Premessa: Queste sono annotazioni per avere una qualche comprensione degli esercizi spirituali, di Sant’Ignazio di Loyola, che seguiranno e per aiutare sia chi li deve proporre e sia chi li deve fare.

14°(Quattordicesima) annotazione di 20.

Chi propone gli esercizi, se si accorge che l’esercitante procede con abbondante consolazione e con molto fervore, deve avvertirlo
di non fare alcuna promessa o voto in modo sconsiderato e impulsivo; e quanto più si rende conto che è di temperamento incostante, tanto più lo deve avvertire e ammonire.

È lecito, infatti, esortare un altro ad entrare in un ordine religioso dove si fa voto di obbedienza, povertà e castità; ed è vero che l’opera buona fatta con voto è più meritoria di quella fatta senza voto; tuttavia bisogna considerare attentamente la condizione particolare della persona e l’aiuto o la difficoltà che potrà trovare nel mantenere l’impegno che intende assumere.

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Il Signore parla al cuore di ciascuno di noi, ascoltarlo significa valutare bene le situazioni in cui ci troviamo e, se lo desideriamo, viverle nella sua volontà, non dimentichiamo ciò che ci disse nel Vangelo di Giovanni…

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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto, sempre se lo desideriamo.

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