Per essere lodati. Osannati. Per essere i primi. Per essere un punto di riferimento. Per essere i direttori d’orchestra. Per poter dire a se stessi che contano nella società. Per “essere” punto. Per lo stesso motivo Satana si ribellò a Dio, perché voleva essere lui dio al posto di Dio, essere il primo, l’onnipotente e dominare sugli altri, non con amore e per il bene altrui, ma per odio e per il suo bene.
Ma perché uno mira a tutto questo magari senza saperne il vero motivo?
Faccio un esempio: Se uno resta senza bere per tanto tempo, volutamente, appena ne ha occasione ne beve in grande quantità. C’è una logica, il suo stato fisico, essendone stato privo, si era squilibrato in negativo per quanto riguarda il bere, quindi bevendo molto, lo si riequilibra.
Paragono questo esempio a chi cerca di dominare gli altri. Se uno, volutamente accetta di essere dominato da  un altro, non perché gli piaccia, ma perché vinto nelle sue passioni, appena ne ha occasione cerca di dominare come per riequilibrarsi, c’è una logica, come quella dell’acqua.
Però, per entrambi i casi, è una logica sbagliata.
Se uno  non si sottomette ad altri, ossia non si lascia vincere dalle proprie passioni, non ha bisogno di dominare. Se beve quello che gli occorre non ha bisogno di bere molto per riequilibrare il suo corpo.
Che poi, nel dominare, uno si mette in carcere da solo e diventa automaticamente dipendente di chi vuole dominare, perché dovrà dimostrare, non lo vorrebbe ma nel suo inconscio lo sente, di essere all’altezza del ruolo che si è auto attribuito, diventando a sua volta schiavo degli altri, perché, per piacere sempre dovrà fare anche cose che non preferisce, dovrà accontentare gli altri, suo malgrado.
Il voler dominare, quindi è una scelta sbagliata, a proprio danno. Ma uno sceglie di fare qualcosa a suo danno? No, certamente no. E allora? Fa il male che non vuole e non il bene che vuole. Possibile? Certo, i fatti parlano chiaro. Quindi? Non è la sua volontà tendente al bene che agisce. E’ come chi ha sete e beve la benzina al posto dell’acqua senza rendersene conto, vorrebbe questo?

Gesù ci disse: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

Perciò non dimentichiamo di chiedere il suo aiuto se scegliamo di seguirlo.
 (Le foto dei personaggi, di questo racconto, sono state prese su Google/Immagini, per cui non corrispondono ai personaggi stessi di questa storia).

 

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