Domanda, come da titolo, è stata fatta ad una persona di una certa cultura: Sono costantemente sommerso dalle tante responsabilità e attività in corso nella mia vita. Sento come se la mia ansia stia peggiorando sempre di più, e non riesco a rilassarmi né a rallentare il passo. Come faccio a tenere testa al dinamismo della vita quando è così difficile dire di no?
 
Questo dell’essere troppo impegnati, che tu mi creda o meno, è uno dei problemi più comuni. Avevo lo stesso problema quando ho frequentato l’università, ed era diventato quasi insopportabile.
Un giorno sono andato dal cappellano del campus e gli ho parlato della mia ansia e del mio essere eccessivamente impegnato.
 “Perché hai scelto di diventare così indaffarato?”
 Non sono riuscito a credere alla sua risposta! Prima non mi era sembrato che essere così impegnato fosse stata una mia scelta! Ma poi ci ho pensato su, e mi sono reso conto che lui aveva ragione. Avevo scelto io di diventare impegnato (ecco il punto).

Gesù ci disse: dal Vangelo di Matteo 6,26

Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?

 

Inoltre ci disse: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

Perciò non dimentichiamo di chiedere il suo aiuto se scegliamo di seguirlo.
 (Le foto dei personaggi, di questo racconto, sono state prese su Google/Immagini, per cui non corrispondono ai personaggi stessi di questa storia).

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