Adamo ed Eva, i nostri mitici “progenitori”, si nascondono, tentano di nascondersi, al richiamo di Dio.
Maria invece c’è… “Eccomi”… “Ecco me!”. Non ha paura di mostrarsi a Dio, con la sua fragilità di donna, con le sue paure…
 Adamo ed Eva si accusano a vicenda, è la rottura di una relazione che implica sempre il prendersi la responsabilità dell’altro.
Maria accoglie con umiltà, anche se con comprensibile timore, la proposta di Dio. Si mette in gioco nella relazione. Mette in gioco la sua relazione con Giuseppe.
Adamo ed Eva vogliono competere con Dio, accogliendo l’invito del divisore che promette loro di essere “come” Dio.
Maria, al contrario, si concepisce come “serva”: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga con me quello che hai detto“, come ci ricorda il vangelo di Luca.
 Maria davvero può e deve diventare modello per la nostra vita di coppia e di famiglia. Seguiamo Lei, quindi, chiediamo il suo aiuto, invochiamola di venire in nostro soccorso e non Adamo ed Eva con il loro peccaminoso comportamento che presumevano di fare la loro storia con le proprie forze.
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Gesù ci disse: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 
Perciò non dimentichiamo di chiedere il suo aiuto se scegliamo di seguirlo.
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  (Le foto dei personaggi, di questo racconto, sono state prese su Google/Immagini, non corrispondono, quindi, ai personaggi stessi di quanto esposto).

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