadere in peccato
b.
a 2,4. 63. 89,5. 109. 179,3. 184. 313. 345. 352; b 370.

[66] Il primo punto sarà vedere con la vista dell’immaginazione le grandi fiamme e le anime come in corpi di fuoco.

[67] Il secondo, udire con le orecchie pianti, urla, grida, bestemmie contro Cristo nostro Signore e contro tutti i suoi santi.

[68] Il terzo, odorare con l’olfatto fumo, zolfo, fetore e cose putride.

[69] Il quarto, assaporare con il gusto cose amare, come lacrime, tristezza e il verme della coscienza.

[70] Il quinto, toccare con il tatto, come cioè le fiamme avvolgono e bruciano le anime.

[71] 1 Facendo un colloquio con Cristo nostro Signore, richiamare alla memoria le anime che stanno all’inferno: alcune perché non credettero nella sua venuta; altre perché, pur credendoci, non operarono secondo i suoi comandamentia;
2 dividendole in tre gruppi: il primo, prima della venuta; il secondo, durante la sua vita; il terzo, dopo la sua vita in questo mondo.
3 E con questo ringraziarlo, perché non mi ha lasciato cadere
b in nessuno di essi, mettendo fine alla mia vitac.
4 Parimenti, come finora ha sempre avuto di me tanta pietà e misericordia
d. Concludere con un Pater noster .
a 51,2; b 50,2; c 60; d 60.

[72] 1 Notaa. Il primo esercizio si farà a mezzanotte; il secondo, la mattina appena alzatosi ; il terzo, prima o dopo la messa, purché sia prima di pranzo; il quarto, all’ora dei vespri; il quinto, un’ora prima di cenab.
2 Questo orario, più o meno, vale sempre in tutte le quattro settimane, a seconda che l’età, la costituzione e il temperamento
c aiutino la persona che si esercita a fare i cinque esercizi o menod.
a 128. 133. 148. 159. b 12. 128. 133. 148. 159. 205. 227; c 4,5-7. 18,1. 129. 162; d 205.

[73] 1 NOTE COMPLEMENTARI
PER MEGLIO FARE GLI ESERCIZI
E PER MEGLIO TROVARE QUELLO CHE SI DESIDERA

2 La prima nota: una volta coricato, quando voglio addormentarmi, pensare per lo spazio di un’Ave Maria all’ora in cui dovrò alzarmi e a quale scopo, riassumendo l’esercizio che dovrò farea.
a 130.

[74] 1 La secondaa: quando mi sarò svegliatob, senza dare adito a questi o a quei pensieri, rivolgere subito l’attenzione a quello che sto per contemplare nel primo esercizio della mezzanotte, provocandomi con esempi a confusione per i miei tanti peccati,
2 come un cavaliere
c che si trovasse, davanti al suo re e a tutta la sua corte, svergognato e confusod per avere molto offeso proprio colui dal quale prima aveva ricevuto molti doni e molti favorie.
3 Ugualmente, nel secondo esercizio, immaginerò di essere un grande peccatore in catene, che sta per comparire così legato dinanzi al sommo giudice eterno,
4 paragonandomi ai carcerati e incatenati già degni di morte che compaiono dinanzi al loro giudice temporale.
5 E vestirmi con questi o con altri pensieri, secondo la materia proposta.
a 131. 239; b 130. 206. 229; c 94; d 48,4-5. 193; e 52,4.

[75] 1 La terza: a un passo o due dal luogo dove intendo contemplare o meditare, starò in piedi per lo spazio di un Pater noster,
2 con la mente rivolta in alto, considerando come Dio nostro Signore mi guarda
a, ecc., e farò un gesto di riverenza o di umiltàb.
a 106,3; b 239.

[76] 1 La quarta: entrare nella contemplazione in ginocchio o prostrato per terraa o supino con il volto in alto o seduto o in piedi, sempre alla ricerca di ciò che vogliob.
2 Avvertiremo due cose: la prima è che, se trovo quello che voglio in ginocchio, non passerò oltre; e se prostrato, farò lo stesso, ecc.;
3 la seconda: nel punto in cui troverò quello che voglio, lì sosterò, senza avere ansia di passare oltre
c, finché rimanga soddisfattod.
a 88,2; b 4. 11. 89. 130. 133,1; c 254; d 2,4. 12. 254.

[77] 1 La quinta: finito l’esercizio, seduto o passeggiando esaminerò per lo spazio di un quarto d’ora come mi è andata nella contemplazione o meditazionea;
2 se male, cercherò la causa da cui deriva e, una volta individuata, mi pentirò per emendarmi in avvenire;
3 e se bene, renderò grazie a Dio nostro Signore; e un’altra volta farò allo stesso modo.
a 6. 160.

[78] 1 La sesta: non voler pensare a cose piacevoli né allegre, come la gloria, la risurrezione, ecc., perché per sentire pena, dolore e lacrime per i nostri peccatia è di ostacolo qualsiasi considerazione di gaudio e di allegrezza;
2 tenere presente invece che volendo dolermi e sentire pena, devo richiamare di più alla memoria la morte, il giudizio
b.
a 55. 193. 195. 203; b 130. 206. 229.

[79] 1 La settima: privarmi allo stesso scopo di ogni luce, chiudendo finestre e porte nel tempo in cui starò in camera, eccetto che per pregare, leggere e mangiarea.
a 23,4. 130. 229.

[80] L’ottava: non ridere, né dire cosa che provochi il riso.

[81] La nona: frenare la vista, eccetto che nel ricevere o congedare la persona con cui devo parlare.

[82] 1 La decima nota complementarea riguarda la penitenza, che si divide in interna ed esternab.
2 L’interna consiste nel dolersi dei propri peccati, con fermo proposito di non commettere né quelli né altri.
3 L’esterna, o frutto della prima, consiste nel castigo dei peccati commessi, e si pratica soprattutto in tre modi:
a 130. 229; b 359.

[83] 1 Il primo riguarda il mangiarea: quando togliamo il superfluo, non è penitenza ma temperanza;
2 è penitenza quando togliamo dal conveniente, e quanto più se ne fa tanto maggiore e migliore è la penitenza, purché la persona non si indebolisca e non ne segua notevole infermità
b.
a 210-217; b 84,2. 86,2. 89,5. 129. 213.

[84] 1 Il secondo riguarda il modo di dormirea: anche qui non è penitenza togliere il superfluo di cose delicate o molli;
2 ma è penitenza quando nel modo si sottrae al conveniente e quanto più tanto meglio; purché la persona non si indebolisca e non ne segua notevole infermità
b.
3 Tanto meno ci si privi del sonno conveniente, a meno che non si abbia la viziosa abitudine di dormire troppo, in modo da giungere al giusto mezzo
c.
a 210-217; b 83,2. 86,2. 89,5. 129. 213; c 213. 229. 350.

[85] Il terzo: castigare la carne, infliggendole cioè dolore sensibile, che si provoca portando cilici o corde o fili di ferro sulle carni, flagellandosi o ferendosi; e altri tipi di asprezze.

[86] 1 Nota. Quel che sembra più conveniente e più sicuro nella penitenza è che il dolore sia sensibile nella carne, e non penetri nelle ossa; in modo che dia dolore e non infermità.
2 Sembra perciò che sia più conveniente flagellarsi con corde sottili, che danno dolore esterno, anziché in altra maniera che produca all’interno notevole infermità
a.
a 83,2. 84,2. 89,5. 129. 213.

[87] 1 La prima nota è che le penitenze esterne si fanno principalmente per tre fini: il primo, per riparazione dei peccati passati;
2 il secondo, per vincere se stesso
a, cioè perché la sensualità obbedisca alla ragione e tutte le parti inferiori siano più soggette alle superiori;
3 il terzo, per cercare e trovare qualche grazia o dono che si vuole e si desidera, per esempio se si desidera avere interna contrizione dei propri peccati,
4 o piangere molto su di essi
b o sulle pene e dolori che Cristo nostro Signore soffriva nella sua passionec, o per la soluzione di qualche dubbio in cui ci si trovad.
a 21; b 55. 84,2; c 193. 203. 316,3; d 319.

[88] 1 La seconda: bisogna avvertire che la prima e la seconda nota complementare si devono osservare per gli esercizi della mezzanotte e dell’alba, non in quelli che si fanno in altri tempi;
2 la quarta nota non si osserverà mai in chiesa davanti ad altri, ma in privato
a, come in casa, ecc.
a 27. 76.

[89] 1 La terza, quando la persona che si esercita non trova ancora quello che desideraa, come lacrime, consolazioni, ecc.b, spesso giova fare cambiamenti nel mangiare, nel dormire e in altri modi di fare penitenzac;
2 in modo che si vari, facendo due o tre giorni penitenza, e per altri due o tre no; perché ad alcuni conviene fare più penitenza e ad altri meno.
3 Anche perché molte volte tralasciamo di fare penitenza mossi da amore sensuale e dal giudizio erroneo che il fisico non possa tollerarla senza notevole infermità
d;
4 altre volte, al contrario, ne facciamo troppa pensando che il corpo possa tollerarla.
5 Siccome Dio nostro Signore conosce infinitamente meglio la nostra natura, molte volte in questi cambiamenti fa sentire
e a ciascuno quello che convienef.
a 4,5-7. 11. 130. 133,1; b 48,2-3. 55. 87. 316,3; c 319; d 83,2. 84,2. 129. 213; e 2,4. 62. 63. 65,4. 109. 179,3. 184. 313. 345. 352; f 213. 318,1. 336,6.

[90] La quarta: l’esame particolare si faccia per togliere difetti e negligenze circa esercizi e note complementari; e così nella seconda, terza e quarta settimana.

[SECONDA SETTIMANA]

SECONDA SETTIMANA

[91] 1 LA CHIAMATA DEL RE TEMPORALE
AIUTA A CONTEMPLARE LA VITA DEL RE ETERNO

2 La preghiera preparatoria sia la solitaa.
3
Il primo preludio: composizione vedendo il luogob. Qui sarà vedere, con la vista dell’immaginazione, sinagoghe , città e borgate attraverso le quali Cristo nostro Signore predicava.
4 Il secondo: domandare la grazia che voglio. Qui sarà chiedere grazia a nostro Signore perché io non sia sordo alla sua chiamata, ma pronto e diligente
c nel compiere la sua santissima volontà.
a 46; b 47. 103. 112. 151. 232; c 5.

[92] [Prima parte.] Primo punto: porre davanti a me un re umano, eletto direttamente da Dio nostro Signore, cui prestano riverenza e obbediscono tutti i principi e tutti gli uomini della cristianità.

[93] 1 Il secondo: osservare come questo re parla a tutti i suoi dicendo:
2 “È mia volontà conquistare tutto il territorio degli infedeli; pertanto, chi vorrà venire con me dovrà contentarsi di mangiare come mangio io, e così di bere, vestire, ecc.;
3 similmente deve lavorare con me di giorno e vegliare di notte, ecc.;
4 perché, così, dopo, abbia parte con me nella vittoria, come l’ha avuta nelle fatiche”
a.
a 95,5.

[94] 1 Il terzo: considerare che cosa devono rispondere i buoni sudditi a un re tanto liberale e tanto umano;
2 di conseguenza, se qualcuno non accettasse la richiesta di un simile re, quanto sarebbe degno di essere vituperato da tutto il mondo e ritenuto perverso cavaliere
a.
a 74. 96.

[95] 1 La seconda parte di questo esercizio consiste nell’applicare il precedente esempio del re temporale a Cristo nostro Signore, secondo i tre punti detti.

