La collina era talmente ampia che pareva non avesse orizzonte e talmente trapunta di pratoline da sembrare un immenso guanciale per il cielo.

Da qualche parte, in quel mare di fiori, una pratolina era triste.

Risultati immagini per pratolina“Che malinconia”, pensava, “essere eguale a tutte le mie sorelle. Nulla che ci distingua le une dalle altre. E poi è tutto cosi monotono: ci apriamo al sole, ci chiudiamo alla notte, e, sopra di noi, sempre il solito cielo. Credevo che vivere fosse più bello…”.

In quel momento, un uomo si sedette accanto a lei con un bimbo. Teneva in mano un dono per il tempio, uno di quei doni cosi comuni in Oriente, fatto di pane e frutti e fiori, che stanno a significare un ringraziamento totale per la bellezza del creato.

“Vedi, figlio mio, che meraviglia?”, disse l’uomo: “Tra tutta questa infinità di pratoline, non ce n’è una che sia eguale all’altra!”.

La pratolina pensò: “Che uomo stolto. Dovrebbe dire il contrario”.

L’uomo continuò: “Paiono tutte eguali, eppure… anche se tutte avessero egual quantità di radici, e non la hanno; anche se tutte avessero egual numero di foglie, e non lo hanno; anche se tutte avessero stelo di pari altezza, e non lo hanno; anche se tutte avessero pari numero di petali, e non lo hanno; anche se tutte avessero la corolla di eguali dimensioni, e non la hanno; avrebbero pur sempre un diverso numero di cellule, e disposte in modo differente, e palpitanti in modo dissimile…”.

La pratolina ascoltava col cuore in gola.

“Ne prendiamo una”, continuò l’uomo, “per dare un tocco speciale al nostro dono?”

“Sì”, disse il bambino, “la più bella”.

La pratolina triste senti le dita del bimbo cingerle lo stelo e fu felice di essere così diversa dalle altre.

Gli esseri umani, anche se simili, nessuno è uguale all’altro, tutti siamo unici e utili al creato, ognuno nel proprio stato e condizione. Accettiamo questo per essere graditi a Dio e lasciamoci plasmare dal suo amore per diventare belli ai suoi occhi, come la pratolina lo è ai nostri.

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Il Signore parla al cuore di ciascuno di noi, ascoltarlo significa valutare bene le situazioni in cui ci troviamo e, se lo desideriamo, viverle nella sua volontà, non dimentichiamo ciò che ci disse nel Vangelo di Giovanni…

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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto, sempre se lo desideriamo.

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(Le foto eventuali, dei personaggi, sono state prese su Google / Immagini, per cui, anche se le loro azioni sono in sintonia con l’argomento trattato, non necessariamente debbono corrispondere ai personaggi stessi di questo articolo).

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