Ci troviamo ancora nel giorno del matrimonio. Nel post precedente ho evidenziato alcune parole, esaminiamole:

– Gli sposi sono andati in piena libertà a ricevere il sigillo della consacrazione, significa che nessuno li ha costretti, se lo sono stati hanno mentito davanti a Dio dicendo che erano in piena libertà, ma questi casi sono rari, quindi sentivano, dal profondo del cuore, il desiderio di questa unione e sentivano bene.

– Poi hanno detto che erano disposti, con la grazia di Dio, ad amarsi e sostenersi per tutti i giorni della loro vita. Significa che il loro amore, per durare, aveva bisogno della grazia di Dio. Questa grazia bisogna chiederla continuamente, tutti i giorni, se non la si chiede significa che non la si vuole e se non la si vuole Dio non ci fa violenza, non ce la da e se non ce la da significa che per i coniugi è impossibile che possano amarsi con le proprie forze, ci può essere un amore di convenienza, di tornaconto personale, ma non quell’amore vero che permette ai coniugi stessi di superare qualsiasi ostacolo.
A tal proposito ti ricordo cosa ci disse Gesù:

 Vangeli – Giovanni  Gv 15,5  

Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 

Come dici? Non l’hai mai fatto, ti è passato di mente e ora è passato un bel po’ di tempo per cui ti addolori per non averlo fatto nel tempo giusto? Ti sbagli. Quello che non hai fatto in passato puoi farlo ora, il Signore è in attesa e sta aspettando questo da molto tempo, è impaziente di accoglierti tra le sue braccia e ricominciare tutto d’accapo. Questo è sicuro come sicura è la morte.

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