2 Quanto al primo punto, se prendiamo in considerazione tale chiamata del re temporale ai suoi sudditi,
3 quanto più degno di considerazione è il vedere Cristo nostro Signore, re eterno, e davanti a lui tutto l’intero universo
a; al quale e a ciascuno in particolare rivolge la chiamatab dicendo:
4 “È mia volontà conquistare tutto il mondo e tutti i nemici, e così entrare nella gloria del Padre mio
c;
5 pertanto, chi vorrà venire con me
d deve faticare con me, perché seguendomi nella penae mi segua anche nella gloria”f.
a 102. 145; b 137; c 145; d 93,2-4. 203; e 190ss; f 92. 218ss.

[96] Il secondo: considerare che tutti quelli che avranno giudizio e ragione offriranno tutte le loro persone alla faticaa.
a 94. 147. 159,2.

[97] 1 Il terzo: quelli che più vorranno lasciarsi coinvolgere e segnalarsi in ogni servizio del loro re eterno e Signore universalea, non solamente offriranno le loro persone al lavoro,
2 ma, andando contro
b la propria sensualità e contro il proprio amore carnale e mondanoc, faranno oblazioni di maggiored valore e di maggiore importanza, dicendo:
a 344; b 13,2. 16,2. 21. 157. 168. 189,10. 199. 217,3. 319. 325,5. 350. 351; c 9. 63; d 23,7. 109,2. 152. 155. 315,1. 331,2. 335,1.

[98] 1 “Eterno Signore di tutte le cose , io faccio la mia oblazionea con il vostro favore e aiutob, davanti alla vostra infinita bontà e davanti alla vostra Madre gloriosa, e a tutti i santi e sante della corte celestec:
2 io voglio e desidero ed è mia deliberata determinazione
d, purché sia di vostro maggior servizio e lodee,
3 imitarvi nel sopportare ogni ingiuria e ogni vituperio e ogni povertà, sia attuale sia spirituale
f,
4 se la vostra santissima maestà vorrà eleggermi e ricevermi in tale vita e stato”
g.
a 5. 234,3; b 43. 61,3; c 151. 232; d 23,7. 25,2. 164. 167; e 155. 166. 167; f 104. 116. 146. 147. 157. 167; g 146.

[99] Prima nota. Questo esercizio si farà due volte al giorno, cioè al mattino appena alzati e un’ora prima di pranzo o di cena.

[100] Seconda. Nella seconda settimana e anche in seguito, giova molto leggere alcuni brani dei libri De imitatione Christi o dei vangelia o delle vite di santi.
a 78. 127. 130. 202. [101] 1 IL PRIMO GIORNO:

LA PRIMA CONTEMPLAZIONE
È SULL’INCARNAZIONEa
COMPRENDE LA PREGHIERA PREPARATORIA TRE PRELUDI TRE PUNTI E UN COLLOQUIO
a 262.

2 La consueta preghiera preparatoriaa.
a 46.

[102] 1 Il primo preludio è richiamare la storia del mistero che devo contemplarea: come le tre divine Persone osservano tutta la superficie o rotondità di tutto il mondo piena di uominib;
2 come, vedendo che tutti scendevano all’inferno
c, decidono nella loro eternità che la seconda Persona si faccia uomo, per salvare il genere umano;
3 e così, giunta la pienezza dei tempi , inviano l’angelo san Gabriele a nostra Signora
d.
a 2,1; b 95,3. 145; c 71;d 362.

[103] 1 Il secondo: composizione vedendo il luogoa. Qui sarà vedere la grande capacità e rotondità del mondo, dove vivono tante genti tanto diverse;
2 allo stesso modo, poi, in particolare la casa e le stanze di nostra Signora nella città di Nazaret, nella provincia di Galilea.
a 47. 91. 112. 151. 220. 232.

[104] Il terzo: domandare quello che voglio. Qui sarà chiedere conoscenza interiore del Signore, che per me si è fatto uomoa, perché piùb lo ami e lo segua.
a 193. 203; b 109,2. 113. 139.

[105] 1 Nota. Qui conviene notare che questa stessa orazione preparatoria, com’è stata dettata fin dall’inizio, senza cambiarla,
2 e gli stessi tre preludi si devono fare in questa settimana e nelle altre seguenti, modificando la forma secondo la materia trattata
a.
a 49. 159,2

[106] 1 Il primo punto è vedere le persone, le une e le altre.
Primo, quelle della faccia della terra, in tanta diversità tanto nei vestiti quanto nei gesti:
2 alcuni bianchi e altri neri, alcuni in pace e altri in guerra, alcuni che piangono e altri che ridono, alcuni sani e altri infermi, alcuni che nascono e altri che muoiono, ecc.;
3 secondo, vedere e considerare come le tre Persone divine, sedute sul loro soglio regale o trono di sua divina maestà, guardano
a tutta la superficie ricurva della terra, e tutte le genti in tanta cecità, e come queste muoiono e scendono nell’inferno;
4 terzo, vedere nostra Signora e l’angelo che la saluta e riflettere per ricavare frutto da tale vista
b.
a 75; b 107. 108. 114-116. 122-125. 194.

[107] 1 Il secondo: udire quello che dicono le persone sulla faccia della terra, come cioè parlano tra loro, come giurano e bestemmiano, ecc.;
2 similmente quello che dicono le Persone divine, cioè: “Facciamo la redenzione del genere umano”, ecc.;
3 e poi quello che dicono l’angelo e nostra Signora; e dopo riflettere, per ricavare frutto dalle loro parole
a.
a 106. 108. 114-116. 122-125. 194.

[108] 1 Il terzo: osservare poi quello che fanno le persone sulla faccia della terra, così come ferire, ammazzare, andare all’inferno, ecc.;
2 similmente quello che fanno le Persone divine, operando cioè la santissima incarnazione, ecc.;
3 allo stesso modo quello che fanno l’angelo e nostra Signora, cioè l’angelo che svolge il suo ufficio di messaggero, e nostra Signora si umilia e rende grazie alla divina maestà;
4 dopo, riflettere per ricavare qualche frutto da ciascuna di queste cose.

[109] 1 Infine si deve fare un colloquioa, pensando a quello che devo dire alle tre Persone divine, o al Verbo eterno incarnatob, o alla Madre e Signora nostra,
2 chiedendo, secondo quello che sentirò
c in me, di seguire e imitared di piùe il Signore nostro, appena incarnatof; dire un Pater noster.
a 54. 61. 63. 157. 199. 225; b 53,1; c 2,4. 62. 63. 65,4. 89,5. 179,3. 184. 313. 345. 352; d 98. 104.130; e 23,7. 97. 152. 155. 315,1. 331,2. 335,1; f 114,1.

[110] 1 LA SECONDA CONTEMPLAZIONE
È SULLA NATIVITÀ

2 La stessa preghiera preparatoriaa.
a 46.

[111] 1 Il primo preludio è la storia. Qui sarà ricordare come da Nazaret partirono nostra Signora incinta di quasi nove mesi, seduta, come si può piamente meditare , in groppa a un’asina,
2 e Giuseppe e un’ancella, conducendo un bue, per andare a Betlemme a pagare il tributo che Cesare impose in tutte quelle terre
a.
a 264.

[112] 1 Il secondo è la composizione vedendo il luogoa. Qui sarà vedere, con la vista dell’immaginazione, la strada da Nazaret a Betlemmeb, considerando la lunghezza, la larghezza, e se tale cammino sia piano o se per valli o pendii;
2 similmente, osservando il luogo o grotta della natività , vedere quanto sia grande, piccolo, basso, alto, e come era sistemato.
a 47. 91. 103; b 158. 192. 202.

[113] Il terzo sarà lo stesso e con la stessa forma della precedente contemplazionea.
a 104-105.

[114] 1 Il primo punto è vedere le persone: vedere cioè nostra Signora e Giuseppe e l’ancella e il bambino Gesù, dopo che è nato;
2 facendomi io poverello e indegno servitorello che li guarda, li contempla e li serve nelle loro necessità come se fossi presente
a, con ogni possibile rispetto e riverenza;
3 e dopo riflettere in me stesso per ricavare qualche frutto
b.
a 109,2; b 106-108. 115. 116. 122. 125. 194.

[115] Il secondo, osservare, notare e contemplare quello che dicono; e, riflettendo in me stesso, ricavare qualche frutto.

[116] 1 Il terzo, guardare e considerare quello che fanno, com’è camminare e darsi da fare perché il Signore venga a nascere in somma povertà
2 e, dopo tante sofferenze di fame, sete, caldo e freddo, ingiurie ed oltraggi, muoia in croce. E tutto questo per me
a.
3 Poi, riflettendo, ricavare qualche frutto spirituale.
a 98. 206.

[117] Terminare con un colloquio, come nella precedente contemplazionea, e con un Pater noster.
a 109. 225.

[118] 1 LA TERZA CONTEMPLAZIONE
SARÀ UNA RIPETIZIONE DEL PRIMO E SECONDO ESERCIZIO

2 Dopo la preghiera preparatoria e i tre preludi si farà la ripetizione del primo e secondo esercizio,
3 notando sempre alcune parti più importanti, dove la persona abbia sentita qualche conoscenza, consolazione o desolazione
a, facendo alla fine anche un colloquio e dicendo un Pater noster.
a 6,1-2. 62,2. 227,3. 254. 313ss.

[119] In questa ripetizione e in tutte le seguenti si seguirà lo stesso ordine che si seguiva nelle ripetizionia della prima settimana, mutando la materia e conservando la forma.
a 62. 159. 204. 227.

[120] LA QUARTA CONTEMPLAZIONE
SARÀ UNA RIPETIZIONE DELLA PRIMA E SECONDA CONTEMPLAZIONEa
NELLA MEDESIMA MANIERA IN CUI SI FECE
NELLA PRECEDENTE RIPETIZIONE
a 64. 128.

[121] 1 LA QUINTA CONTEMPLAZIONE
SARÀ UN APPLICARE I CINQUE SENSIa
SOPRA LA PRIMA E SECONDA CONTEMPLAZIONE
a 133. 204. 227.

2 Dopo la preghiera preparatoria e i tre preludi, giova ripercorrere con i cinque sensi dell’immaginazione la prima e seconda contemplazione, nel modo seguente :

[122] Il primo punto è vedere le persone con la vista immaginativa, meditando e contemplando in particolare le circostanze in cui si trovano, e ricavando qualche frutto da tale vistaa.
a 106-108. 114-116. 122-124. 194.

[123] Il secondo, udire con l’udito quello che dicono o possono dire e riflettendo in se stesso ricavarne qualche frutto.

[124] 1 Il terzo, odorare e gustare, con l’odorato e con il gusto, l’infinita soavità e dolcezza della divinitàa, dell’anima e delle sue virtù e di tutto, secondo la persona che si contempla;
2 riflettere in se stesso e ricavarne frutto.
a 223.

[125] Il quarto, toccare con il tatto, per esempio abbracciare e baciare i luoghi dove tali persone camminano e siedono; sempre procurando di ricavarne frutto.

[126] Si deve concludere con un colloquio, come nella prima e seconda contemplazionea, e con un Pater noster.
a 109. 117. 225.

[127] 1 Prima nota. Per tutta questa settimana e le altre seguenti leggere soltanto il mistero della contemplazione che devo fare subito dopoa;
2 in modo che, nel frattempo, non legga alcun mistero che non sia da contemplare in quel giorno o in quell’ora, affinché la considerazione di un mistero non disturbi quella di un altro
b.
a 11; b 78. 100. 130. 206.

