Provvedere noi stessi, non è umanamente e razionalmente possibile, forse, in parte, qualcosa riusciamo a fare, ma poi il rischio di ricaduta, e succede, è notevole, nel durante diventa come camminare su una corda, saltare un grande ostacolo o cose simili con il pericolo di farcisi realmente male.

Però, se uno riconosce che non è buono essere dominati dalle passioni e che ci sta male in questo contesto, un passo avanti già è stato fatto, pregando il Signore di venire in nostro soccorso e attendendo con fiducia, completiamo l’opera.

Intanto, San Paolo apostolo, nella lettera ai Tessalonicesi, ha raccomandato a loro e raccomanda noi, con questa lettera che segue:

Tessalonicesi 1 1Ts 4,3

Questa infatti è volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dall’impurità, che ciascuno di voi sappia trattare il proprio corpo con santità e rispetto, senza lasciarsi dominare dalla passione, come i pagani che non conoscono Dio.

Gesù ci disse: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

Perciò non dimentichiamo di chiedere il suo aiuto se scegliamo di seguirlo.
 (Le foto dei personaggi, di questo racconto, sono state prese su Google/Immagini, per cui non corrispondono ai personaggi stessi di questa storia).

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