(Cristianesimo Cattolico)* 51 – Obbedite più agli uomini o a Dio?

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Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini:
Atti 5,27-35.38-42  27 Li condussero e li presentarono nel sinedrio; il sommo sacerdote cominciò a interrogarli dicendo: 28 «Vi avevamo espressamente ordinato di non insegnare più nel nome di costui, ed ecco voi avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina e volete far ricadere su di noi il sangue di quell’uomo». 

29 Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. 30 Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avevate ucciso appendendolo alla croce. 31 Dio lo ha innalzato con la sua destra facendolo capo e salvatore, per dare a Israele la grazia della conversione e il perdono dei peccati. 32 E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che si sottomettono a lui». 

33 All’udire queste cose essi si irritarono e volevano metterli a morte.

34 Si alzò allora nel sinedrio un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della legge, stimato presso tutto il popolo. Dato ordine di far uscire per un momento gli accusati,

35 disse: «Uomini di Israele, badate bene a ciò che state per fare contro questi uomini.

38 Per quanto riguarda il caso presente, ecco ciò che vi dico: Non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questa teoria o questa attività è di origine umana, verrà distrutta; 39 ma se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli; non vi accada di trovarvi a combattere contro Dio!».

40 Seguirono il suo parere e, richiamati gli apostoli, li fecero fustigare e ordinarono loro di non continuare a parlare nel nome di Gesù; quindi li rimisero in libertà.

41 Ma essi se ne andarono dal sinedrio lieti di essere stati oltraggiati per amore del nome di Gesù. 42 E ogni giorno, nel tempio e a casa, non cessavano di insegnare e di portare il lieto annunzio che Gesù è il Cristo.

Riflessione:

A volte ci si può trovare di fronte ad una serie di evidenze che sembrano proprio demolire tutte le nostre convinzioni.

Allora è possibile che comincino a nascere dei ragionevoli dubbi.

Ci vuole però molta umiltà per mettersi in discussione.

Quei capi del popolo ne avevano già viste e sentite tante sul conto di Gesù il Nazareno e dei suoi seguaci.

E adesso gli apostoli erano addirittura riusciti a scappare dalla prigione a porte chiuse e senza che le guardie si accorgessero di nulla.

Era possibile che nessuno di loro cominciasse a nutrire qualche dubbio sulla possibilità che gli apostoli potessero davvero essere guidati da Dio?

I membri del sinedrio erano infastiditi dal fatto che gli apostoli avessero ignorato il loro divieto di insegnare nel nome di Gesù.

Inoltre il messaggio degli apostoli li metteva in cattiva luce dinanzi al popolo perché implicava un’accusa chiara nei loro confronti, quella di aver consegnato Gesù ai Romani per farlo uccidere.

Il messaggio degli apostoli faceva ricadere il sangue di quell’uomo su di loro!

Anche in questa occasione, Pietro e gli altri apostoli sostanzialmente confermarono quell’accusa ma ribadirono anche che Dio aveva risuscitato Gesù, innalzandolo con la sua potenza e costituendolo Principe e Salvatore per il ravvedimento di Israele e il perdono dei peccati.

C’era quindi ancora una mano tesa nei confronti di chi riconosceva Gesù come Messia di Israele!

Dio aveva risuscitato Gesù e gli apostoli ne erano testimoni.

Anche lo Spirito Santo confermava la risurrezione di Gesù venendo su tutti coloro che avevano creduto in Gesù.

Come avrebbero potuto gli apostoli smettere di parlare nel nome di Gesù?

Essi dovevano ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini.

Molti membri del sinedrio fremevano d’ira nel sentire gli apostoli così determinati ad ignorare la loro autorità e avrebbero voluto ucciderli per farli tacere.

Se ci sembra una reazione esagerata, teniamo presente che quello era il luogo dove veniva amministrata la giustizia e i membri del sinedrio erano quindi, agli occhi del popolo, rappresentanti di Dio.

Essi erano convinti di fare la volontà di Dio e di agire per conto di Dio mentre le parole degli apostoli implicavano che essi si stessero opponendo a Dio.

I membri del sinedrio non potevano accettarlo perché avrebbero dovuto mettere in discussione tutto ciò che stavano facendo e ammettere di aver sbagliato anche nei confronti di Gesù.

Ma grazie a Dio, come dicevamo, di fronte all’evidenza qualcuno cominciava a nutrire dei ragionevoli dubbi.

Gamaliele, che nel seguito del libro degli Atti scopriremo essere stato il rabbino ai piedi del quale aveva studiato l’apostolo Paolo (At 22:3) era un fariseo, dottore della legge, rispettato da tutti.

Le sue parole dimostrano saggezza e umiltà, infatti il suo ragionamento era basato sulla fiducia che Dio avrebbe difeso la sua causa distruggendo l’opera degli apostoli se essa non fosse stata secondo la sua volontà, così come aveva fatto altre volte in passato.

Ma Gamaliele aveva aperto le porte anche alla possibilità che gli apostoli stessero dicendo la verità e agissero da parte di Dio. In tal caso, perseguitarli avrebbe significato mettersi contro Dio!

Il ragionamento di Gamaliele convinse anche gli altri.

Chissà se anche altri, come Gamaliele, cominciavano ad avere dei ragionevoli dubbi e a manifestare un po’ di umiltà di fronte all’opera di che Dio stava facendo attraverso gli apostoli?

Forse qualcuno cominciava a chiedersi:

“E SE FOSSE DA DIO”?

È molto probabile visto che, leggendo il capitolo seguente (At 6:7), apprenderemo che un gran numero di sacerdoti cominciò a credere nel Signore Gesù.

Comunque, pur assumendo una posizione attendista, fecero picchiare gli apostoli e ribadirono il divieto di parlare nel nome di Gesù.

Naturalmente anche questo nuovo divieto non impedì agli apostoli di continuare ad insegnare ovunque la buona notizia riguardante Gesù il Cristo.

Come odierni discepoli di Gesù, anche noi non possiamo fare altro che ubbidire a Dio e diffondere la buona notizia di Gesù, anche se ciò significasse disubbidire agli uomini.

Molti cristiani si stupiscono e si indignano oggi delle reazioni negative che talvolta accompagnano la predicazione del vangelo, come se si aspettassero l’applauso del mondo…

Al contrario, gli apostoli quel giorno si erano rallegrati di essere ritenuti degni di essere oltraggiati per il nome di Gesù, d’altronde il loro maestro li aveva avvertiti:

“Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra” (Gv 15:20).

Non possiamo attenderci un trattamento diverso da quello che la società riserverebbe al nostro maestro.

Nel frattempo la nostra speranza è che in mezzo a tanto scetticismo, qualcuno, imbattendosi nel nostro messaggio, possa avere almeno l’umiltà di farsi la domanda di Gamaliele: “E se fosse da Dio?”

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Il Signore parla al cuore di ciascuno di noi, ascoltarlo significa valutare bene le situazioni in cui ci troviamo e, se lo desideriamo, viverle nella sua volontà, non dimentichiamo ciò che ci disse nel Vangelo di Giovanni…

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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto, sempre se lo desideriamo.

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(Le foto eventuali, dei personaggi, sono state prese su Google / Immagini, per cui, anche se le loro azioni sono in sintonia con l’argomento trattato, non necessariamente debbono corrispondere ai personaggi stessi di questo articolo).

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