[128] 1 La seconda. Il primo esercizio dell’incarnazione si farà a mezzanotte; il secondo all’alba; il terzo all’ora della messa; il quarto all’ora dei vespria e il quinto prima dell’ora di cena;
2 soffermandosi per un’ora in ciascuno dei cinque esercizi
b; e il medesimo ordine si osserverà in tutto il seguito.
a 64. 120; b 12. 72. 133. 148. 159. 205. 227. 255.

[129] 1 La terza. Se la persona che fa gli esercizi è anziana o debole, o se, benché forte, è rimasta in qualche modo debilitata dalla prima settimana,
2 è meglio che in questa seconda settimana, almeno alcune volte, senza alzarsi a mezzanotte
a, faccia una contemplazione la mattina, una all’ora della messa e un’altra prima di pranzo,
3 e una ripetizione su di esse all’ora dei vespri, e dopo applichi i sensi prima di cena.
a 83,2. 84,2. 86,2. 89,5. 213.

[130] 1 La quarta. In questa seconda settimana, di tutte le dieci note complementari di cui si è detto nella prima settimanaa bisogna modificare la seconda, la sesta, la settima e, in parte, la decima.
2 Quanto alla seconda
b, appena sveglio, mi rappresenterò la contemplazione che devo fare, desiderando di conoscere di più il Verbo incarnato per servirlo e seguirlo di piùc.
3 E la sesta
d sarà richiamare frequentemente alla memoria la vita e i misteri di Cristo nostro Signore, incominciando dalla sua incarnazione fino al punto o mistero che sto contemplandoe.
4 E la settima
f sarà di avvalersi dell’oscurità o della luce, del buono o del cattivo tempo tanto quanto la persona che si esercita sentirà essergli di vantaggio e aiuto per trovare quello che desiderag.
5 E quanto alla decima nota
h, chi si esercita deve regolarsi secondo i misteri che contempla, perché alcuni richiedono penitenza e altri noi.
6 Di maniera che si facciano tutte le dieci note aggiuntive) con molta attenzione
l.
a 73ss; b 74. 206. 229; c 104. 109,2; d 78. 206. 229; e 78. 100. 127. 206; f 23,4. 79. 229; g 4,5-7. 11. 89. 133; h 82. 229; i 23,4; l 90. 96.

[131] 1 La quinta nota. In tutti gli esercizi, eccetto in quelli della mezzanotte e del mattino, si farà l’equivalente della seconda nota complementarea nel modo seguente:
2 appena mi ricordo che è l’ora di fare l’esercizio, prima di andare considererò dove vado e dinanzi a chi,
3 riassumerò un poco l’esercizio che sto per fare, e poi, attenendomi alla terza nota complementare
b, entrerò nell’esercizio.
a 74. 239,1; b 75.

[132] 1 IL SECONDO GIORNO, prendere per prima e seconda contemplazione la presentazione al tempioa e la fuga come in esilio in Egittob;
2 e su queste due contemplazioni si faranno due ripetizioni e si applicheranno i cinque sensi su di esse, come si è fatto il giorno precedente.
a 268; b 268.

[133] 1 Nota. Alcune volte, anche se chi si esercita è robusto e dispostoa, giova variare, da questo secondo giorno fino al quarto incluso, per meglio trovare quello che si desiderab,
2 fare solo una contemplazione all’alba e un’altra all’ora di messa, e ripeterle all’ora dei vespri; e applicare i sensi
c prima di cenad.
a 129; b 4,5-7. 11. 89. 130,4; c 121. 204. 227; d 72. 128. 205. 227.

[134] IL TERZO GIORNO, contemplare come il bambino Gesù era obbediente ai suoi genitoria a Nazaret, e come poi lo trovarono nel tempiob; e così fare dopo le due ripetizionic e applicare i cinque sensi.
a 271; b 272; c 148. 204.

[135] 1 PREAMBOLO
PER CONSIDERARE GLI STATI

2 Abbiamo considerato ormai l’esempio che Cristo nostro Signore ci ha dato per il primo stato , che consiste nell’osservanza dei comandamenti, quando egli era sotto l’obbedienza ai suoi genitori,
3 e così pure per il secondo stato, che è di perfezione evangelica , quando per attendere al puro servizio del suo eterno Padre rimase nel tempio, lasciando suo padre adottivo e sua madre naturale.
4 Contemplando contemporaneamente la sua vita, cominceremo a investigare e domandarci in quale vita o stato sua divina maestà vuole servirsi di noia.
5 E così, come introduzione a questo, nel primo esercizio che segue vedremo l’intenzione di Cristo nostro Signore e, al contrario, quella del nemico della natura umana
b;
6 e come dobbiamo disporci per arrivare alla perfezione in qualsiasi stato o genere di vita che Dio nostro Signore ci darà di scegliere.
a 1,3. 5. 15,3; b 136. 335,7. 326,4-6. 327. 333.

[136] 1 IL QUARTO GIORNO, meditazione delle due bandiere, l’una di Cristo sommo capitano e Signore nostro, l’altra di Lucifero mortale nemico della nostra umana naturaa

[MEDITAZIONE SULLE DUE BANDIERE]

2 La solita preghiera preparatoriab.
a 135,5. 325,7. 327; b46.

[137] Il primo preludio è la storia. Sarà qui come Cristo chiama e vuole tuttia sotto la sua bandiera e Lucifero al contrario sotto la sua.
a 95,3.

[138] 1 Il secondo: composizione vedendo il luogo. Sarà qui vedere di tutta quella regione di Gerusalemme come un grande campoa, dove il sommo capitano generale dei buoni è Cristo nostro Signore;
2 e nella regione di Babilonia com’è l’altro campo, dove il capo dei nemici è Lucifero.
a 140. 144. 327.

[139] 1. Il terzo: chiedere quello che voglio. Sarà qui chiedere conoscenza degli inganni del cattivo capo e aiuto per guardarmene;
2 e conoscenza della vita vera cheil sommo e vero capitano
a indica e grazia per imitarlob.
a 313-336; b 104.

[140] Il primo punto è immaginare il capo di tutti i nemicia come se sedesse in una grande cattedra di fuoco e di fumo, in quel grande campob di Babilonia, con aspetto orribile e spaventosoc.
a 327; b 138. 144. 327; c 329,1. 333,2-4. 349,2-3.

[141] 1 Il secondo, considerare come fa appello a innumerevoli demoni, e come li sparge gli uni in questa città, gli altri in un’altra città
2 e così per tutto il mondo, non tralasciando province, luoghi, stati, né persona alcuna in particolare.

[142] 1 Il terzo, considerare il discorso che fa loro, e come li ammonisce perché gettino reti e catene.
2 Innanzitutto devono tentare con la cupidigia delle ricchezze, come avviene nella maggior parte dei casi , perché più facilmente giungano a vano onore del mondo, e poi a grande superbia;
3 di modo che il primo gradino sia quello delle ricchezze, il secondo quello dell’onore e il terzo quello della superbia, e da questi tre gradini induce a tutti gli altri vizi.

[143] Così al contrario si deve immaginare del sommo e vero capitano, che è Cristo nostro Signore.

[144] Il primo punto è considerare come Cristo nostro Signore si pone in un grande campoa di quella regione di Gerusalemme, in luogo umile, bello e grazioso .
a 138. 140. 327.

[145] Il secondo, considerare come il Signore di tutto il mondo sceglie tante persone, apostoli, discepoli, ecc., e li invia per tutto il mondo a spargere la sua sacra dottrina tra persone di ogni stato e condizionea.
a85,4. 102.

[146] 1 Il terzo, considerare il discorso che Cristo nostro Signore fa a tutti i suoi servi e amici, che invia per tale missione ,
2 raccomanda loro di volere aiutare tutti
a portandoli: primo, a somma povertà spirituale
3 e, se sua divina maestà fosse servita e li volesse eleggere
b, non meno alla povertà attuale;
4 secondo, al desiderio di ignominie e disprezzi
c, perché da queste due cose deriva l’umiltà;
5 di modo che tre siano i gradini: il primo, povertà contro la ricchezza; il secondo, ignominia o disprezzo contro l’onore mondano; il terzo, umiltà contro la superbia;
6 e da questi tre gradini inducano a tutte le altre virtù.
a 98; b135,3. 147. 157. 168. c 98. 116. 167.

[147] 1 Un colloquioa con nostra Signora perché mi ottenga da suo Figlio e

Signore la grazia di essere ricevuto sotto la sua bandiera :
2 primo, in somma povertà spirituale e non meno nella povertà attuale, se sua divina maestà fosse servita e mi volesse scegliere e ricevere;
3 secondo, nel sopportare ignominie e ingiurie, per più imitarlo in essi , purché possa sopportarli senza peccato di persona alcuna né dispiacere di sua divina maestà
b; e con questo un’Ave Maria.
4
Secondo colloquio. Chiedere le stesse cose al Figlio, perché me l’ottenga dal Padre; e con questo dire Anima Christi.
5
Terzo colloquio. Chiedere altrettanto al Padre, perché me lo conceda; e dire un Pater noster.
a 62. 64. 148,2. 156. 159,3; b 96. 98.

[148] 1 Nota. Questo esercizio si farà a mezzanotte, e poi un’altra volta al mattino, e si faranno due ripetizionia dello stesso, all’ora della messa e all’ora dei vespri,
2 terminando sempre con i tre colloqui: con nostra Signora, con il Figlio e con il Padre
b;
3 e l’esercizio delle Categorie che segue, un’ora prima di cenare.
a 134; b 147. 149. 159

[149] 1 LO STESSO QUARTO GIORNO si faccia la meditazione delle tre categorie di persone per abbracciare il meglioa.

[MEDITAZIONE SULLE TRE CATEGORIE DI PERSONE]

2 La solita preghiera preparatoriab.
a 23,7. 152. 167; b 46.

[150] 1 Il primo preludio è la storia: riguarda tre categorie di uomini, ciascuna delle quali ha guadagnato diecimila ducati non puramente o pienamente per amore di Dioa,
2 e vogliono tutti salvarsi e trovare in pace Dio nostro Signore, togliendosi il peso e l’impedimento che hanno per questo, nell’affetto della cosa acquisita.
a 1,3. 16,2. 21. 169,5. 172. 174.

[151] Il secondo, la composizione vedendo il luogoa. Sarà qui vedere me stesso, come sto davanti a Dio nostro Signore e a tutti i suoi santib, per desiderare e conoscere quello che sia più gradito alla sua divina bontàc.
a 47. 91. 103. 112. 232; b 98,1. 232; c 23,7. 155. 169,6.

[152] Il terzo, domandare quello che voglio. Qui sarà chiedere la grazia per scegliere quello che più sia a gloria di sua divina maestàa e salvezza dell’anima miab.
a 23,7. 97. 109,2. 155. 315,1. 331,2; b 23,7. 149. 167. 233.

[153] La prima categoria vorrebbe liberarsi dell’affetto che ha per la cosa acquisita, per trovare in pace Dio nostro Signore e potersi salvare; e non pone i mezzi in atto fino all’ora della mortea.
a 169,5.

[154] 1 La seconda vuole liberarsi dell’affetto, ma vuole liberarsene in modo tale da conservare la cosa acquisita, così che sia Dio ad andare là dove egli vuolea;
2 e non si decide a disfarsene per andare a Dio, anche se questo fosse lo stato migliore per lui.
a 169,3-7.

