Alla grotta di Betlemme arrivarono anche due asinelli.

Erano stanchi e macilenti. Le loro groppe erano spelacchiate e piagate dai pesanti sacchi che il mugnaio loro padrone caricava quotidianamente e dai colpi di bastone che non risparmiava.

Avevano sentito i pastori parlare del Re dei Re venuto dal cielo ed erano accorsi anche loro. Rimasero un attimo a contemplare il Bambino. Lo adorarono e pregarono come tutti.

All’uscita li attendeva lo spietato mugnaio. I due asinelli ripartirono a testa bassa, con il pesante basto sulla groppa.

“Non serve a niente,” disse uno. “Ho pregato il Messia che mi togliesse il peso e non l’ha fatto…”

“Io invece”, ribatté l’altro, che trotterellava con un certo vigore, “gli ho chiesto di darmi la forza di portarlo…”

Se qualcuno ti dice: “La vita è dura”», chiedigli: “In confronto a che cosa?”.

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Il Signore parla al cuore di ciascuno di noi, ascoltarlo significa valutare bene le situazioni in cui ci troviamo e, se lo desideriamo, viverle nella sua volontà, non dimentichiamo ciò che ci disse nel Vangelo di Giovanni…

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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto, sempre se lo desideriamo.

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(Le foto eventuali, dei personaggi, sono state prese su Google / Immagini, per cui, anche se le loro azioni sono in sintonia con l’argomento trattato, non necessariamente debbono corrispondere ai personaggi stessi di questo articolo).

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