Per comprendere meglio la parola “umile” è più facile se si parte dal cercare di comprendere la falsa umiltà. Quando si comprende quella falsa, la vera umiltà diventa chiarissima.

La falsa umiltà è solo ego represso, ci sono persone che fingono di essere umili ma in realtà desiderano essere (o già si sentono) superiori a qualcun’ altro.

La vera umiltà non ha nulla a che fare con l’ego, non vuole essere superiore a nessuno.

Spesso accade che consideriamo umili persone che in realtà sono timide, essere timidi invece è un’altra espressione dell’ego. Si diventa timidi quando qualcuno ci loda, ci fa dei grossi complimenti, in fondo però sappiamo che quell’ elogio non è proprio così vero, ma soddisfa molto il nostro ego, quindi la timidezza vissuta in quella situazione non è altro che falsa umiltà.

Una persona che ha dei timori o delle paure non può essere umile. Soltanto l’ ego è in grado di provocare paura. Per paura a volte evitiamo persone, argomenti o situazioni perché siamo privi di quella naturalezza e semplicità che ce li farebbe affrontare, ci affidiamo alla mente (invece che all’ istinto) che calcola cause ed effetti derivanti da quella situazione e di conseguenza temiamo una possibile ripercussione.

Tutte le nostre azioni nascono dall’inconscio mentre le nostre decisioni nascono dalla mente cosciente, ecco perché azioni e decisioni non vanno mai di pari passo.

Senza umiltà, siamo in balia della nostra personalità, del nostro ego.

Un bambino può vedere tutto con colori e aspetti diversi da come vediamo noi le stesse cose, i nostri occhi sono oscurati da quel velo chiamato “conoscenza”.

Il sapere dà enorme energia all’ ego, “io so, e gli altri no!”. È più saggio chi sostiene di esserlo o chi non sa di esserlo?

Un bambino che non sa chi è, che non sa nulla del mondo e di quello che lo circonda, è colmo di meraviglia, vede misteri dappertutto. Raccoglie sassi ma per lui è come se avesse trovato diamanti. La persona veramente umile, ritorna a questa esistenza pura e trasparente.

Una persona umile vive una vita di gratitudine senza condizioni; non è solo grata a Dio, ma anche agli esseri umani, agli alberi, alle stelle, a tutto.

Solo con l’ umiltà è possibile affidarsi all’istinto, ascoltarlo senza alterarlo, seguire le sue indicazioni e favorirlo alla razionalità mentale quando è il momento di decidere.

Per vivere bene è necessaria un’estrema semplicità. L’essere umano è elementare quando riesce a vivere come unità, nella semplicità.

La mente non accetta tutto ciò perché vuole sapere, capire, sviscerare, confrontare, ma questo non è sempre bene, soprattutto quando va a scapito della semplicità di pensiero e non apporta un arricchimento energetico, ma soltanto un dispendio di energia e una grande confusione.

Rimanendo nel mentale andiamo ad alimentare la nostra gioia di sapere, di capire, ma moltissime volte non siamo nella vibrazione della serenità.

Ogni tanto dovremmo fermarci, prendere coscienza che quello che sappiamo è già troppo, e quindi ridimensionarci e vivere nella massima semplicità.

Questo è il modo di operare in armonia con il divino.

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Il Signore parla al cuore di ciascuno di noi, ascoltarlo significa valutare bene le situazioni in cui ci troviamo e, se lo desideriamo, viverle nella sua volontà, non dimentichiamo ciò che ci disse nel Vangelo di Giovanni…

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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto, sempre se lo desideriamo.

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(Le foto eventuali, dei personaggi, sono state prese su Google / Immagini, per cui, anche se le loro azioni sono in sintonia con l’argomento trattato, non necessariamente debbono corrispondere ai personaggi stessi di questo articolo).

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