[155] 1 La terza vuole liberarsi dell’affetto, ma vuole liberarsene in modo tale da non aver neppure affezione a tenere la cosa acquisita o non tenerla,
2 ma vuole soltanto volerla o non volerla secondo che Dio nostro Signore gli metterà nella volontà
a e a tale persona sembrerà meglio per servizio e lode di sua divina maestàb;
3 e, nel frattempo, vuole fare come se lasciasse tutto affettivamente, sforzandosi di non volere né quello né alcuna altra cosa se non lo muova unicamente il servizio di Dio nostro Signore
c;
4 in maniera che il desiderio di poter meglio
d servire Dio nostro Signore lo muova a prendere la cosa o lasciarlae.
a 15,3. 180,1. 184; b 46. 169,2; c 16,5. 46. 98. 177. 184; d 23,7. 97. 109,2. 151. 152. 315,1. 331,2; e 23,7. 169.

[156] Fare gli stessi tre colloqui che si sono fatti nella precedente contemplazione delle due bandierea.
a 62. 64. 147. 148. 159,3. 168.

[157] 1 Notaa.Quando noi sentiamo affetto o ripugnanza contro la povertà attuale, quando non siamo indifferenti alla povertà o alla ricchezza,
2 per spegnere tale affetto disordinato giova molto chiedere nei colloqui (sebbene sia contro la carne ) che il Signore lo scelga nella povertà attuale
b;
3 e questo egli vuole, chiede e supplica
c, a condizione che sia di servizio e lode di sua divina bontàd.
a 199; b 98,2; c 13,2. 16,2. 97. 168. 217,3. 319. 325,5. 350. 351; d 98,4.

[158] IL QUINTO GIORNO: contemplazione sulla partenza di Cristo nostro Signore da Nazaret al fiume Giordanoa, e come fu battezzatob.
a 112. 192. 202; b 273.

[159] 1 Prima nota. Questa contemplazione si farà una volta a mezzanotte e un’altra volta al mattino, e su di essa due ripetizioni, all’ora della messa e dei vespri, e prima di cena applicare su di essa i cinque sensia;
2 premettendo, in ciascuno di questi esercizi, la solita orazione preparatoria e i tre preludi
b, secondo tutto ciò che è stato spiegato nella contemplazione dell’Incarnazione e della Nativitàc,
3 e terminando con i tre colloqui
d delle tre categoriee, o secondo la nota che viene dopo le categorief.
a 62. 119. 204. 227; b 49. 105; c 101-117; d 62. 147. 156; e 147; f 157. 168. 199,4.

[160] Seconda nota. L’esame particolare, dopo pranzo e dopo cena si farà sopra le mancanze e negligenze circa gli esercizi e note complementari di questo giorno; e così in quelli che seguonoa.
a 6,1-2. 90. 130. 207.

[161] 1. IL SESTO GIORNO: contemplazione su come Cristo nostro Signore andò dal fiume Giordano al deserto incluso a; osservando in tutto la stessa forma del quinto.
a 274.

2. IL SETTIMO GIORNO: come sant’Andrea e altri seguirono Cristo nostro Signorea.
a 275.

3. L’OTTAVO: discorso della montagna, che quello delle otto beatitudinia.
a 278.

4. IL NONO: come Cristo nostro Signore apparve ai suoi discepoli sulle onde del marea.
a 280.

5. IL DECIMO: come il Signore predicava nel tempioa.
a 288.

6. L’UNDICESIMO: risurrezione di Lazzaroa.
a 285.

7. IL DODICESIMO: giorno delle palmea.
a 287.

[162] 1 La prima nota. Nelle contemplazioni di questa settimana, secondo il tempo che ciascuno vuole dedicarvi o secondo il frutto che farà, si può allungare o abbreviarea.
2 Se si allungano, prendere i misteri della visita di nostra Signora a santa Elisabetta
b, i pastoric, la circoncisione del bambino Gesùd, i tre ree, e altri ancora;
3 se si abbreviano, tralasciare anche alcuni di quelli proposti. Con ciò infatti si vuol dare un’introduzione e un metodo per poi meglio e più compiutamente contemplare
f.
a 4,5-7. 8. 9. 10. 17,3. 72. 209,6. 226,5; b 263; c 265; d 266; e 267; f 228. 238,3. 261.

[163] La seconda. La materia delle scelte a si comincerà dalla contemplazione di Nazaret al Giordano incluso, corrispondente al quinto giornob, secondo che si dichiara nel seguito.
a 169ss; b 158.

[164] 1 La terza. Prima di entrare nelle scelte, per affezionarsia alla vera dottrina di Cristo nostro Signore
2 giova molto considerare e fare attenzione sui seguenti tre gradi di umiltà , considerandoli a intervalli per tutto il giorno
b,
3 e similmente facendo i colloqui, secondo quanto avanti si dirà
c.
a 5. 98,2. 234,1-2; b 208; c 168.

[CONSIDERAZIONE SUI TRE GRADI DI UMILTÀ]

[165] 1 Il primo modo grado di umiltà è necessario per la salvezza eterna, cioè che mi abbassi e mi umilii tanto quanto mi sia possibilea, perché in tutto obbedisca alla legge di Dio nostro Signore,
2 di modo che, anche se mi facessero padrone di tutte le cose create in questo mondo, neppure per la mia vita temporale mi metta a deliberare di trasgredire un comandamento sia divino sia umano, che mi obblighi a peccato mortale.
a 324,1.

[166] 1 Il secondo è umiltà più perfetta della prima, se, cioè, io mi trovo in tale disposizione che non voglio né mi affeziono più a tenere ricchezza che povertà, a cercare più onore che disonore, a desiderare più vita lunga che brevea,
2 essendo uguale il servizio di Dio nostro Signore e la salvezza dell’anima mia
b; e con ciò, né per tutto il creato e neppure se mi togliessero la vita, mi metta a deliberare di fare un peccato veniale.
a 16. 23,5-6. 157. 170. 179; b 98,2. 167.

[167] 1 Il terzo è umiltà perfettissima, quando, cioè, includendo la prima e la seconda, ed è di uguale lode e gloria della divina maestàa,
2 per imitare e assomigliare più attualmente a Cristo nostro Signore
3 voglio e scelgo
b piuttosto povertà con Cristo povero che ricchezza, piuttosto ignominie con Cristo pieno di esse che onori,
4 e desidero più di essere stimato insensato e folle per Cristo, il quale per primo fu ritenuto tale, che saggio e prudente in questo mondo
c.
a 98,2. 166; b 98. 116. 146; c 98. 146.

[168] 1 Nota. Così, per chi desidera ottenere questa terza umiltà giova molto fare i tre sopradetti colloqui delle categoriea,
2 chiedendo che il Signore nostro voglia sceglierlo per questa terza, maggiore e migliore umiltà
b, al fine di imitarlo e servirlo di più, se fosse di uguale o maggiore servizio e lode di sua divina maestà.
a 147. 157. 159,3. 199,4; b 13,2. 16. 97. 199. 217,3. 319. 325,5. 350. 351.

[169] 1 PREAMBOLO
PER FARE UNA SCELTA

2 Primo punto . In ogni buona scelta, in quanto dipende da noi, l’occhio della nostra intenzione dev’essere semplicea, avendo di mira unicamente il fine per cui sono creato, cioè per lode di Dio nostro Signore e salvezza dell’anima miab;
3. e così qualunque cosa io scelga dev’essere tale da aiutarmi a conseguire il fine per cui sono creato, senza subordinare né tirare il fine al mezzo, ma il mezzo al fine.
4. Accade infatti che molti prima scelgano di sposarsi, il che è mezzo, e poi di servire Dio nostro Signore nel matrimonio, mentre servire Dio è fine
c. Similmente vi sono altri che prima vogliono avere beneficid e poi servire Dio in essie.
5. Di modo che questi non vanno diritti a Dio, ma vogliono che Dio venga diritto alle loro affezioni disordinate
f; e di conseguenza, fanno del fine il mezzo e del mezzo il fine. Sicché quello che dovevano prendere per primo, prendono per ultimog.
6. Prima infatti dobbiamo prefiggerci il voler servire Dio, che è il fine, e secondariamente prendere beneficio o sposarmi se più mi conviene, che è mezzo per il fine;
7. così nessuna cosa deve muovermi a prendere tali mezzi o a privarmi di essi, se non soltanto il servizio e lode di Dio nostro Signore e salvezza eterna dell’anima mia
h.
a 172,4; b 16,2. 23,2. 80. 155,3. 177. 179,1. 181. 184. 339; c 179. 181. 185; d 16,2. 171; e 179. 181. 185; f 1,3. 16,2. 21. 150,2. 172; g 153; h 1,3. 23. 179,3. 189,5. 233.

[170] 1 PER PRENDERE CONOSCENZA
SU QUALI COSE SI DEBBA FARE SCELTA
CONTIENE IN SÉ QUATTRO PUNTI E UNA NOTA

2 Primo punto. È necessario che ogni cosa di cui vogliamo fare scelta sia indifferente o buona in sé, rientri nell’ambito della santa madrea Chiesa gerarchicab e non sia cattiva né in opposizione ad essa.
a 353. 363,5. 365,3; b 177,2. 352-370.

[171] 1 Secondo. Ci sono cose che sono soggette a scelta immutabile, come sacerdozio e matrimonio, ecc.;
2 altre che sono soggette a scelta mutabile, come prendere benefici
a o lasciarli, prendere beni temporali o rifiutarli.
a 16,2. 169.

[172] 1 Terzo. Quando è già stata fatta la scelta in materia immutabile, non c’è più da scegliere, perché non si può sciogliere; così com’è matrimonio, sacerdozio, ecc.
2 C’è solo da osservare che se la persona non ha fatto una scelta debitamente e ordinatamente senza affetti disordinati
a, se ne penta e procuri di condurre buona vita nella sua scelta;
3 questa scelta tuttavia non sembra sia vocazione divina perché è scelta disordinata e obliqua
b; molti infatti in questo errano, facendo di scelta obliqua o cattiva vocazione divina ;
4 perché ogni vocazione divina è sempre pura e limpida
c, senza interferenze di amore carnale o di altro affetto disordinatod.
a 169,3-7; b 1,3. 16,2. 21. 150,2. 169,5; c 169,2; d 173.

[173] 1 Quarto. Se qualcuno ha fatto scelta di cose che sono soggette a scelta mutabile, debitamente e ordinatamente, e senza aderire alla carne né al mondoa,
2 non c’è motivo perché faccia una nuova scelta, ma in quella si perfezioni quanto potrà.
a 172,4.

[174] 1 Nota. Bisogna notare che, se tale scelta mutabile non è stata sincera e bene ordinataa,
2 allora giova rifarla nella maniera dovuta, se si desidera che da essa provengano frutti notevoli e molto graditi a Dio nostro Signore.
a 150,2.

[175] 1.TRE TEMPI
PER FARE SANA E BUONA SCELTA IN CIASCUNO DI ESSI

2. Il primo tempo è quando Dio nostro Signore così muove e attrae la volontà che, senza dubitare né poter dubitare, l’anima devotaa segue quello che le è mostrato,
3. così come fecero san Paolo e san Matteo nel seguire Cristo nostro Signore.
a 330,1.

[176] Il secondo, quando si acquista sufficiente chiarezza e conoscenza per esperienza di consolazioni e desolazionia, e per esperienza di discernimento dei vari spiritib,
a 6; b 313-336. 345-351.

