Un re aveva al suo servizio un buffone di corte che gli riempiva le giornate di battute e scherzi.

Un giorno, il re affidò al buffone il suo scettro dicendogli: “Tienilo tu, finché non troverai qualcuno più stupido di te: allora potrai regalarlo a lui”.
Qualche anno dopo, il re si ammalò gravemente.
Sentendo avvicinarsi la morte, chiamò il buffone, a cui in fondo si era affezionato, e gli disse: “Parto per un lungo viaggio”.
“Quando tornerai? Fra un mese?”.
“No”, rispose il re, “non tornerò mai più!”.
“E quali preparativi hai fatto per questa spedizione?”, chiese il buffone.

“Nessuno!” fu la triste risposta.

“Tu parti per sempre”, disse il buffone, “e non ti sei preparato per niente?

No, non mi sono preparato per niente, rispose il re.

To’, prendi lo scettro: “ho trovato uno più stupido di me!”

 

Sono  tanti  quelli che  non si preparano alla “grande

partenza”. Per questo quel momento si riveste di penosa angoscia.

“State svegli, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora”, dice Gesù (Vangelo di Matteo 25,13). 

Che bello essere pronti e pensare che un giorno verrà Gesù a bussare alla nostra porta per portarci definitivamente con Lui. Anche se non saremo mai sufficientemente pronti ci conforti il pensiero che il Signore guarda nel cuore di ognuno di noi.


In questa preparazione trovo buono fare come se tutto dipendesse da noi con la consapevolezza che niente dipende da noi.

Gesù ci disse: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.

(Le foto dei personaggi, di questo racconto, sono state prese su Google/Immagini, per cui non corrispondono ai personaggi stessi di questa storia).

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