(Cristianesimo cattolico)* 38 – Per chi confida, con superbia, solo su se stesso/a

Lamento su Babilonia

Scendi e siedi sulla polvere, vergine figlia di Babilonia. 

Siedi a terra, senza trono, figlia dei Caldei, poiché non sarai più chiamata tenera e voluttuosa.  Prendi la mola e macina la farina,
togliti il velo, solleva i lembi della veste, scopriti le gambe,  attraversa i fiumi. 

Si scopra la tua nudità, si mostri la tua vergogna. «Prenderò vendetta e nessuno interverrà»,  dice il nostro redentore che si chiama Signore degli eserciti, il Santo di Israele. 

Siedi in silenzio e scivola nell’ombra, figlia dei Caldei, perché non sarai più chiamata Signora di regni. 

Ero adirato contro il mio popolo, avevo lasciato profanare la mia eredità; perciò lo misi in tuo potere, ma tu non mostrasti loro pietà;
perfino sui vecchi facesti gravare il tuo giogo pesante. 

Tu pensavi: «Sempre io sarò signora, sempre».

Non ti sei mai curata di questi avvenimenti, non hai mai pensato quale sarebbe stata la fine.

Ora ascolta questo, o voluttuosa che te ne stavi sicura, che pensavi: «Io e nessuno fuori di me! Non resterò vedova, non conoscerò la perdita dei figli». 

 Ma ti accadranno queste due cose, d’improvviso, in un sol giorno;
perdita dei figli e vedovanza piomberanno su di te, nonostante la moltitudine delle tue magie, la forza dei tuoi molti scongiuri. 

Confidavi nella tua malizia, dicevi: «Nessuno mi vede».

La tua saggezza e il tuo sapere ti hanno sviato. Eppure dicevi in cuor tuo: «Io e nessuno fuori di me». 

Ti verrà addosso una sciagura che non saprai scongiurare; ti cadrà sopra una calamità che non potrai evitare. Su di te piomberà improvvisa una catastrofe che non prevederai. 

Sta pure ferma nei tuoi incantesimi e nella moltitudine delle magie, per cui ti sei affaticata dalla giovinezza: forse potrai giovartene, forse potrai far paura! 
Ti sei stancata dei tuoi molti consiglieri: si presentino e ti salvino
gli astrologi che osservano le stelle, i quali ogni mese ti pronosticano che cosa ti capiterà. 
Ecco, essi sono come stoppia: il fuoco li consuma; non salveranno se stessi dal potere delle fiamme.
Non ci sarà bracia per scaldarsi, né fuoco dinanzi al quale sedersi. 

Così sono diventati per te i tuoi maghi, con i quali ti sei affaticata fin dalla giovinezza; ognuno se ne va per suo conto, nessuno ti viene in aiuto. (Dal libro del profeta Isaia 47,1.3b-15)

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Il Signore parla al cuore di ciascuno di noi, ascoltarlo significa valutare bene le situazioni in cui ci troviamo e, se lo desideriamo, viverle nella sua volontà, non dimentichiamo ciò che ci disse nel Vangelo di Giovanni…

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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto, sempre se lo desideriamo.

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