[177] 1 Il terzo tempo è tempo tranquillo. Si ha quando la persona considerando prima perché è nato l’uomo, cioè per lodare Dio nostro Signore e salvare la propria animaa,
2 e questo desiderando, sceglie come mezzo un genere di vita o uno stato entro i limiti della Chiesa
b, per essere aiutata nel servizio del proprio Signore e nella salvezza della propria animac.
3 Si ha tempo tranquillo quando l’anima non è agitata da vari spiriti e usa le sue facoltà naturali liberamente e tranquillamente
d.
a 16,5. 23,2. 155,3. 177. 179,1. 180. 181. 184; b 170. 352-370; c 20,7. 181s; d 16,5. 23,2. 169. 179,3. 180. 185. 189,5.

[178] 1 Se la scelta non si fa nel primo o secondo tempo, seguono, per questo terzo tempo, due modi di farla.

2 IL PRIMO MODO
PER FARE UNA BUONA E SANA SCELTA
COMPRENDE SEI PUNTI

3 Primo punto. Mettermi dinanzi la cosa su cui voglio fare scelta, così come un ufficio o beneficio da prendere o lasciare, o qualunque altra cosa che è soggetta a scelta mutabile.

[179] 1 Secondo. È necessario avere come obiettivo il fine per cui sono creato, che è per lodare Dio nostro Signore e salvare la mia animaa;
2 e con questo trovarmi libero
b, senza alcun affetto disordinato, in modo da non essere inclinato o affezionato più a prendere la cosa proposta che a lasciarla, né più a lasciarla che a prenderla;
3 ma in modo che mi trovi come nel mezzo di una bilancia
c, per seguire quello che sentiròd essere più a gloria e lode di Dio nostro Signore e per la salvezza della mia animae.
a 16,5. 23,2. 169. 177. 180. 181. 185. 189,5; b 16. 23,5-6. 157. 166. 170. 342; c 15,5-6; d 2,4. 62. 63. 65,4. 89,5. 109. 184. 313. 345. 352; e 339.

[180] 1. Terzo. Chiedere a Dio nostro Signore che voglia muovere la mia volontàa e mettere nella mia anima quello che io devo fare, circa la cosa proposta, che sia di maggiore lode e gloria suab,
2. riflettendo bene e fedelmente con la mia intelligenza, e scegliendo secondo la sua santissima e benevola volontà
c.
a 15,3. 155,1-2. 184; b 16,5. 23,2. 169. 177. 181. 185.189,5; c 5. 234,5.

[181] 1 Quarto. Considerare, ragionandoa, quanti vantaggi o utilità mi provengono nel tenere l’ufficio o beneficio proposto, solo per la lode di Dio nostro Signore e la salvezza della mia animab;
2 e, al contrario, considerare ugualmente gli svantaggi e i pericoli che ci sono nel tenerlo.
3 Fare altrettanto nella seconda parte: considerare cioè i vantaggi e utilità nel non tenerlo, e similmente, al contrario, gli svantaggi e pericoli nel non tenerlo.
a 20,8. 177; b 16,5. 23,2. 169. 177. 179,3. 180. 185. 189,5.

[182] 1 Quinto. Dopo aver così ponderato e ragionatoa sotto ogni aspetto sopra la cosa proposta, osservare da quale parte la ragione inclina di più;
2 e così, secondo la maggiore mozione razionale e non secondo qualche mozione sensuale , si deve fare deliberazione
b sulla cosa proposta.
a 20,8. 177; b 183. 187.

[183] 1 Sesto. Fatta tale scelta o deliberazionea la persona che così l’ha fatta deve andare a pregare, con molta diligenza, davanti a Dio nostro Signore,
2 ed offrirgli tale scelta, perché sua divina maestà voglia riceverla e confermare
b se è di sua maggior lode e servizio.
a 182,2. 187; b 188.

[184] 1 IL SECONDO MODO
PER FARE UNA SANA E BUONA SCELTA
COMPRENDE QUATTRO REGOLE E UNA NOTAa

2 La prima regola è che quell’amore che mi muove e mi fa scegliere la cosa discenda dall’alto, dall’amore di Diob;
3 in modo che colui che sceglie senta
c prima in sé che quell’amore che più o meno ha per la cosa che sceglie è solo per il suo Creatore e Signored.
a 348-341; b15,3. 155,1-2. 180,1. 237. 338; c 2,4. 62. 63. 65,4. 89,5. 105. 179. 313. 335. 352. d 16,5. 23,7. 46. 155,3. 169,2.

[185] 1 Seconda regola. Pensare a un uomo che non ho mai visto né conosciuto e, desiderando io ogni sua perfezione, considerare quello che gli direi di fare e scegliere per la maggior gloria di Dio nostro Signore e maggiore perfezione della sua animaa.
2 Osservare la regola che pongo per l’altro
b, facendo io altrettanto.
a 16,5. 23,2. 169. 177. 179. 180. 181; b 339.

[186] Terza regola. Immaginandomi in punto di morte, considerare il modo di procedere che allora vorrei aver tenuto nella maniera di fare la presente scelta e regolandomi su di essa, prendere coerentemente la mia decisionea.
a 340.

[187] 1 Quarta regola. Immaginando e considerando come mi troverò nel giorno del giudizio, pensare a come allora vorrei aver deliberatoa in merito alla cosa presente;
2 e la regola, che allora vorrei aver seguito, prenderla adesso per potermi troviare allora con piena soddisfazione e gaudio
b.
a 182,2. 183; b 341.

[188] Nota. Adottate le suddette regole per la mia salute (G=salvezza) e quiete eterna, farò la mia elezione e oblazione a Dio nostro Signore, secondo il sesto punto del primo modo di fare elezionea.
a 183.

[189] 1 PER EMENDARE E RIFORMARE
IL PROPRIO GENERE E STATO DI VITA

2 Quanto a coloro che sono costituiti in prelatura o in matrimonio (sia che abbondino molto di beni temporali, sia che no), bisogna avvertire che
3 quando non hanno motivo o molto pronta volontà per scegliere delle cose che sono soggette a scelta mutabile,
4 è molto utile, invece di scegliere, dare modo di procedere per emendare e riformare il proprio genere e stato di vita di ciascuno di loroa;
5 ponendo cioè la loro esistenza, genere e stato di vita a lode e gloria di Dio nostro Signore e salvezza della propria anima
b.
6 Per raggiungere e conseguire questo fine, deve molto considerare e riconsiderare mediante gli esercizi e i modi di scegliere, secondo ciò che è stato spiegato
c,
7 quanta abitazione e quanti domestici debba tenere, come li debba dirigere e governare, come debba istruirli con la parola e con l’esempio
d;
8 similmente dei suoi averi: quanto debba destinare alla propria famiglia e abitazione e quanto distribuire ai poveri e ad altre opere pie
e,
9 non volendo né cercando alcun’altra cosa che, in tutto e per tutto, una maggiore lode e gloria di Dio nostro Signore.
10 Pensi, infatti, ciascuno che tanto più progredirà in tutte le cose spirituali, quanto più uscirà dal proprio amore, volere e interesse
f.
a 343,2. 344,5-6; b 23,2. 169,2. 179,1. 180. 181; c 175. 188; d 344;e 344,5-6; f 16,2. 21. 97. 146. 147. 157. 167. 199.

[TERZA SETTIMANA]

TERZA SETTIMANA

[190] 1 PRIMO GIORNO. LA PRIMA CONTEMPLAZIONE A MEZZANOTTE:
COME CRISTO NOSTRO SIGNORE ANDÒ DA BETANIA VERSO GERUSALEMME,
FINO ALL’ULTIMA CENA INCLUSAa,
E CONTIENE IN SÉ LA PREGHIERA PREPARATORIA,
TRE PRELUDI, SEI PUNTI E UN COLLOQUIO.

2 La solita preghiera preparatoriab.
a 289; b 46.

[191] 1 Il primo preludio è richiamare la storia. Qui è come Cristo nostro Signore da Betania inviò due discepoli a Gerusalemme, a preparare la cena, e dopo egli stesso vi andò con gli altri discepoli;
2 e come, dopo aver mangiato l’agnello pasquale e aver cenato, lavò loro i piedi, e diede il suo santissimo corpo e prezioso sangue ai suoi discepoli, e fece loro un discorso, dopo che Giuda andò a vendere il suo Signore.

[192] 1 Il secondo: composizione vedendo il luogo. Qui sarà considerare la strada da Betania a Gerusalemme, se ampia, se stretta, se piana, ecc.
2 Similmente il luogo della cena, se grande, se piccolo, se di una maniera o di un’altra.

[193] Il terzo: domandare quello che voglio. Qui sarà dolore, dispiacere e confusionea, perché per i miei peccati il Signore va alla passioneb.
a 48,4-5. 50. 74. 78. 195. 206; b 48,2-3. 55. 87. 104. 203. 206. 316,3.

[194] 1 Il primo punto: vedere le persone della cena; e, riflettendo in me stesso, procurare di ricavarne qualche frutto.
2
Il secondo: udire quello che dicono; e similmente ricavarne qualche frutto.
3
Il terzo: osservare quello che fanno; e ricavarne qualche fruttoa.
a 106. 108. 114-116. 122-125.

[195] 1 Il quarto: considerare quello che Cristo nostro Signore soffre nell’umanità , o vuole soffrire, secondo il passo che si contempla;
2 e qui cominciare con vigoroso impegno, a dolermi, rattristarmi, piangere
a; e così continuare a lavorare negli altri punti che seguono.
a 78. 193. 206.

[196] Il quinto: considerare come la divinità si nascondea, cioè come potrebbe distruggere i suoi nemici e non lo fa, e come lascia soffrire la santissima umanità tanto crudelissimamente.
a 223.

[197] Il sesto: considerare come tutto questo soffre per miei peccati, ecc.; e che cosa io devo fare e patire per luia.
a 43. 53,2. 61. 236.

[198] Terminare con un colloquio con Cristo nostro Signore e infine con un Pater noster.

[199] 1 Nota. Bisogna avvertire che, come sopra è in parte spiegatoa, nei colloqui dobbiamo ragionare e chiedere secondo la materia proposta;
2 cioè secondo che che mi trovi tentato o consolato, e secondo che che desideri avere l’una o l’altra virtù, secondo che che voglia dispormi verso l’una o l’altra parte
b, secondo che che voglia dolermi o rallegrarmi della cosa che contemplo,
3 finalmente chiedendo quello che più efficacemente desidero circa alcune cose particolari.
4 In questo modo si può fare un solo colloquio con Cristo nostro Signore oppure, se la materia o la devozione lo muovono, si possono fare tre colloqui: uno alla Madre, uno al Figlio, l’altro al Padre,
5 nella stessa forma che è proposta nella seconda settimana, nella meditazione delle tre categorie
c, con la nota che segued.
a 54. 61. 63. 109. 157. 225; b 13,2. 16. 97. 157. 168. 217,3. 319. 325,5. 350. 351; c 147. 156; d 157. 159,3. 168.
[200] 1 2° GIORNO .

SECONDA CONTEMPLAZIONE AL MATTINO:
DALLA CENA ALL’ORTO INCLUSOa
a 290.

2 La solita preghiera preparatoria.

[201] 1 Il primo preludio è la storia. Qui sarà, come Cristo nostro Signore discese con i suoi undici discepoli dal monte Sion, dove fece la cena, per la valle di Giosafat,
2 lasciando gli otto in una parte della valle e gli altri tre in una parte dell’orto;
3 e, ponendosi in preghiera, suda sudore come gocce di sangue ;
4 e dopo che tre volte pregò il Padre e svegliò i suoi tre discepoli, dopo che alla sua voce caddero i nemici,
5 e dopo che Giuda gli diede la pace e san Pietro tagliò l’orecchio a Malco e Cristo lo rimise al suo posto,
6 arrestato come un malfattore, lo portano giù per la valle e su per il pendio alla casa di Anna
a.
a 290. 291.

