In un deserto aspro e roccioso vivevano due eremiti.

Avevano trovato due grotte che si spalancavano vicine una di fronte all’altra.

Dopo anni di preghiere e feroci mortificazioni, uno dei due eremiti era convinto di essere arrivato alla perfezione.

L’altro era un uomo altrettanto pio, ma anche buono e indulgente. Si fermava a conversare con i rari pellegrini, confortava e ospitava coloro che si ritrovavano schiacciati dalle difficoltà, e coloro che cercavano un consiglio.

“Tutto tempo sottratto alla meditazione e alla preghiera!” pensava il primo eremita. Che disapprovava le frequenti, anche se minuscole, mancanze dell’altro.
Per fargli capire in modo visibile quanto fosse ancora lontano dalla santità, decise di posare una pietra all’imboccatura della propria grotta ogni volta che l’altro commetteva una colpa. Dopo qualche mese davanti alla grotta c’era un muro di pietre grigio e soffocante. E lui era murato dentro.

Talvolta intorno al cuore costruiamo dei muri, con le piccole pietre quotidiane dei risentimenti, delle ripicche, dei silenzi, delle imbronciature.

Il nostro compito più importante è impedire che si formino muri intorno al nostro cuore. E soprattutto cercare di non diventare “una pietra in più nei muri degli altri”…
Ho capito! Ma come si formano questi muri? In tanti modi, molte volte, alla base, c’è il passato della persona che lo ha segnato e si porta dietro delle esperienze negative.

Va bene, ma non potresti essere più chiaro? Queste esperienze variano da soggetto a soggetto, è impossibile elencarle, però, mi sento di dirti, che la causa scatenante è il desiderio di essere annoverato tra i “primi”, tra quelli che “contano”, essere un punto di riferimento, una guida per gli altri, essere dio al posto di Dio e, quelli che ci sono da ostacolo, diventano nemici.

E’ un inganno di Satana che agisce nei nostri punti deboli e lo varia, appunto, da persona a persona. Vuole inculcarci quello che è prettamente suo, quello che lo ha portato a ribellarsi a Dio, la superbia.
Se avvertiamo questo facciamoci curare dal giusto specialista che è Gesù Cristo, il quale si è già presentato come disponibile, mandandoci gli “ostacoli” affinché ci rivolgessimo a Lui.

Che dovrei fare per prenotare una visita? Nulla, viene a domicilio, basta che tu risponda “si” quando ti chiama, ovvero che gli apra la porta del cuore.

Gesù ci disse: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.

(Le foto dei personaggi, di questo racconto, sono state prese su Google/Immagini, per cui non corrispondono ai personaggi stessi di questa storia, il testo base è stato tratto da Aleteia e modificato con delle aggiunte ).

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