Potevano muoversi liberamente, gioire di tutto ciò che c’era in Paradiso tra animali di ogni specie, buoni, mansueti e docili dove nessuno di essi aggrediva nessuno, non dovevano pensare a nulla o preoccuparsi di qualcosa, potevano, inoltre, mangiare di tutto quello che c’era, tranne del frutto di un albero.
Normalmente questo frutto lo si rappresenta con una mela, però, realmente, significa la conoscenza del bene e del male.
In pratica Dio aveva dato loro tutto e aveva proibito di conoscere il bene e il male.
 Immaginate una vita, tendente al bene, perché siamo stati creati a immagine di Dio, senza conoscere il male, vissuta in Paradiso, dove tutto ciò che occorre per la sopravvivenza era stato donato gratuitamente, oltre alle bellezze della natura, senza preoccupazioni di nessun genere, nemmeno per la salute in quanto esenti da qualsiasi malattia e vissuta per l’eternità. Ecco com’era la loro vita.
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Gesù ci disse: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 
Perciò non dimentichiamo di chiedere il suo aiuto se scegliamo di seguirlo.
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  (Le foto dei personaggi, di questo racconto, sono state prese su Google/Immagini, non corrispondono, quindi, ai personaggi stessi di quanto esposto).

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