(Lotta contro il male) 21 – Il serpente: “Sapevi che cosa rischiavi quando mi hai accettato?”

In una tribù indiana,

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i giovani venivano riconosciuti adulti dopo un rito di passaggio vissuto nella più stretta solitudine.

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Durante questo periodo di solitudine dovevano provare a se stessi di essere pronti per l’età matura.

Una volta uno di loro camminò fino a una splendida valle verdeggiante di alberi e radiosa di fiori.

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Guardando le montagne che cingevano la valle, il giovane notò una vetta scoscesa incappucciata di neve dal biancore abbagliante.

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“Mi metterò alla prova contro quella montagna”, pensò e si lasciò vincere dalla tentazione di grandezza, di essere annoverato tra quelli che “contano”..

Indossò la sua camicia di pelle di bisonte, si gettò una coperta sulla spalla e cominciò la scalata.

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Quando arrivò in cima, vide sotto di sé il mondo intero.

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Il suo sguardo spaziava senza limiti, il suo cuore era pieno di orgoglio e, mentre gioiva per aver raggiunto la meta desiderata, udì un fruscio vicino ai suoi piedi, abbassò lo sguardo e vide un serpente.

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Prima che il giovane potesse muoversi, il serpente parlò.

“Sto per morire”, disse. “Fa troppo freddo quassù per me e non c’è nulla da mangiare. Mettimi sotto la tua camicia e portami a valle”.

“No!”, rispose il giovane. “Conosco quelli della tua specie. Sei un serpente a sonagli. Se ti raccolgo mi morderai e il tuo morso mi ucciderà!”.

“Niente affatto!”, disse il serpente.
“Con te non mi comporterò così. Se fai questo per me, non ti farò del male”.
Il giovane rifiutò per un po’, ma quel serpente sapeva essere molto persuasivo.

Alla fine, il giovane se lo mise sotto la camicia e lo portò con sé.

Quando furono giù a valle, lo prese e lo depose delicatamente a terra.

All’improvviso il serpente si arrotolò su se stesso, scosse i suoi artigli, scatto avanti e morse il ragazzo al polso.

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“Mi avevi promesso…”, urlò il giovane a pieni polmoni ( questa immagine dovrebbe rendere chiara l’idea dello sconforto dopo la caduta )

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“Sapevi che cosa rischiavi quando mi hai preso con te!”, disse il serpente.

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… e il ragazzo indiano fu riunito ai suoi padri.

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( Il serpente, nelle Sacre Scritture, è il simbolo del male che tenta l’uomo al peccato con la proposta di passare per la porta larga, dove incontrare pace, felicità, serenità, gioia, realizzazione … “effimere” e si presenta, a volte, sotto forma umana, bisognosa di bene, talvolta d’aiuto, d’amore, di comprensione, appunto come il serpente di questo racconto).

Il Signore, nei Vangeli delle Sacre Scrittore, a tal proposito ci illumina

Matteo 7,13

Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa;

Matteo 7,14

quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!

Luca 13,24

«Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno.

Tito 2,12

… che ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo,

Non dimentichiamo mai che nulla possiamo con le nostre forze e che non veniamo provati al di sopra di esse. E’ bene ricordare quello che Gesù ci disse …

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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto.

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(Le foto dei personaggi, di questo racconto, sono state prese su Google/Immagini, per cui non corrispondono ai personaggi stessi di questa storia).

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