[202] Il secondo: vedere il luogoa. Qui sarà considerare la strada dal monte Sion alla valle di Giosafatb, e similmente l’orto, se lungo, se largo, se di una maniera, se di un’altra.
a 47. 91. 103; b 112. 158. 192.

[203] Il terzo consiste nel domandare quello che voglio, quello che è propriamente da domandare nella passione: dolore cona Cristo addolorato, strazio con Cristo straziato, lacrime, intima pena di tanta pena che Cristo soffrì per meb.
a 95,5; b 48,2-3. 55. 78. 87. 104. 193. 195. 202. 206. 316,3.

[204] 1 Prima nota. In questa seconda contemplazione, dopo avere fatto la preghiera preparatoria con i tre preludi già detti, per i punti e i colloqui si terrà lo stesso modo di procedere che si tenne nella prima contemplazione della cenaa.
2 E all’ora di messa e vespri si faranno due ripetizioni
b, sulla prima e seconda contemplazione, e dopo, prima di cena, si applicheranno i sensic sulle due suddette contemplazionid;
3 sempre premettendo la preghiera preparatoria e i tre preludi, secondo l’argomento, nella stessa forma che si è detta e spiegata nella seconda settimana
e.
a 194-198; b 62. 134. 148; c 121. 133. 227; d 72. 227; e 118,3. 119. 128. 133. 159.

[205] Seconda nota. Secondo che l’età, la disposizione e il temperamentoa aiutino, la persona che si esercita farà ogni giorno i cinque esercizi o menob.
a 4,5-7. 18. 72,2. 129; b 12. 72. 128. 133. 227.

[206] 1 Terza nota. In questa terza settimana si cambieranno in parte la seconda e sesta nota complementare.
2 La seconda: appena svegliato, tenendo presente dove vado e a che fine, riassumendo un poco la contemplazione che voglio fare, secondo il mistero da contemplare
a,
3 mentre mi alzo e mi vesto, mi sforzerò di rattristarmi e dolermi per tanto dolore e tanto soffrire di Cristo nostro Signore
b.
4 La sesta
a si muterà, procurando di non richiamare pensieri allegri, anche se buoni e santi, così come sono di risurrezione e di gloria, ma piuttosto inducendo me stesso a dolore, pena e straziob,
5 richiamando frequentemente alla memoria fatiche, sofferenze e dolori, che Cristo nostro Signore sostenne dal momento in cui nacque
c fino al mistero della passione, nel quale al presente mi trovod.
a 74. 78. 130. 229; b 195; c 116; d 78. 100. 127. 130.

[207] Quarta nota. L’esame particolare sopra gli esercizi e note complementari presenti si farà così come si è fatto nella settimana passataa.
a 6,1-2. 90. 130. 160.

[208] 1 IL SECONDO GIORNO, a mezzanotte: contemplazione dall’orto alla casa di Anna inclusaa, e al mattino dalla casa di Anna alla casa di Caifa inclusab;
2 e poi le due ripetizioni e l’applicare i sensi, secondo ciò che sta già detto
c.

3 IL TERZO GIORNO, a mezzanotte: dalla casa di Caifa a Pilato inclusod, e al mattino da Pilato a Erode inclusoe,
4 e poi le ripetizioni e i sensi, nella forma già detta
c.

5 IL QUARTO GIORNO, a mezzanotte: da Erode a Pilatof, facendo e contemplando fino alla metà dei misteri della medesima casa di Pilato;
6 e dopo, nell’esercizio del mattino, gli altri misteri che restarono della medesima casa, e le ripetizioni e i sensi come sta dettoc.

7 IL QUINTO GIORNO, a mezzanotte: dalla casa di Pilato fino all’essere posto in croceg, e al mattino da che fu innalzato in croce fino a che spiròh; poi le due ripetizioni e i sensi.

8 IL SESTO GIORNO, a mezzanotte: dalla deposizione dalla croce fino al sepolcro esclusoi, e al mattino dal sepolcro incluso fino alla casa dove nostra Signora andò, dopo che suo Figlio fu sepolto.

9 IL SETTIMO GIORNO: contemplazione di tutta la passione insieme, nell’esercizio della mezzanotte e della mattina;
10 e al posto delle due ripetizioni e dei sensi, considerare tutto quel giorno, quanto più spesso si potràl; come il corpo santissimo di Cristo nostro Signore rimase sciolto e separato dall’animam, e dove e come fu sepolto.
11 Similmente si consideri la solitudine di nostra Signora, con tanto dolore e sofferenza; poi, dall’altra parte, quella dei discepoli.
a 291; b 292; c 204; d 293; e 294; f 295; g 296; h 297; i 298; l 164; m 219.

[209] 1 Nota. È da notare che chi vuole trattenersi più a lungoa nella passione deve prendere in ciascuna contemplazione meno misteri, cioè nella prima contemplazione solamente la cena,
2 nella seconda la lavanda dei piedi; nella terza il dare loro il sacramento; nella quarta il discorso che Cristo fece loro; e così per le altre contemplazioni e misteri.
3 Così pure, finita la passione, prenda un giorno intero la metà di tutta la passione, e il secondo giorno l’altra metà, e il terzo giorno tutta la passione.
4 Al contrario, chi vorrà abbreviare la passione prenda a mezzanotte la cena, al mattino l’orto, all’ora di messa la casa di Anna, all’ora dei vespri la casa di Caifa, al posto dell’ora prima di cena la casa di Pilato;
5 di modo che, non facendo ripetizioni né applicando i sensi, faccia ogni giorno cinque esercizi distinti, e in ogni esercizio un mistero diverso di Cristo nostro Signore.
6 Dopo aver così esaurita tutta la passione, può fare un altro giorno tutta la passione insieme, in un esercizio o in diversi, come gli sembrerà meglio che per ricavarne frutto
b.
a 4,5-7. 8-10. 162,1. 226,5; b 17,3. 18. 162,1. 226,5.

[210] 1 REGOLE PER ORDINARSI NEL MANGIARE PER L’AVVENIRE

2 La prima regola. Dal pane conviene astenersi meno, perché non è cibo sul quale l’appetito suole essere tanto disordinato o su cui la tentazione insista, come negli altri cibi.

[211] 1 La seconda. Circa il bere, l’astinenza sembra più conveniente che circa il mangiare il pane;
2 pertanto si deve molto considerare quello che giova, per ammetterlo, e quello che fa danno per eliminarlo.

[212] 1 La terza. Circa gli altri cibi, si deve osservare una maggiore e più completa astinenza; perché in questo campo l’appetito è più incline a disordine e la tentazione è più insistente;
2. e così l’astinenza nei cibi per evitare disordine si può tenere in due modi: uno, abituandosi a mangiare cibi grossolani; l’altro, se delicati, in piccola quantità.

[213] 1. La quarta. Facendo attenzione a non cadere in infermitàa, quanto più la persona toglierà dal conveniente, più presto giungerà al giusto mezzob da tenere nel mangiare e nel bere, per due ragioni:
2 la prima perché, aiutandosi e disponendosi così, sentirà molte volte di più le interne cognizioni, consolazioni e divine ispirazioni, mediante le quali le sarà indicato il (giusto) mezzo che le conviene
c;
3 la seconda, se in tale astinenza la persona si vede debilitata nel fisico e meno disposta per gli esercizi spirituali, facilmente potrà giudicare quello che più conviene al suo sostentamento corporale.
a 83,2. 84,2. 86,2. 89,5. 129; b 84,3. 229. 350; c 89,5. 318,2. 336.

[214] 1 La quinta. Durante il pasto, la persona faccia conto di vedere Cristo nostro Signore che mangia con i suoi apostoli, e come beve, come guarda, come parla; e procuri di imitarloa.
2 Di modo che l’attenzione sia occupata principalmente nella considerazione di nostro Signore e secondariamente nel sostentamento del corpo;
3 perché così si raggiunga una maggiore armonia e ordine nel modo di comportarsi e di governarsi.
a 248.

[215] 1 La sesta. Durante il pasto, un’altra volta si può fare un’altra considerazione, o sulla vita dei santi o su qualche pia contemplazione o su qualche attività spirituale da fare;
2. perché, con l’attenzione concentrata su queste cose, si sentirà minore gusto e soddisfazione nel mangiare.

[216] 1 La settima. Bisogna evitare che l’animo sia tutto intento a quello che si mangia, e che uno mangi in fretta spinto dall’appetito ;
2 al contrario bisogna avere padronanza di sé, sia nel modo di mangiare sia nella quantità.

[217] 1 L’ottava. Per evitare disordine, giova assai che, dopo pranzo o dopo cena, o in altra ora in cui non senta appetito di mangiare,
2 la persona determini dentro di sé la quantità che conviene che mangi nel prossimo pranzo o cena e così di seguito ogni giorno.
3 Non vada oltre tale misura per nessun appetito né tentazione; anzi, per meglio vincere ogni appetito disordinato e tentazione del nemico, se è tentato di mangiare più, mangi meno
a.
a 13,2. 16,2. 21. 97. 157. 168. 199. 217,3. 319. 325,5. 350. 351.

[QUARTA SETTIMANA]

QUARTA SETTIMANA

[218] 1 LA PRIMA CONTEMPLAZIONE:
COME CRISTO NOSTRO SIGNORE APPARVE A NOSTRA SIGNORAa

2 La solita preghiera preparatoria.
a 299.

[219] 1 Il primo preludio è la storia. Qui è come, dopo che Cristo spirò in croce e il corpo rimase separato dall’anima e con esso sempre unita la divinità, l’anima beata, unita anch’essa alla divinità, discese agli inferi;
2 da dove, dopo aver liberato le anime giuste ed essere venuto al sepolcro, risuscitato
a apparve alla sua benedetta Madre in corpo e in animab.
a 311,3-4. 298; b 298.

[220] Il secondo: composizione vedendo il luogo. Qui sarà vedere la disposizione del santo sepolcro e il luogo o casa di nostra Signora, osservandone le singole parti; similmente la stanza, il posto della preghiera, ecc.a.
a 103. 112. 151. 232.

[221] Il terzo: domandare quello che voglio. Qui sarà chiedere grazia per rallegrarmi e godere intensamentea di tanta gloria e gioia di Cristo nostro Signoreb.
a 316,4. 329,1. 334,3; b 48,2-3. 78. 130. 206. 229.

[222] Il primo, secondo e terzo punto siano quelli soliti che abbiamo indicato nella cena di Cristo nostro Signorea.
a 194.

[223] Il quarto: considerare come la divinità, che sembrava nascondersi nella passionea, appare e si manifesta ora così miracolosamente nella santissima risurrezione, attraverso i suoi veri e santissimi effettib.
a 196; b 124.

[224] Il quinto: considerare il compito di consolatore che Cristo nostro Signore svolge, paragonandolo al modo con cui gli amici sono soliti consolare gli altria.
a 54. 61. 109. 199.

[225] Finire con un colloquio, o colloqui, secondo la materia trattataa, e un Pater noster.
a 54. 61. 109. 147. 156. 157.

