Risultati immagini per le tentazioni di SatanaDon Livio Fanzaga ci spiega costantemente cos’è la tentazione e come smascherarla. Ecco una sua catechesi a riguardo:

Il maligno studia a fondo le tentazioni. I due Testamenti dei quali è composta la Sacra scrittura incominciano ambedue con la tentazione.

Nell’Antico testamento i progenitori sono caduti assoggettando se stessi e l’intera umanità al potere del maligno.

Nel secondo Testamento Gesù Cristo, figlio di Dio fatto uomo, respinge il demonio “vattene satana”. E lo vince con la sua Passione, Morte e Resurrezione.

Basterebbe questo fatto: sia l’Antico Testamento che il Nuovo Testamento iniziano con la tentazione per comprendere l’importanza centrale che dà la Sacra Scrittura all’attività specifica di satana che è appunto la tentazione.

Infatti, è soccombendo ad essa o superandola che si decide la salvezza eterna della propria anima.

E’ una lacuna grave sul piano pastorale che nella catechesi e nella predicazione non si insegni alle anime che cos’è la tentazione, quali sono i suoi meccanismi, chi ne è l’autore e quali sono gli obiettivi che satana si propone di conseguire con essa.

Leggetevi il Vangelo e studiate il Catechismo della Chiesa Cattolica.

Gesù ha vinto il demonio ma non ci ha dispensato dal combattimento spirituale.

Il demonio sarà legato alla fine del mondo. Alla norma della Fede dovremmo adeguarci tutti.

Bisogna parlare di satana nel modo e nella quantità con cui ne parlano Gesù Cristo e gli apostoli (ed anche i Santi: ricordatevi la vita di San « Padre » Pio).

Bisogna smascherare il meccanismo sofisticatissimo della tentazione, vero capolavoro di astuzia e di pazienza con il quale la malefica serpe cattura innumerevoli anime.

La tentazione è sempre un pensiero e contiene veleno. Contiene tutta la capacità di satana di ingannarti. Lo sforzo del cuore di non rispondere è già vittoria.

Satana fa le sue catechesi perverse nel mondo attraverso i falsi maestri, i falsi profeti, il potere mass-mediatico, i FALSI AMICI…

Molte persone ti provocano astutamente per avere un aggancio, dopo che ci sono riuscite ti condiscono e ti cucinano. Come si fa con il pollo.

Gli interessa instaurare una discussione con te, il modo lo trovano.

La tua unica risposta è una sola: tanti saluti e chiudi la porta. Poi di una Ave Maria per loro. 

Quel che sta a cuore a satana è colpire la tua Fede e la tua fiducia in Dio.
Non si risponde alla tentazione, non si prende in esame, si deve mollare l’osso, si deve mollare la presa così si vince.

Quando la tentazione si affaccia al cuore sotto forma di un pensiero, di un’immagine o di una proposta si devono subito distogliere gli occhi del cuore e rivolgerli a Dio nella preghiera. Se solo ci soffermiamo un poco su ciò che satana ci propone, egli ci attira nella sua orbita e la sconfitta è sicura.

Questa prontezza è frutto di una purezza interiore e di un assiduo esercizio di mortificazione. La prontezza è quella che ci salva. Il fuoco della tentazione va soffocato subito sul nascere, prima che diventi un incendio devastante. Ascoltando la voce della tentazione si è già aperto uno spiraglio.

Quando infuria la tentazione e nel tuo cuore incominci a minimizzare le conseguenze del peccato significa che la serpe ti sta già stringendo nelle sue spire. Quando ti chiedi « che male c’è? »… il momento della resa è arrivato e sei ormai in sua balia.

Bisogna che ti raccogli sinceramente in preghiera con il cuore aperto, desideroso di conoscere la volontà di Dio, in questo modo la tentazione viene facilmente superata.

A volte in TV invitano degli opinionisti che annacquano la Parola di Dio o la modificano. Il solo fatto che venga cambiato ciò che il Signore dice nella limpida semplicità della Sua Parola, ci deve sempre mettere in sospetto.

E’ la tipica tattica dei falsi profeti, di cui satana è il primo e il maestro. L’adulterazione della parola del Creatore è volta sottilmente ad offuscarne l’immagine. Si tratta di un’abile insinuazione che presenta Dio come colui che ti impedisce di realizzare la tua vita e di godere delle bellezze della creazione.

Il grido di Dio che va alla ricerca dell’uomo che si è smarrito (il Buon Pastore) e dice « Adamo dove sei? » è l’appello di Dio all’inizio della storia della salvezza e attraversa tutta la storia.

Gesù ha iniziato la sua vita pubblica dicendo « Convertitevi ». Il grido della Regina Della Pace è « vi supplico convertitevi ».

Dio non cessa di chiamare il peccatore pentito e non cessa di invitare alla conversione. Fa di tutto per salvare gli uomini; però c’è il tempo della Misericordia e il tempo della Giustizia.

Finché l’uomo è in vita è il tempo della Misericordia; quando l’uomo termina la sua vita è il tempo del Giudizio. L’uomo alla fine deve decidere se vuole amare Dio oppure no, se accogliere l’Amore di Dio o respingerlo.

Adamo ci rappresenta tutti. Quello che ha sperimentato lui, lo sperimentiamo anche noi quando cadiamo nella rete del maligno.
Adamo ha avuto paura di Dio che lo chiamava. Si nascose nel folto del giardino per non farsi vedere.

La paura di Dio è frutto del peccato.

Es. Quando la finanza gira e poi va a bere un caffè al bar mentre una persona esce da lì senza scontrino e nota l’arrivo dei finanzieri si spaventa, perché teme la multa. Invece i finanzieri vanno a bersi la loro tazzina.

Chi è in Grazia di Dio non ha paura. Invece ci sono timori che sorgono pensando a peccati passati o pensandosi imperfetti ma che scompaiono con la preghiera e la fiducia in Dio.

Il Santo Timore di Dio a volte ha colpito Bernadette quando pensava di non essere stata all’altezza del compito affidatogli da Dio. Bernadette amava moltissimo le prediche sulla Misericordia.

Video sulle tre tentazioni nel deserto

Video sul diavolo che tenta Gesù prima della passione

Video sul diavolo inganna con il dialogo

Video su Maria Valtorta che spiega cosa dice Gesù di Satana

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Il Signore parla al cuore di ciascuno di noi, ascoltarlo significa valutare bene le situazioni in cui ci troviamo e, se lo desideriamo, viverle nella sua volontà, non dimentichiamo ciò che ci disse nel Vangelo di Giovanni…

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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto, sempre se lo desideriamo.

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