(Cristianesimo Cattolico)* 55 – In che senso Noè era giusto e integro?

Genesi 6:9 Questo versetto non afferma che Noè era perfetto, e non lo dobbiamo considerare in quel modo. Era un peccatore, come tutti dopo la caduta di Adamo (vedi Gen 9:21).

Il versetto dice solo che era giusto e integro “ai suoi tempi” o “tra i suoi contemporanei” (come la C.E.I. e la Nuova Diodati). Gen 7:1 dice similmente.

Cioè, in confronto con gli altri, era più giusto. Infatti, non solo in confronto con i suoi contemporanei, ma in confronto con tutti dell’Antico Testamento, di cui è contato fra i tre più giusti (Ez 14:14,20).

In alcune versioni (soprattutto in inglese), “integro” è tradotto invece “perfetto”. Ma la parola non ha il senso di perfezione morale. Lo vediamo da Giob 1:1,8; 2:3,8; 9:21-22; 12:4; 27:5; 31:6 in cui Dio, Giobbe stesso, e la moglie di Giobbe chiamano Giobbe integro – la stessa parola che è usata in Gen 6:9.

Eppure Giobbe sapeva che non si poteva essere giusti davanti a Dio (Giob 9:2), e che aveva iniquità, peccato, e trasgressioni (Giob 10:6; 14:16-17).

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Il Signore parla al cuore di ciascuno di noi, ascoltarlo significa valutare bene le situazioni in cui ci troviamo e, se lo desideriamo, viverle nella sua volontà, non dimentichiamo ciò che ci disse nel Vangelo di Giovanni…

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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto, sempre se lo desideriamo.

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(Le foto eventuali, dei personaggi, sono state prese su Google / Immagini, per cui, anche se le loro azioni sono in sintonia con l’argomento trattato, non necessariamente debbono corrispondere ai personaggi stessi di questo articolo).

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