[226] 1 Prima nota. Nelle contemplazioni seguenti si proceda per tutti i misteri della risurrezione, nella maniera sotto indicataa, fino all’ascensione inclusab,
2 usando e mantenendo nel resto, in tutta la settimana della risurrezione, il medesimo modo di procedere che si è tenuto in tutta la settimana della passione
c.
3 Di modo che, per questa prima contemplazione della risurrezione, quanto ai preludi ci si regoli secondo l’argomento;
4 e quanto ai cinque punti, siano gli stessi; e ugualmente le note complementari di cui si dirà più avanti
d;
5 e così in tutto il resto ci si può regolare secondo il modo esposto nella settimana della passione, cioè nelle ripetizioni, nei cinque sensi, nell’abbreviare o allungare i misteri, ecc.
e.
a 227; b 300-312; c 199. 204; d 229; e 4,5-7. 4,8-10. 17,3. 18. 162,1. 209,6.

[227] 1 Seconda nota. Comunemente in questa quarta settimana è conveniente, più che nelle altre tre passate, fare quattro esercizi e non cinquea.
2 Il primo al mattino, appena alzato; il secondo all’ora di messa o prima di mangiare, al posto della prima ripetizione; il terzo all’ora dei vespri, al posto della seconda ripetizione;
3 il quarto prima di cenare, applicando i cinque sensi sui tre esercizi dello stesso giorno
b, notando e soffermandosi nelle parti più importanti e dove si siano sentiti maggiori mozioni e gusti spiritualic.
a 12. 72. 128. 133; b 205; c 6,1-2. 62,2. 118,3. 254. 313ss.

[228] 1 Terza nota. Dato che in tutte le contemplazioni è stato proposto un numero determinato di punti, come tre o cinque, ecc., la persona che contempla può stabilire più o meno punti come meglio si troverà;
2 perciò giova molto, prima di entrare nella contemplazione, prevedere e annotare in numero determinato
a i punti che deve trattare.
a 162,3. 238,2. 261.

[229] 1 Quarta nota. In questa quarta settimana, di tutte le dieci note complementari si devono mutare la seconda, la sesta, la settima e la decima.
2 La seconda: appena svegliato
a, prospettarmi la contemplazione da fare, desiderando essere toccato e allietato per tanta gioia e letizia di Cristo nostro Signoreb.
3 La sesta
c: richiamare alla memoria e pensare cose che suscitano piacere, letizia e gioia spirituale, come ad esempio la gloria.
4 La settima
d: servirsi della luce o dei vantaggi delle stagioni, come il fresco d’estate, e il sole o calore d’inverno, nella misura in cui l’anima pensi o ritienga che sia di aiuto per gioire nel suo Creatore e Redentore.
5 La decima
e: al posto della penitenza, si osservi la temperanza e il giusto mezzof in tutto, a meno che non ci siano prescrizioni di digiuni o astinenze stabiliti dalla Chiesa; perché questi si devono sempre osservare, a meno che non ci sia giusto impedimento.
a 74. 130. 206; b 48,2-3. 221; c 78. 130. 206. 221; d 23,4. 79. 130; e 82. 130; f 84,3. 213. 350.

[230] 1 CONTEMPLAZIONE PER GIUNGERE AD AMARE

2 Nota. Anzitutto conviene avvertire due cose.
La prima è che l’amore si deve porre più nelle opere
a che nelle parole.
a 367. 368.

[231] 1 La seconda è che l’amore consiste nella comunicazione reciproca, cioè nel dare e comunicare l’amante all’amato quello che ha, o di quello che ha o può, e così a sua volta l’amato all’amante;
2 di maniera che se l’uno ha scienza la dia a chi non l’ha, e così se onori, se ricchezze l’uno all’altroa.
3
Preghiera solitab.
a 234,4-5. 235,3. 236,2; b 46.

[232] Primo preludio: composizionea. Qui è vedere come sto davanti a Dio nostro Signore, agli angeli, ai santi che intercedono per meb.
a 47. 91. 103. 112. 151; b 98,1. 151.

[233] Il secondo: chiedere quello che voglio. Qui sarà chiedere conoscenza interna di tanto bene ricevuto, perché riconoscendolo interamente io possa in tutto amare e servire sua divina maestàa.
a 23,7. 152. 169,6. 316,2. 363,1.

[234] 1 Il primo punto: richiamare alla memoria i benefici ricevutia nella creazione e nella redenzione e i doni particolari;
2 ponderando con molto affetto
b quanto ha fatto Dio nostro Signore per me, e quanto mi ha dato di quello che ha; quindi di conseguenza il medesimo Signore desidera darsi a me, in quanto può, secondo il suo disegno divino.
3 E con questo riflettere in me stesso, considerando con molta ragione e giustizia quello che io devo da parte mia offrire e dare a sua divina maestà, cioè tutte le mie cose e me stesso con esse, come uno che offre con molto affetto
c.

4 Prendi, Signore, e ricevi
tutta la mia libertà,
la mia memoria,
la mia intelligenza
e tutta la mia volontà,
tutto ciò che ho e possiedod;
5. tu me lo hai dato,
a te, Signore, lo ridono;
tutto è tuo,
di tutto disponi secondo ogni tua volontà
e;
dammi il tuo amore e la tua grazia;
questo mi basta .
a 43. 55; b 164; c 5. 98,1; d 5; e 5. 180.

[235] 1 Il secondo: osservare come Dio abita nelle creaturea: negli elementi dando essere, nelle piante facendo vegetare, negli animali fornendoli di sensi, negli uomini dando l’intendere;
2 e così in me dandomi essere, vita, sensi e facendomi intendere ; così pure col fare di me un tempio, essendo io creato a somiglianza e immagine di sua divina maestà.
3 Similmente riflettere in me stesso, nel modo detto nel primo punto, o in altro modo che senta migliore. Nella stessa maniera si farà su ogni punto che segue.
a 39.

[236] 1 Il terzo: considerare come Dio fatica e operaa per me in tutte le cose create sulla faccia della terra, cioè si comporta come uno che lavora .
2 Così nei cieli, negli elementi, nelle piante, frutti, armenti, ecc., dando essere, conservando, facendo vegetare, dando i sensi, ecc. Poi riflettere in me stesso
b.
a 43. 53. 61. 197; b 43. 197. 234. 235.

[237] 1 Il quarto: considerare come tutti i beni e doni discendono dall’altoa, per esempio la mia limitata potenza dalla somma e infinita di lassù, e così la giustizia, bontà, pietà, misericordia, ecc.b; così come dal sole discendono i raggi, dalla fonte le acque, ecc.
2 Dopo terminare riflettendo in me stesso, come si è detto
c. Finire con un colloquio e un Pater noster.
a 180,1. 184. 338; b 59. 258; c 234. 235.

[238] 1 TRE MODI DI PREGARE.

[PRIMO MODO DI PREGARE:]
E PRIMO, SUI COMANDAMENTI

2 Il primo modo di pregare è sopra i dieci comandamenti e i sette vizi capitali, le tre facoltà dell’anima e i cinque sensi del corpoa;
3 questo modo di pregare consiste più nel dare una forma, un modo ed esercizi, perché l’anima si prepari e faccia frutto, e perché la preghiera sia accetta, piuttosto che dare un vero e proprio metodo di preghiera
b.
a 18,7; b 162,3. 228. 261.

[239] 1 Innanzi tutto, si faccia l’equivalente della seconda nota complementare della seconda settimanaa, cioè, prima di entrare nella preghiera si riposi un poco lo spirito, sedendo o passeggiando, come meglio sembrerà, considerando dove vado e a cheb.
2 E questa stessa nota complementare si seguirà all’inizio di tutti i modi di pregare
c.
a 73. 131; b 75; c 250. 258.

[240] 1 Una preghiera preparatoriaa: per esempio chiedere grazia a Dio nostro Signore perché possa conoscere in che cosa ho mancato circa i dieci comandamenti;
2 e così pure chiedere grazia e aiuto per emendarmi in avvenire
b, domandando perfetta intelligenza di essi per meglio osservarli, e per maggiore gloria e lode di sua divina maestà.
a 248; b 61.

[241] 1 Per il primo modo di pregare, conviene considerare e pensare, nel primo comandamento, come l’ho osservato e in che cosa ho mancato;
2 soffermandomi il tempo necessario per dire tre volte Pater noster e tre volte Ave Maria,
3 e se in questo tempo scopro mie mancanze, chiedere venia e perdono di esse, e dire un
Pater noster.
4 E in questo stesso modo si faccia in ciascuno di tutti i dieci comandamenti.

[242] 1 [Prima nota]. Bisogna notare che quando uno si sofferma a pensare su un comandamento nel quale trova che non ha abitudine alcuna di peccare, non è necessario che si trattenga tanto tempo;
2 ma, nella misura in cui scopra di cadere di più o di meno in quel comandamento, deve di più o di meno fermarsi nella considerazione ed esame di esso.
3 E lo stesso si osservi nei vizi capitali.

[243] 1 Seconda nota. Concluso il discorso su tutti i comandamenti, dopo essermi accusato e aver chiesto grazia e aiuto per emendarmi in avvenirea,
2 devo terminare con un colloquio con Dio nostro Signore, secondo l’argomento trattato .
a 61. 240. 257.

[244] 1 SECONDO, SUI VIZI CAPITALI

2 [Modo.] Circa i sette vizi capitali dopo la nota complementarea si faccia la preghiera preparatoria nella maniera già dettab,
3 solo cambiando la materia che qui riguarda i vizi che si devono evitare, e prima era dei comandamenti che si devono osservare;
4 e similmente si osservino l’ordine e regola già detta e il colloquio
c.
a 239; b 240; c 241-243.

[245] Per meglio conoscere le colpe commesse nei vizi capitali, si considerino i loro contrari, e così, per meglio evitarli, si proponga e si procuri, con santi esercizia, di acquistare e conservare le sette virtù ad essi contrarie.
a 24.

[246] 1TERZO, SOPRA LE FACOLTÀ DELL’ANIMA

2 Modo . Nelle tre facoltà dell’anima si osservi lo stesso ordine e regola che nei comandamenti, facendo la nota complementare corrispondente, la preghiera preparatoria e il colloquioa.
a 239-243.

[247] 1 QUARTO, SUI CINQUE SENSI DEL CORPO

2 Modo. Circa i cinque sensi del corpo si terrà sempre lo stesso ordine, cambiando la materia.

[248] 1 Chi vuole imitare nell’uso dei propri sensi Cristo nostro Signorea si raccomandi nella preghiera preparatoria a sua divina maestà e, dopo avere considerato ciascuno dei sensi, dica un’Ave Maria o un Pater noster;
2 e chi vuole imitare nell’uso dei sensi nostra Signora, si raccomandi a lei nella preghiera preparatoria perché gli ottenga grazia dal Figlio suo e Signore per questo e, dopo aver considerato ciascuno dei sensi, dica un’
Ave Maria.
a 214.

[249] SECONDO MODO DI PREGARE:
È CONTEMPLANDO IL SIGNIFICATO DI OGNI PAROLA DELLA ORAZIONE

[250] La stessa nota complementare del primo modo di pregare si applicherà in questo secondoa.
a 239. 258.

[251] La preghiera preparatoria si farà conforme alla persona a cui si indirizza la preghieraa.
a 248.

[252] 1 Secondo modo di pregare: la persona, in ginocchio o seduta, secondo che si trovi più disposta e una maggiore devozione l’accompagnia, tenendo gli occhi chiusi o fissi in un luogo senza andare con essi vagando, dica Pater;
2 e stia nella considerazione di questa parola tanto tempo quanto trova significati, paragoni, gusti e consolazione in considerazioni pertinenti a tale parola;
3 e allo stesso modo faccia in ogni parola del
Pater noster o di qualsiasi altra orazione che in questo modo voglia pregare.
a 76. 254.

