“Rabbi, che cosa pensi del denaro?” Chiese un giovane
al maestro.
” Guarda dalla finestra”, disse il maestro. “Che cosa vedi?”
“Vedo una donna con due bambini,
 una carrozza trainata da due cavalli
e un contadino che va al mercato”.
“Bene. E adesso guarda nello specchio. Che cosa vedi?”
“Che cosa vuoi che veda Rabbi? Me stesso, naturalmente”.
“Ora pensa: la finestra è fatta di vetro
  e anche lo specchio è fatto di vetro.

Basta un sottilissimo strato d’argento sul vetro e l’uomo vede solo se stesso”.

Siamo circondati da persone che hanno trasformato in specchi le loro finestre. Credono di guardare “fuori” e continuano a contemplare se stessi.

Non permettere che la finestra del tuo cuore diventi uno specchio.

Il Signore non condanna chi ha molta disponibilità economica, se avuta onestamente, anzi, se ce l’ha, è nella volontà di Dio o lo ha permesso e, se lo ha permesso, rientra nella sua volontà.

Condanna, invece, l’uso che se ne fa, per cui, guarda attraverso la finestra, ovvero condividilo con gli altri, fanne un uso comune, di modo che anche altri ne possano beneficiare direttamente e indirettamente, in questo modo saranno investiti bene e fruttificheranno, poco fruttificherà poco, molto fruttificherà molto

e non attraverso lo specchio che riflette la tua immagine, ovvero solo per un uso proprio e per le proprie sicurezze, peggio, se per quest’uso, la ricerca del denaro avviene in modo famelico …

Mt 6,24 Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.

za.

1Tm 6,10 L’avidità del denaro infatti è la radice di tutti i mali; presi da questo desiderio, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti tormenti.

Lc 18,25-27 È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!».

Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?». Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».

Per tutte le cose, non dimentichiamo mai, Gesù ci disse: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
(Le foto dei personaggi, di questo racconto, sono state prese su Google/Immagini, per cui, anche se in parte a fumetti, non corrispondono ai personaggi stessi di questa storia).

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