Un bambino pensando una preghiera, disse così:

“Signore questa notte ti chiedo una cosa speciale… Trasformami in una televisione, così che io possa occupare il suo posto. Mi piacerebbe vivere come vive la televisione di casa mia.

In altre parole avere una stanza speciale per riunire tutti i membri della mia famiglia attorno a me. Essere preso sul serio quando parlo. Mi piacerebbe provare l’attenzione particolare che riceve la televisione quando qualcosa  non funziona… E tener compagnia a mio papà quando torna a casa, anche quando è stanco dal lavoro. E che mia mamma, al posto di ignorarmi, mi cerchi quando è sola e annoiata.

E che i miei fratelli e sorelle litighino per poter stare con me…E che possa divertire tutta la famiglia, anche se a volte non dica niente. Mi piacerebbe vivere la sensazione di chi tralascia tutto per passare alcuni momenti al mio fianco.

Signore non ti chiedo molto. Solo di vivere come vive qualsiasi televisione, mi accontento anche di essere amato così.”

Nel nostro mondo occidentale un bambino su cinque soffre di depressione: per eccesso di protezione e per solitudine.

Un gesto d’amore, verso qualsiasi persona, va controcorrente, non impoverisce il donatore,  arricchisce chi lo riceve e soprattutto chi lo da, in termini materiali è un affare.

Gesù ci disse: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

Perciò, se scegliamo di seguirlo, non dimentichiamo di chiedere il suo aiuto.
 (Le foto dei personaggi, di questo racconto, sono state prese su Google/Immagini, per cui non corrispondono ai personaggi stessi di questa storia).

 

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