[253] Prima regola : la persona rimarrà nella maniera già detta un’ora in tutto il Pater noster; finito il quale dirà un’Ave Maria, Credo, Anima Christi e Salve Reginaa, vocalmente o mentalmente, secondo il modo consueto.
a 258.

[254] 1 Seconda regola: se la persona che contempla il Pater noster trovasse in una sola parola o in due tanta buona materia su cui pensare, e gusto e consolazionea,
2 non si curi di passare avanti, anche se finisce l’ora in quello che trova
b; finita la quale, dirà il resto del Pater noster nel modo consueto.
a 2. 6,1-2. 62,2. 118,3. 227,3. 252,3. 313ss; b 76,2.

[255] 1 Terza regola: se in una parola o due del Pater noster si è fermato per un’ora interaa, un altro giorno, quando vorrà tornare alla preghiera, dica la suddetta parola o le due, secondo il solito,
2 e riprenda a contemplare dalla parola che segue immediatamente, come si è detto nella seconda regola.
a 12. 128.

[256] Prima nota. Bisogna avvertire che, finito il Pater noster in uno o in molti giorni, si deve fare lo stesso con l’Ave Maria, e poi con le altre preghiere; in modo che per qualche tempo sempre si eserciti in una di esse.

[257] Seconda nota. Finita l’orazione, chieda in poche parole, rivolgendosi alla persona alla quale è diretta la preghiera, le virtù o grazie di cui sente avere maggiore necessitàa.
a 240. 243.

[258] 1 TERZO MODO DI PREGARE:
A RITMO

2 La nota complementare sarà la stessa del primo e del secondo modo di pregarea.
3
La preghiera preparatoria sarà come nel secondo modo di pregareb.
4
Terzo modo di pregare: a ogni respiro o alito si deve pregare mentalmente, dicendo una parola del Pater noster o di altra orazione che si recita, in modo che una sola parola si dica tra un respiro e l’altro,
5 e durante questo tempo, si consideri principalmente il significato di tale parola, o la persona che si prega, o la pochezza di se stesso, o la differenza tra tanta altezza e tanta bassezza propria
c;
6 e con la medesima forma e regola procederà nelle altre parole del
Pater noster; e le altre orazioni, cioè Ave Maria, Anima Christi, Credo e Salve Regina, si diranno secondo il solitod.
a 239. 250; b 251; c 59. 237; d 253.

[259] Prima regola : in altro giorno, o in altra ora che si desidera pregare, dica l’Ave Maria a ritmo, e le altre preghiere, secondo il solito, e così di seguito procedendo con le altre.

[260] Seconda: chi volesse trattenersi di più nella preghiera a ritmo può dire tutte le sopraddette orazioni o parte di esse osservando lo stesso ordine del respiro a ritmo, come si è dichiaratoa.
a 258.

[261] 1 I MISTERI DELLA VITA DI CRISTO NOSTRO SIGNORE

2 Nota. Bisogna avvertire che in tutti i misteri seguenti, tutte le parole racchiuse tra parentesi sono dello stesso vangelo, e non quelle che stanno fuori;
3 e in ciascun mistero, generalmente, si troveranno tre punti per meditare e contemplare in essi con maggiore facilità
a.
a 2,1. 162,3. 228. 238,2.

[262] 1 DELL’ANNUNCIAZIONE A NOSTRA SIGNORA
SCRIVE SAN LUCA NEL PRIMO CAPITOLO, 26-38a

2 Primo punto. L’angelo san Gabriele, salutando nostra Signora, le annunziò il concepimento di Cristo nostro Signore.
3 “Entrando l’angelo dove stava Maria, la salutò dicendole: “Dio ti salvi, piena di grazia; concepirai nel tuo grembo e partorirai un figlio””.
4
Secondo. L’angelo conferma quello che ha detto a nostra Signora, annunziando il concepimento di san Giovanni Battista, dicendole: “E guarda che Elisabetta, tua parente, ha concepito un figlio nella sua vecchiaia”.
5
Terzo. Rispose all’angelo nostra Signora: “Ecco la serva del Signore: si compia in me secondo la tua parola”.
a 101ss.

[263] 1 DELLA VISITA DI NOSTRA SIGNORA A ELISABETTA
DICE SAN LUCA NEL PRIMO CAPITOLO, 39-56a

2 Primo. Quando nostra Signora visitò Elisabetta, san Giovanni Battista, stando nel grembo di sua madre, sentì la visita che fece nostra Signora:
3 “E come udì Elisabetta il saluto di nostra Signora, sussultò il bimbo nel suo grembo;
4 e piena di Spirito Santo, Elisabetta esclamò a gran voce e disse: “Benedetta sii tu tra le donne, e benedetto sia il frutto del tuo grembo””.
5
Secondo. Nostra Signora canta il cantico, dicendo: “Magnifica la mia anima il Signore”.
6 Terzo. “Maria rimase con Elisabetta quasi tre mesi, e poi tornò a casa sua”.
a 162,2.

[264] 1 DELLA NASCITA DI CRISTO NOSTRO SIGNORE
DICE SAN LUCA NEL CAPITOLO SECONDO, 1-14a

2 Primo. Nostra Signora e il suo sposo Giuseppe vanno da Nazaret a Betlemme: “Salì Giuseppe dalla Galilea a Betlemme per professare sudditanza a Cesare, con Maria sua sposa e donna già incinta”.
3
Secondo. “Partorì il suo Figlio primogenito e lo avvolse con panni e lo pose nella mangiatoia”.
4
Terzo. “Si raccolse una moltitudine di esercito celestiale che diceva: “Gloria sia a Dio nei cieli””.
a 110ss.

[265] 1 DEI PASTORI
SCRIVE SAN LUCA NEL CAPITOLO SECONDO, 8-20a

2 Primo. La natività di Cristo nostro Signore si manifesta ai pastori per mezzo dell’angelo: “Annunzio a voi grande gioia, perché oggi è nato il salvatore del mondo”.
3
Secondo. I pastori vanno a Betlemme: “Vennero in fretta e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino posto nella mangiatoia”.
4
Terzo. “Tornarono i pastori glorificando e lodando Dio”.
a 162,2.

[266] 1 DELLA CIRCONCISIONE
SCRIVE SAN LUCA NEL CAPITOLO SECONDO, 21a

2 Primo. Circoncisero il bambino Gesù.
3
Secondo. “Gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che nel grembo fosse concepito”.
4
Terzo. Rendono il bambino a sua Madre, che aveva compassione del sangue che da suo figlio usciva.
a 162,2.

[267] 1 DEI TRE RE MAGI
SCRIVE SAN MATTEO NEL CAPITOLO SECONDO, 1-12a

2 Primo. I tre re magi, lasciandosi guidare dalla stella, vennero ad adorare Gesù, dicendo: “Abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti ad adorarlo”.
3
Secondo. Lo adorarono e gli offrirono doni: “Prostrandosi per terra lo adorarono e gli presentarono doni: oro, incenso e mirra”.
4
Terzo. “Ricevettero risposta, mentre dormivano, che non tornassero da Erode e per altra via tornarono alla loro regione”.
a 162,2.

[268] 1 DELLA PURIFICAZIONE DI NOSTRA SIGNORA
E PRESENTAZIONE DEL BAMBINO GESÙ
SCRIVE SAN LUCA, CAPITOLO SECONDO, 22-39a

2 Primo. Portano il bambino Gesù al tempio perché sia presentato al Signore come primogenito e offrono per lui “un paio di tortore o due giovani colombi”.
3
Secondo. Simeone, venendo al tempio, “lo prese nelle sue braccia dicendo: “Ora, Signore, lascia il tuo servo in pace””.
4
Terzo. Anna, “sopraggiunta, lodava il Signore e parlava di lui a tutti quelli che aspettavano la redenzione d’Israele”.
a 132.

[269] 1 DELLA FUGA IN EGITTO
SCRIVE SAN MATTEO NEL CAPITOLO SECONDO, 13-18a

2 Primo. Erode voleva uccidere il bambino Gesù, e così uccise gli innocenti; e prima della loro morte l’angelo avvertì Giuseppe che fuggisse in Egitto: “Alzati e prendi il bambino e sua madre e fuggi in Egitto”.
3
Secondo. Partì per l’Egitto: “Ed egli, alzandosi di notte, partì per l’Egitto”.
4
Terzo. Rimase lì fino alla morte di Erode.
a 132.

[270] 1 DI COME CRISTO NOSTRO SIGNORE TORNÒ DALL’EGITTO
SCRIVE SAN MATTEO NEL CAPITOLO SECONDO, 19-23

2 Primo. L’angelo avverte Giuseppe di tornare in Israele: “Alzati e prendi il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele”.
3
Secondo. Alzatosi, venne nella terra d’Israele.
4
Terzo. Poiché nella Giudea regnava Archelao, figlio di Erode, si ritirò a Nazaret.

[271] 1 DELLA VITA DI CRISTO NOSTRO SIGNORE
DAI DODICI ANNI FINO AI TRENTA
SCRIVE SAN LUCA NEL CAPITOLO SECONDO, 51-52a

2 Primo. Era obbediente ai suoi genitori, “cresceva in sapienza, età e grazia”.
3
Secondo. Pare che esercitasse l’arte di carpentiere, come sembra indicare san Marco nel capitolo sesto: “Non è forse questo quel carpentiere?”.
a 134.

[272] 1 DELLA VENUTA DI GESÙ AL TEMPIO
QUANDO AVEVA DODICI ANNI
SCRIVE SAN LUCA NEL CAPITOLO SECONDO, 41-50a

2 Primo. All’età di dodici anni, Cristo nostro Signore salì da Nazaret a Gerusalemme.
3
Secondo. Cristo nostro Signore restò in Gerusalemme e non lo seppero i suoi genitori.
4
Terzo. Passati i tre giorni, lo trovarono che discuteva nel tempio e seduto in mezzo ai dottori; e avendogli domandato i suoi genitori dove era stato, rispose: “Non sapevate che mi conviene stare nelle cose che sono di mio Padre?”.
a 134.

[273] 1 DI COME CRISTO FU BATTEZZATO
SCRIVE SAN MATTEO NEL CAPITOLO TERZO, 13-17a

2 Primo. Cristo nostro Signore, dopo essersi congedato dalla sua benedetta madre, venne da Nazaret al fiume Giordano, dove stava san Giovanni Battista.
3
Secondo. San Giovanni battezzò Cristo nostro Signore e, poiché egli voleva scusarsi, reputandosi indegno di battezzarlo, gli disse Cristo: “Fa’ questo per il momento, perché così è necessario che compiamo tutta la giustizia”.
4
Terzo. Venne lo Spirito Santo e la voce del Padre dal cielo, affermando: “Questo è mio Figlio amato, del quale sono molto soddisfatto”.
a 158.

[274] 1 DI COME CRISTO FU TENTATO
SCRIVONO SAN LUCA NEL QUARTO CAPITOLO, 1-13
E MATTEO, QUARTO CAPITOLO, 1-11a

2 Primo. Dopo essere stato battezzato andò nel deserto, dove digiunò quaranta giorni e quaranta notti.
3
Secondo. Fu tentato dal nemico tre volte: “Avvicinandosi a lui, il tentatore gli dice: “Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre si trasformino in pane; buttati giù da qui; tutto questo che vedi ti darò, se prostrato in terra mi adorerai””.
4
Terzo</