(Esercizi spirituali)* 15 – 15° Annotazione utile per comprenderli meglio

Premessa: Queste sono annotazioni per avere una qualche comprensione degli esercizi spirituali, di Sant’Ignazio di Loyola, che seguiranno e per aiutare sia chi li deve proporre e sia chi li deve fare.

15°(Quindicesima) annotazione di 20.

Chi propone gli esercizi non deve esortare l’esercitante alla povertà o a farne promessa piuttosto che al contrario, né deve indurlo a uno stato o a un modo di vita piuttosto che a un altro.

Infatti fuori degli esercizi è lecito e meritorio esortare tutti quelli che probabilmente ne hanno le attitudini a scegliere la castità, il
celibato, la vita consacrata e ogni stato di perfezione evangelica; invece durante gli esercizi spirituali, nei quali si ricerca la volontà di Dio, è più opportuno e molto meglio che sia lo stesso Creatore e Signore a comunicarsi all’anima devota, abbracciandola nel
suo amore e alla sua lode, e disponendola alla via nella quale potrà meglio servirlo in futuro.

Perciò chi propone gli esercizi non si avvicini né propenda all’una o all’altra parte, ma resti in equilibrio come il peso sul braccio di una stadera, e lasci che il Creatore agisca direttamente con la creatura, e la creatura con il suo Creatore e Signore.

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Il Signore parla al cuore di ciascuno di noi, ascoltarlo significa valutare bene le situazioni in cui ci troviamo e, se lo desideriamo, viverle nella sua volontà, non dimentichiamo ciò che ci disse nel Vangelo di Giovanni…

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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto, sempre se lo desideriamo.

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