[65] Quinto esercizio: meditazione sull’inferno. Dopo una preghiera preparatoria e due preludi, comprende cinque punti e un colloquio. 

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La preghiera preparatoria è la solita.
Il primo preludio è la composizione: qui consiste nel vedere con l’immaginazione l’inferno in tutta la sua lunghezza, larghezza e profondità.
Il secondo preludio consiste nel domandare quello che voglio: qui sarà chiedere un’intima conoscenza della pena che soffrono i dannati; così, se per le mie colpe dovessi dimenticarmi dell’amore dell’eterno Signore, almeno il timore delle pene mi aiuti a non cadere in peccato.
[66] Primo punto: vedo con l’immaginazione le grandi fiamme dell’inferno e le anime come in corpi incandescenti.
[67] Secondo punto: ascolto con le orecchie i pianti, le urla, le grida, le bestemmie contro nostro Signore e contro tutti i santi.
[68] Terzo punto: odoro con l’olfatto il fumo, lo zolfo, il fetore e il putridume.
[69] Quarto punto: assaporo con il gusto cose amare, come le lacrime, la tristezza e il rimorso della coscienza.
[70] Quinto punto: palpo con il tatto, come cioè quelle fiamme avvolgono e bruciano le anime.
[71] Colloquio. Facendo un colloquio con Cristo nostro Signore, richiamerò alla memoria le anime che sono all’inferno: alcune perché non credettero alla sua venuta; altre perché, pur credendoci, non agirono secondo i suoi comandamenti. Distinguerò tre categorie:
La prima, precedentemente alla sua venuta. La seconda, durante la sua vita. La terza, dopo la sua vita in questo mondo.
Nel fare questo, lo ringrazierò perché non ha permesso che io fossi in nessuna delle tre categorie, mettendo fine alla mia vita; così pure perché fino ad ora ha sempre avuto per me tanta pietà e misericordia. Terminerò dicendo un Padre nostro.
[72] Nota. Il primo esercizio si fa a mezzanotte; il secondo al mattino appena alzati, il terzo prima o dopo la messa, ma comunque prima del pranzo; il quarto all’ora dei vespri; il quinto un’ora prima della cena.                                                        Questa distribuzione del tempo va osservata generalmente in tutte le quattro settimane; però può essere modificata, secondo che l’età, la disposizione e il temperamento dell’esercitante gli consentano di fare i cinque esercizi o di farne meno.

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Il Signore parla al cuore di ciascuno di noi, ascoltarlo significa valutare bene le situazioni in cui ci troviamo e, se lo desideriamo, viverle nella sua volontà, non dimentichiamo ciò che ci disse nel Vangelo di Giovanni…

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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto, sempre se lo desideriamo.

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