(Il Discernimento Spirituale)* La fiducia in Dio

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Siracide 11,12-28

12 C’è chi è debole e ha bisogno di soccorso, chi è privo di beni e ricco di miseria: eppure il Signore lo guarda con benevolenza, lo solleva dalla sua bassezza 13 e lo fa stare a testa alta, sì che molti ne sono stupiti.

14 Bene e male, vita e morte, povertà e ricchezza, tutto proviene dal Signore. 15 Sapienza, senno e conoscenza della legge vengono dal Signore; carità e rettitudine sono dono del Signore.

16 Errore e tenebre sono per gli empi e il male resta per i malvagi. 17 Il dono del Signore è assicurato ai pii e il suo favore li rende felici per sempre.

18 C’è chi è ricco a forza di attenzione e di risparmio; ed ecco la parte della sua ricompensa:   19  mentre dice: «Ho trovato riposo; ora mi godrò i miei beni», non sa quanto tempo ancora trascorrerà;
lascerà tutto ad altri e morirà.

20 Sta’ fermo al tuo impegno e fanne la tua vita, invecchia compiendo il tuo lavoro. 21 Non ammirare le opere del peccatore, confida nel Signore e persevera nella fatica, perché è facile per il Signore
arricchire un povero all’improvviso.

22 La benedizione del Signore è la ricompensa del pio; in un istante Dio farà sbocciare la sua benedizione.

23 Non dire: «Di che cosa ho bisogno e di quali beni disporrò d’ora innanzi?». 24 Non dire: «Ho quanto mi occorre; che cosa potrà ormai capitarmi di male?».

25 Nel tempo della prosperità si dimentica la sventura; nel tempo della sventura non si ricorda la prosperità.

26 È facile per il Signore nel giorno della morte rendere all’uomo secondo la sua condotta.   27   L’infelicità di un’ora fa dimenticare il benessere; alla morte di un uomo si rivelano le sue opere.
28 Prima della fine non chiamare nessuno beato; un uomo si conosce veramente alla fine.

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Il Signore parla al cuore di ciascuno di noi, ascoltarlo significa valutare bene le situazioni in cui ci troviamo e, se lo desideriamo, viverle nella sua volontà, non dimentichiamo ciò che ci disse nel Vangelo di Giovanni…

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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto, sempre se lo desideriamo.

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(Le foto eventuali, dei personaggi, sono state prese su Google / Immagini, per cui, anche se le loro azioni sono in sintonia con l’argomento trattato, non necessariamente debbono corrispondere ai personaggi stessi di questo articolo).

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