Dopo anni ho focalizzato bene e mi è chiaro il fatto che non devo giudicare.

Prima mi veniva spontaneamente il giudizio sulla persona, che a mio avviso, aveva sbagliato. Quante volte ho detto guarda quel cretino che ha fatto …, quell’imbecille sempre in primo piano, quel ladro che ha rubato a man bassa, quegli extracomunitari che … sempre loro, quel politico che prima delle elezioni promette questa o quella cosa e poi …, quel calciatore che …, etc etc …

Con il tempo c’è stato un cambiamento radicale in me, non dico più quanto sopra tranne qualche volta che “scappa” e sto meglio, più sereno, più tranquillo, meno ansie, più riflessivo e meno impulsivo. Non per mio merito, ma per aver aperto il cuore al Signore.

Nel giudicare mi precludevo la possibilità di migliorarmi, in effetti nel dire, ad esempio, guarda quel cretino che ha fatto quella determinata cosa, che vantaggio ne traevo? Nulla. Nel dire invece, poiché tizio ha fatto questo, che influenza ha nella mia vita? Come posso regolarmi, in seguito, visto che le cose vanno in questo modo? Facendo così traggo degli utili spunti per migliorarmi nelle normali attività quotidiane e affrontarle in modo diverso fino al punto che una volta giudicavo quell’episodio e mi dava fastidio, ora non più, tranne le volte che cedo alla tentazione.
Se poi, ho la possibilità, avverto quella determinata persona che, a mio avviso, sta sbagliando nel fare o dire quella cosa, giudicando l’azione e mai la persona. Non sempre, però, riesco in questo, ma sento che è la via giusta.

Infine, sempre senza nessun merito investigativo da parte mia, la cosa più importante che ho compreso, nel non giudicare, è quella di non essere più soggetto al giudizio degli altri, avvero prima nel farlo temevo il giudizio in genere sulla mia persona, sui miei comportamenti, anche se teoricamente non mi importava nulla di questo, ma inconsciamente era così.

In base alla mia esperienza credo sia meglio rapportare il singolo episodio accaduto alla nostra vita e vedere cosa esso ci dice e a cosa ci chiama, interrogarsi perché Dio, per correggerci, ci ha mandato quella determinata cosa e cosa vuole dirci con essa..

Faccio un esempio: un tizio mi ha tagliato la strada, mentre procedevo ad andatura normale e mi ha mandato a sbattere contro un palo, casa potrei trarci di positivo e utile alla mia vita in un episodio come questo?

Innanzitutto potrei vedere se effettivamente la mia attenzione cosciente era li, concentrata sulla guida o mi stavano passando per la mente altre cose ed ero assorto in quei pensieri, certo con lo sguardo ero li, però, forse la mente, non seguiva lo sguardo stesso.

Se, ad esempio, i miei pensieri erano altrove a cercare di risolvere mentalmente un dato problema, dovrei ringraziare quell’automobilista distratto che me li ha fatti tornare alla mente e risolverli, altrimenti, forse, poteva accadermi qualcosa di peggio.

Però non dimentichiamo mai che …

Gesù ci disse: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

… e non dimentichiamo nemmeno di chiedere il suo aiuto.

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